Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scienze socialiStudi di genere · 8 anni fa

Secondo voi qual é la migliore poesia di sempre?

Ognuno sta solo sul cuor della terra

trafitto da un raggio di sole:

ed è subito sera

Cosa????????????chi?????????????

6 risposte

Classificazione
  • Sara
    Lv 4
    8 anni fa
    Risposta preferita

    1) Hai qualcosa di me in te che brucia

    E non puoi nascondere in parole d’occasione

    Un tratto, un gesto, una ferita, un pianto

    Un filo rotto, una nota, una scusa

    La nostra milonga dietro una finestra chiusa

    Hai un po’ del mio sangue sul tuo vestito

    Una foto in tasca, un coltello, un treno

    Una bugia pronta, un bicchiere di veleno

    Ogni volta che hai cercato di dimenticarmi

    Stanotte ti prego: svegliati, apri la mano

    Nel buio raccogli un pugno d’aria

    Stringilo come fosse l’ultimo fiato

    Chiudi gli occhi, apri il pugno, là io sono

    Un tratto, un gesto, una ferita, fumo

    Un vecchio tango, un po’ del mio profumo

    Hai qualcosa di me in te che danza

    Bandoneon, sala vuota, lontananza

    In ogni passo, in ogni inchino io sono

    Un bacio sincero, un bacio disonesto

    Bugie: muoio per te, vivo per questo

    E so che tu non mi hai dimenticato

    E che dimenticarti io non posso

    Ombra, spilla sul tuo vestito rosso

    Anche se non balleremo più insieme

    Così finì uno scandalo in una città perbene.

    2)È nel pavimento lavato dove brillano

    I pesci d'oro delle scarpe nuove

    È nel Cupido dal dente cariato

    Che fa sedere le coppie, aspettando la mancia

    Nella pallida guancia e nella spilla sul collo

    È nel bicchiere di Tempranillo

    Dove lui desidera lei, attraverso un rosso inferno.

    È nella segatura ben sparsa,

    Perché nessuna lacrima vada persa

    È nel primo sopraggiungere del tango

    Nella notte curiosa dietro la porta chiusa

    Ma... se non ti tengo tra le mie braccia

    Tutto questo è una cartolina banale

    Per uno specchio di barbiere

    Per un ricordo che fa ancora male.

    È nella dama piccola che si appoggia

    Al cavaliere come al parapetto di un balcone

    E avanza con lo stivale sottile

    Tra nuvole di neon e fumo

    Del suo music-hall personale

    È nel sorriso dello scemo che non può ballare

    Ma dentro di sé conquista e seduce

    La bionda triste, col marito al fianco

    Che parla di sacchi di caffè, e non ama il tango

    È nel gesto di Carlos che spalanca

    Il bandoneon, come Mosè che apre il mare

    È nel frusciare di una gonna, nell'attimo di silenzio.

    È nell'odore di rosa, calzini ed assenzio

    Ma... se non ti bacio come si baciano i ragazzi

    Tutto questo è nostalgia per un mare dipinto

    Per un marinaio senza più nave

    Per un capitano senza un filo di vento

    È nella tosse roca del ballerino migliore

    Che indossa la morte come un abito ben fatto

    E nella vecchia coppia che danza

    Engañadora per la millesima volta

    È nella vecchia ferita da coltello

    Il giorno che qualcuno difese qualcuna

    Nelle risate troppo forti e smargiasse

    Nelle farfalle suicide sulle lampade rosse

    È nella grazia e nell'arroganza

    Di questo contappunto, che ci trascina

    Nei campi di luna, oltre la porta

    Ma... se non mi sei vicina, amore

    Tutto questo è una canzone vecchia

    Dentro una valigia di ricordi smarriti

    Di tanghi usati, in vecchi spartiti.

    3) Io non voglio morir cantante

    Se al buon sonno del padrone

    Servirà la mia canzone

    A gola storta voglio cantare

    Ringhio di porco e romanze nere

    Voglio svegliarvi col fiato ansante

    Io non voglio morir cantante

    Io non voglio morire poeta

    Di ogni passione sceglier la dieta

    Gioie, amorini e dolori piccini

    Da imbalsamare dentro il rimario

    Della giuria al valor letterario

    Coda di sangue ha la mia cometa

    Io non voglio morir poeta

    Io non voglio morir artista

    Accucciato come un vecchio cane

    Sotto il trono del re di danari

    Tra leccaculi e cortigiane

    Che alle mie rughe voglion rubare

    Fiori di gelo, dolore e fame

    Li accecchi il fuoco della mia vista

    Io non voglio morire artista

    Io non voglio morire attore

    Dentro allo schermo di un paradiso

    Crocefisso a un finto sorriso

    Di morti in ghingheri e ribelli servili

    Re dello schermo, generale dei vili

    Ti sto davanti e voi belle signore

    Guardate la scena dove gli mangio il cuore

    Perché non voglio morire attore

    E io non voglio morire libero

    Se i begli alberi del mio giardino

    Annaffia il sangue del mio vicino

    Meglio la peste che l’ipocrita danza

    Di vostra santa beneficenza

    Chiudete la cella lasciatemi stare

    Di libertà vostra non voglio morire

    Io non voglio far altro che vivere

    Tra una corda e l’altra saltando

    Dentro la cassa di una viola da gamba

    Voglio ascoltare le voci di fuori

    Ringhio di porco voce di dama

    Tamburo indio amore che chiama

    E voci spezzate di cento popoli

    Che dalla mia terra non voglio scacciare

    Io voglio vivere, non ho altro da fare

    Io non voglio che mi ricordiate

    Nel trionfo, ma nella mia sera

    Nelle cose che dissi tremando

    In ciò che suonai con paura

    Povere genti che ai menestrelli credete

    Dimenticarvi di me non potrete

    E io di voi scordarmi non posso

    Dentro un tramonto feroce e rosso

    Dentro un cielo di sangue e vino

    Ascoltate come sembra il primo

    L’ultimo accordo che io imparai

    Io non voglio, non voglio morire

    E a morire non riuscirò mai

    Fonte/i: Il mitico Lupo Stefano Benni Un'ululato a tutti
  • 8 anni fa

    La mia...non la posto perchè non amo vantarmi ù_ù

    Fonte/i: Però se ti ho detto una cosa simile è perchè amo vantarmi xD
  • Anonimo
    8 anni fa

    Mi illumino d'immenso.

  • Gin
    Lv 6
    8 anni fa

    non posso scegliere tra le poesi di Pascoli

    mamma mia... una tristezza... ma sono bellissime

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  • la cavallina storna.......................per me è bellissima

  • Romina
    Lv 7
    8 anni fa

    I ragazzi che si amano si baciano in piedi

    contro le porte della notte

    e i passanti che passano li segnano a dito

    ma i ragazzi che si amano

    non ci sono per nessuno

    ed è la loro ombra soltanto

    che trema nella notte

    stimolando la rabbia dei passanti

    la loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia

    I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno

    essi sono altrove molto più lontano della notte

    molto più in alto del giorno

    nell'abbagliante splendore del loro primo amore.

    Jacques Prévert

    viva il romanticismo :)

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