Anonimo
Anonimo ha chiesto in Gravidanza e genitoriAdolescenza · 7 anni fa

Capitolo 1 (parte prima continuo dopo) 1400 caratteri, opinioni?

-Guarda che bel paesaggio!-

Disse mia madre indicando un campo di girasoli. Mio padre non rispose, stava guidando da ore ormai, era notte fonda.

Erano entrambi sulla loro punto azzurra, come gli occhi di mamma. Io ero rimasto a casa, avevo solo due anni ai tempi.

Papà aveva sonno, però voleva portare a termine il viaggio, voleva sempre portare a termine quello che aveva iniziato.. zio me lo aveva descritto così. A un certo punto un pazzo, con un auto nera come la tristezza che ha portato nella mia vita, prese in pieno la punto, morirono entrambi sul colpo.

Me la sono sempre immaginata così la loro morte, però in realtà non so nulla. Nonno non ha voluto raccontarmi nulla. Forse non ha potuto, è stato uno shok così grosso per lui, che ha dimenticato ogni cosa. Morì dopo tre anni. Rimase solo mio zio, un uomo d affari, una persona apparentemente per bene, che sembrava affidabile secondo il giudice, ma non lo era affatto. Zio faceva palestra, era molto forte. Forse per questo facevano così male le sue botte, io non sapevo a cinque anni, cosa fosse la droga, ma l ho scoperto più tardi provandola nel futuro. E ho scoperto che scopre la bestia dentro noi, che aspetta solo di essere svegliata, per poi distruggere persone a caso mentre si distrugge se stessi. Io non lo sapevo, e scaricavo tutto su me stesso, pensavo a che cattivo nipote dovevo essere, a che brutto bambino dovevo essere. Pensavo di meritarmi quelle botte. Ne ero convinto. Me ne stavo in un angolino a piangere, ma a far più male non era il dolore fisico, ma quello psicologico. Quasi tutti i giorni zio diventava una bestia, poi si accasciava a terra e piangeva. Il giorno dopo stava ancora a terra. Io credevo di aver causato la morte di mamma e papà, come se si fossero resi conto del disastro che avevano creato e che il pirata era un loro amico con il quale si erano messi d accordo. A scuola, vedevo bambini felici, che giocavano, io me ne stavo in un angolo, a farmi prendere in giro da tutti gli altri.

2 risposte

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  • 7 anni fa
    Migliore risposta

    Mio padre non rispose, stava guidando da ore ormai. Era notte fonda.

    a quei tempi.

    ;voleva sempre terminare/finire quello che aveva iniziato... o almeno così me lo avevo descritto mio zio.

    Ad un certo punto, un pazzo, su un' auto nera come la tristezza che ha portato nella mia vita, prese in pieno la punto. Morirono entrambi sul colpo.

    , ma in realtà non so come sia realmente avvenuta. non ha senso dire che tuo nonno non ti ha detto nulla perché secondo logica avevi solo 2 o al massimo 5 anni; se vuoi dire che tuo nonno o che nessuno ti ha detto niente, prova a dire dopo la frase: Ricordo che, nonostante fossi solo un bambino, chiesi in costante e con insistenza cosa fosse capitato ai miei genitori: dove fossero, cosa stessero facendo, perché mi avessero abbandonato... ma nessuno mi ha mai risposto, né mio nonno, né un parente, né tanto meno mio zio.

    ma l'ho scoperto più avanti, provandola una volta cresciuto.

    E ho scoperto che la droga fa emergere la bestia dentro di noi,...................... mentre noi distruggiamo noi stessi.

    Questa non è una correzione (anche perché non ne sarei in grado) ma è un consiglio su come modificare leggermente il brano. Mi piace molto, hai talento ma non molta tecnica (?).

    Forse sei giovane e ti stai mettendo alla prova, allora in tal caso ti consiglio di continuare a studiare e di continuare a scrivere perché sei bravo! Se invece sei un adulto ti consiglio corsi serali come (per fortuna) in questo periodo stanno spopolando tra gli italiani.

    E non te lo dico come una professoressa o un' adulta che crede di saperne più di te, ma come una quattordicenne che si mette alla prova in constante e che ama scrivere. Sei bravo ma, come me e come tutti, devi evolverti e continuare a studiare; dacci dentro e un giorno forse sarò in fila per farmi autografare la copertina del tuo best seller!!! (=

    Detto questo spero di esserti stata utile e, soprattutto, che questo sia frutto della tua fantasia e della tua creatività e non della tua esperienza personale. Se invece è frutto della tua esperienza; mi dispiace molto. E' lodevole il fatto che tu voglia imprimere su carta la tua vita, certamente non facile, ma sicuramente ispiratrice per tante altre persone che stanno vivendo un inferno in terra. Il fatto stesso che tu voglia scrivere un libro significa che, nonostante tutto, ce l'hai fatta.

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  • 7 anni fa

    mi dispiace

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