Dario Z ha chiesto in Arte e culturaPoesia · 7 anni fa

Aiutatemi a capire questo verso di Dante?

"Amor ch'a nullo amato amar perdona..."

Conosco il significato, in grandi linee vuol dire che (attenendoci all'idea stilnovistica dell'amore) un amore non può non essere ricambiato.

Giusto?

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Quello che non capisco è come si arriva a questa conclusione.

Traducendo le parole c'è scritto "amore che nullo ha amato, amar perdona"

- nullo può essere di radice latina e significare nessuno.

- perdona può essere una licenza poetica intesa come "a questa regola nessuno sfugge"

Ok, ma anche così non arrivo a tradurre la frase nel senso a cui è stata imputata.

Come si fa?

1 risposta

Classificazione
  • angela
    Lv 6
    7 anni fa
    Risposta preferita

    La vecchia risposta Answer di 5 anni fa dice che ha vari significati:

    1) da una parte è enfatizzata la forza travolgente dell'amore, la quale (come già hanno detto in molti) non consente ad una persona che sia davvero amata di non ricambiare (e questo spiega l'attrazione tra Paolo e Francesca);

    a fianco di quest'interpretazione se ne pone almeno un'altra:

    2) l'amore (consacrato in un matrimonio, come quello di Francesca) non perdona e non permette di amare altri;

    L'amore è dunque, nell'universo dantesco, qualcosa di complesso che non si può ridurre al solo "amor cortese" in quanto pone delle contraddizioni naturali che portano ad esiti anche tragici.

    A Francesca (che è sposata) l'amore non permette di amare altri se non suo marito. Lo stesso amore però non le permette di non riamare e non ricambiare il sincero sentimento di Paolo (cosa che porterà entrambi ad "una morte" ed alla dannazione eterna).

    Proprio questa contraddizione tra precetto religioso e forza travolgente dell'amore, espressa in forma così alta e rarefatta, spiega la simpatia di Dante per i due "peccatori".

    Il poeta non si comporta da moralista, semplicemente descrive la tragicità del conflitto tra morale e passione, che sono due forze invincibili.

    E così sia pure colloca Paolo e Francesca tra i dannati, non può fare a meno di provare un senso di profonda ed umana pietà e di compiangerne la sorte.

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