Qual è l'incipit più bello in cui siate incappati, leggendo?

"Se posso spiegare perché volevo buttarmi dal tetto di un palazzo? Certo che posso spiegare perché volevo buttarmi dal tetto di un palazzo. Cavolo, non sono mica deficiente. Posso spiegarlo perché non è un fatto inspiegabile: è stata una scelta logica, la conseguenza di un pensiero fatto e finito. E neanche di un pensiero troppo serio. Non voglio dire che fosse un capriccio - solo che non era tremendamente complicato o angoscioso. Vediamo un po'... immaginate di essere, che so, un vicedirettore di banca di Guildford. Avevate già accarezzato l'idea di emigrare quando vi viene offerto un posto di direttore in una banca di Sydney. Be', d'accordo che la scelta è abbastanza lineare, ma viene naturale rifletterci un momento, o no? Se non altro per capire se vi sentite di fare armi e bagagli, di lasciare amici e colleghi, di sradicare moglie e figli. Magari vi mettereste a sedere con carta e penna e stilereste una lista di pro e contro..." [Hornby, Non buttiamoci giù]

"Era inverno a Belleville e c’erano cinque personaggi. Sei, contando la lastra di ghiaccio. Sette, anzi, con il cane che aveva accompagnato il Piccolo dal panettiere. Un cane epilettico, con la lingua che gli penzolava da un lato. La lastra di ghiaccio somigliava a una cartina dell’Africa e copriva l’intera superficie dell’incrocio che la vecchia signora si accingeva ad attraversare. Sì, sulla lastra di ghiaccio c’era una donna molto vecchia, in piedi, malferma sulle gambe, che trascinava con

millimetrica prudenza una pantofola davanti all’altra. Reggeva una sporta da cui spuntava un porro d’occasione, portava un vecchio scialle sulle spalle e un apparecchio acustico nella piega dell’orecchio. Con il loro avanzare strisciante le pantofole l’avevano condotta, diciamo, fino al centro del Sahara, sulla lastra a forma di Africa. Doveva ancora farsi tutto il sud, i paesi dell’apartheid e via dicendo. A meno che non tagliasse per l’Eritrea o la Somalia, ma nel canaletto di scolo il mar Rosso era terribilmente gelato"

[Pennac, La fata carabina]

Questi due a me sono piaciuti molto, il primo per l'humor noir e il secondo per la divertente idea della cartina dell'Africa frutto di fantasia della mente dei personaggi.

Il vostro o i vostri quali sono?

Buon pomeriggio a tutti i lettori!

8 risposte

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  • Risposta preferita

    Non so dirti il più bello, ma questi sono alcuni che mi sono rimasti particolarmente impressi

    "Era una notte incantevole, una di quelle notti come ci possono capitare solo quando siamo giovani, caro lettore. Il cielo era un cielo così stellato, così luminoso che, guardandolo, non si poteva fare a meno di chiedersi: è mai possibile che esistano sotto un simile cielo persone irritate e capricciose? Questa pure è una domanda giovane, caro lettore, molto giovane, ma che il Signore la mandi più spesso alla vostra anima!"

    (Dostoevskij, Le notti bianche)

    Lo trovo semplicemente meraviglioso. Questo libro mi ha toccato il cuore già da queste prime righe.

    "Barrabás arrivò in famiglia per via mare, annotò la piccola Clara con la sua delicata calligrafia. Già allora aveva l'abitudine di scrivere le cose importanti e più tardi, quando rimase muta, scriveva anche le banalità, senza sospettare che, cinquant'anni dopo, i suoi quaderni mi sarebbero serviti per riscattare la memoria del passato, e per sopravvivere al mio stesso terrore. Il giorno in cui arrivò Barrabás era Giovedí Santo."

    (Allende, La casa degli spiriti)

    A questo libro sono troppo affezionata, per non citarne l'incipit, che adoro.

    "Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendia si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio. Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era cosí recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito."

    (Garcia Marquez, Cent'anni di solitudine)

    Mi piace molto quest'inizio con la tecnica della prolessi

    "Il verbo leggere non sopporta l'imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo "amare"... il verbo "sognare"...

    Naturalmente si può sempre provare. Dai, forza: "Amami!" "Sogna!" "Leggi!" "Leggi! Ma insomma, leggi, diamine, ti ordino di leggere!"

    "Sali in camera tua e leggi!"

    Risultato?

    Niente."

    (Pennac, Come un romanzo)

    Lo cito perché lo sto attualmente leggendo, e l'ho trovato geniale come inizio del saggio.

    Sicuramente appena cliccherò "invia" me ne verranno in mente decine di altri u.u

  • Anonimo
    7 anni fa

    A me è sempre piaciuto tantissimo l'inizio fulminante de

    "La malora" di Beppe Fenoglio.

    "Pioveva su tutte le langhe, lassù a San Benedetto mio padre si pigliava la sua prima acqua sottoterra.."

  • Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta.

    Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita.

    Una sua simile l'aveva preceduta? Ah sì, certo che sì! E in verità non ci sarebbe stata forse nessuna Lolita se un'estate, in un principato sul mare, io non avessi amato una certa iniziale fanciulla. Oh, quando? Tanti anni prima della nascita di Lolita quanti erano quelli che avevo io quell'estate.

    Potete sempre contare su un assassino per una prosa ornata. Signori della giuria, il reperto numero uno è ciò che invidiarono i serafini, i male informati, ingenui serafini dalle nobili ali. Guardate questo intrico di spine. ( Lolita di Nabokov)

    ...Dunque tu chi sei?

    Una parte di quella forza che vuole costantemente il Male e opera costantemente il Bene.

    GOETHE, Faust. ( Il Maestro e Margherita di Bulgakov)

    In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio. Questo era in principio presso Dio e compito del monaco fedele sarebbe ripetere ogni giorno con salmodiante umiltà l'unico immodificabile evento di cui si possa asserire l'incontrovertibile verità. Ma videmus nunc per speculum et in aenigmate e la verità, prima che faccia a faccia, si manifesta a tratti (ahi, quanto illeggibili) nell'errore del mondo, così che dobbiamo compitarne i fedeli segnacoli, anche là dove ci appaiono oscuri e quasi intessuti di una volontà del tutto intesa al male.

    Giunto al finire della mia vita di peccatore, mentre canuto senesco come il mondo, nell'attesa di perdermi nell'abisso senza fondo della divinità silenziosa e deserta, partecipando della luce inconversevole delle intelligenze angeliche, trattenuto ormai col mio corpo greve e malato in questa cella del caro monastero di Melk, mi accingo a lasciare su questo vello testimonianza degli eventi mirabili e tremendi a cui in gioventù mi accadde di assistere, ripetendo verbatim quanto vidi e udii, senza azzardarmi a trarne un disegno, come a lasciare a coloro che verranno (se l'Anticristo non li precederà) segni di segni, perché su di essi si eserciti la preghiera della decifrazione. (Il Nome della Rosa di U.Eco)

  • 7 anni fa

    Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo Se una notte d'inverno un viaggiatore di Italo Calvino. Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell'indistinto. La porta è meglio chiuderla; di là c'è sempre la televisione accesa. Dillo subito, agli altri: «No, non voglio vedere la televisione!» Alza la voce, se no non ti sentono: «Sto leggendo! Non voglio essere disturbato!» Forse non ti hanno sentito, con tutto quel chiasso; dillo più forte, grida: «Sto cominciando a leggere il nuovo romanzo di Italo Calvino!» O se non vuoi non dirlo; speriamo che ti lascino in pace.

    Prendi la posizione piú comoda: seduto, sdraiato, raggomitolato, coricato. Coricato sulla schiena, su un fianco, sulla pancia. In poltrona, sul divano, sulla sedia a dondolo, sulla sedia a sdraio, sul pouf. Sull'amaca, se hai un'amaca. Sul letto, naturalmente, o dentro il letto. Puoi anche metterti a testa in giú, in posizione yoga. Col libro capovolto, si capisce.

    -Se una notte d'inverno un viaggiatore (Calvino)

    Avevo sempre immaginato che la storia della mia vita, se un giorno l'avessi mai scritta, sarebbe cominciata con un capoverso memorabile: lirico come il «Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi» di Nabokov o, se non altro, di grande respiro come il tolstojano: «Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo». La gente ricorda espressioni del genere anche quando del libro ha dimenticato tutto il resto. Comunque, a proposito di incipit, il migliore a mio avviso non può che ritenersi quello del Buon soldato di Ford Madox Ford: «Questa è la storia più triste che abbia mai sentito». L'ho letto decine di volte, ma ancora mi lascia di stucco. Ford Madox Ford è stato Un Grande.

    -Firmino (Sam Savage)

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  • Winry
    Lv 6
    7 anni fa

    Lolita:

    "Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta.

    Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita."

    Anna Karenina:

    "Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo.

    Tutto era sossopra in casa degli Oblònskije. La moglie era venuta a sapere che il marito aveva avuto un legame con una governante francese ch'era stata in casa loro, e aveva dichiarato al marito che non poteva vivere con lui nella stessa casa."

    Orgoglio e pregiudizio:

    "È cosa nota e universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di un solido patrimonio debba essere in cerca di moglie. E benché poco sia dato sapere delle vere inclinazioni e dei proponimenti di chi per la prima volta venga a trovarsi in un ambiente sconosciuto, accade tuttavia che tale convinzione sia così saldamente radicata nelle menti dei suoi nuovi vicini da indurli a considerarlo fin da quel momento legittimo appannaggio dell'una o dell'altra delle loro figlie."

    Oceano mare:

    "Sabbia a perdita d’occhio, tra le ultime colline e il mare – il mare – nell’aria fredda di un pomeriggio quasi passato, e benedetto dal vento che sempre soffia da nord.

    La spiaggia. E il mare.

    Potrebbe essere la perfezione – immagine per occhi divini – mondo che accade e basta, il muto esistere di acqua e terra, opera finita ed esatta, verità – verità – ma ancora una volta è il salvifico granello dell’uomo che inceppa il meccanismo di quel paradiso, un’inezia che basta da sola a sospendere tutto il grande apparato di inesorabile verità, una cosa da nulla, ma piantata nella sabbia, impercettibile strappo nella superficie di quella santa icona, minuscola eccezione posatasi sulla perfezione della spiaggia sterminata. A vederlo da lontano non sarebbe che un punto nero: nel nulla, il niente di un uomo e di un cavalletto da pittore."

    Baci ;)

  • Anonimo
    7 anni fa

    «Sono un uomo piuttosto anziano. La natura della mia professione, durante gli ultimi trent'anni, mi ha messo in rapporto abbastanza diretto con una categoria di individui interessanti e alquanto singolari, sui quali finora, almeno per quanto ne so io, non si è mai scritto nulla...».

    _H. Melville, Bartleby

    (è curioso questo incipit. Ti fornisce già informazioni sul libro però allo stesso tempo ti incuriosisce riguardo ai personaggi a cui allude il narratore; senza contare che di solito Mellville è molto diretto nei suoi racconti e invece qui c'è anche un pizzico di mistero).

    «Marley era morto. Tanto per cominciare. Su questo non c'è alcun dubbio. Il certificato delle esequie era stato firmato dal pastore, dal segretario della parrocchia, dal becchino e da un parente. E in Borsa il nome di Scrooge godeva di gran credito, qualsiasi cosa decidesse di fare.

    Marley era morto come un chiodo piantato in una porta».

    _C. Dickens, Canto di Natale

    (Grande Dickens! Credo che abbia tratto spunto dal romanzo gotico per questo pezzo, nonché per la figura del Fantasma del Natale Futuro).

    «Lo studio era pieno dell'intenso odore delle rose e, quando il dolce vento d'estate serpeggiava fra gli alberi del giardino, per la porta aperta entrava la pesante fragranza dei lillà o il profumo più sottile dei rovi in fiore.

    Dall'angolo del divano ricoperto di tappeti persiani, sul quale giaceva, fumando, com'era sua abitudine, innumerevoli sigarette, Lord Henry Wotton poteva appena afferrare il barlume giallo miele dei dolci fiori di un citiso, i cui tremuli rami pareva che non ce la facessero a sopportare il peso di una bellezza così fiammeggiante; e, a tratti, fantastiche ombre di uccelli svolazzavano attraverso le lunghe tende di seta tirate davanti all'immensa finestra, producendo una specie di momentaneo effetto giapponese e facendogli pensare a quei pallidi pittori di Tokyo dal viso di giada, i quali, mediante un'arte che è per necessità immobile, cercano di suggerire il senso della rapidità e del movimento».

    _O. Wilde

    (Il genio di Wilde è riconosciuto in tutto il modo. A parte l'eleganza stilistica di questo incipit molto fiorito, è da ammirare la capacità descrittiva dell'autore grazie alla quale ci è possibile immaginare l'ambiente in cui si muovono i personaggi).

    «Ma dite, noi le abbiamo chiesto di parlarci delle donne e del romanzo; che c'entra il fatto di avere una stanza tutta per sé? Cercherò di spiegarmi. Quando mi avete pregato di parlarvi delle donne e il romanzo, mi sono seduta sulla sponda di un fiume e mi sono chiesta cosa significano queste parole. Potevano semplicemente significare qualche affermazione su Fanny Barney; qualche nota su Jane Austen; un tributo alle Bronte e una breve descrizione del presbiterio di Haworth sotto la neve. Qualche spiritosaggine, se possibile, sulla signorina Mitford; un rispettoso accenno a George Elliot; un altro alla signorina Gaskell, e basta. Ma dopo un attimo di riflessione, capii che il tema non era tanto semplice».

    _V. Woolf, Una stanza tutta per sé.

    (Profondo).

    «Nel mezzo del cammin di nostra vita

    mi ritrovai per una selva oscura,

    che la diritta via era smarrita.»

    _ Dante, Canto I dell Inferno

    (Mai letto in vita mia un incipit più bello, misterioso e rivelatore al tempo stesso).

    «Una voce robusta, che aveva una specie di vibrazione metallica, s'alzò dal mare ed echeggiò fra le tenebre, lanciando queste parole minacciose:

    - Uomini del canotto! Alt, o vi mando a picco!...

    La piccola imbarcazione, montata da due soli uomini, che avanzava faticosamente sui flutti color inchiostro, fuggendo l'alta sponda che si delineava confusamente sulla linea dell'orizzonte, come se da quella parte temesse un grave pericolo, s'era bruscamente arrestata. I due marinai, ritirati rapidamente i remi, si erano alzati d'un sol colpo, guardando con inquietudine dinanzi a loro, e fissando gli sguardi su di una grande ombra, che pareva fosse improvvisamente emersa dai flutti».

    _ E. Salgari, Il Corsaro Nero

    (Grandioso!)

  • 6 anni fa

    Ciao per farti una idea piu' precisa su questi prodotti puoi guardare questo link di Amazon http://j.mp/1vc8l5X .

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  • Anonimo
    7 anni fa

    L'uccello che girava le viti del mondo di murakami e il re del mare di salari

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