Anonimo
Anonimo ha chiesto in Politica e governoPolitica e governo - Altro · 8 anni fa

Son dunque questi i sovrani despoti e tiranni da cui bisogna liberare le persone?

SCOMMETTO CHE CI SARA' QUALCHE BURLONE UN PO' PIGRO (MA LO COMPRENDO...) CHE NON VORRA' LEGGERSI TUTTA 'STA ROBA...MA IO FACCIO INFORMAZIONE CONTRO UNA STORIOGRAFIA PALESEMENTE DI PARTE CHE HA DIPINTO GARIBALDI EROE ASSOLUTO E AUSTRIACI TIRANNI.

Maria Teresa fu considerata una tipica "sovrana illuminata" grazie alle numerose riforme che attuò nell'Impero Asburgico durante il suo regno, durato ben quaranta anni. Maria Teresa si basò sui principi del giurisdizionalismo. Divise i poteri finanziario e amministrativo da quello giudiziario, accentrò l'amministrazione statale in sei dipartimenti e conferì ad un Consiglio di Stato il ruolo di coordinamento. Promosse inoltre la redazione del catasto, che sarebbe stato imitato in molti altri paesi, col quale si potevano tassare anche le terre dei nobili.

Maria Teresa D''Austrianel 1774 introdusse l'istruzione primaria obbligatoria, e finanziò le spese della pubblica istruzione con i beni requisiti alla Compagnia di Gesù, soppressa qualche tempo prima. Diminuì i poteri del clero: la censura infatti passò nelle mani dello stato, l'Inquisizione venne gradualmente abolita, e fu vietato di prendere i voti monastici prima dei 24 anni.

Inoltre Maria Teresa d'Austria decise la costruzione della Villa Arciducale quando stabilì di assegnare al figlio Ferdinando d'Asburgo-Este la carica di Governatore Generale della Lombardia austriaca. La scelta di Monza fu dovuta alla salubrità dell'aria e all'amenità del paese, ma esprimeva anche un forte simbolo di legame tra Vienna e Milano, trovandosi il luogo sulla strada per la capitale imperiale.

-Giuseppe II D'Asburgo ha fatto molte,moltissime buone riforme

leggete pure qualcosa qui http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_II_del_Sacro...

-Ranieri Giuseppe d'Asburgo-Lorena

L'arciduca Ranieri, nominato viceré del Regno Lombardo-Veneto nel 1818, entrò subito in possesso della Villa e delle relative pertinenze, cadute in un breve periodo di oblio dopo la fuoriuscita dei francesi nel maggio 1814. Coerentemente con quanto già accadeva a Vienna a quel tempo, aprì per la prima volta al pubblico i Giardini Reali e il Parco,[7] iniziativa particolarmente significativa dal punto di vista simbolico, poiché voleva rappresentare il carattere democratico del nuovo governo austriaco, ben disposto nei confronti degli abitanti di Monza e di Milano. In quegli stessi anni si andavano affermando le idee, diffusesi anche in Italia nei primissimi anni del XIX secolo, dalla manualistica specializzata. Secondo Luigi Mabil[8] le città dovevano sempre disporre - oltre alle piazze - di ulteriori e piacevoli luoghi di ritrovo e passeggio per la popolazione, ricavati - a seconda delle disponibilità - all'interno o all'esterno del perimetro cittadino. Dovevano offrire al cittadino la possibilità di respirare un'aria più salubre nonché immagini e momenti piacevoli, che lo distogliessero dagli affari personali. Coerentemente con tale pensiero, lo stesso Ercole Silva[9] - che già aveva influenzato negli anni precedenti la sistemazione dei giardini - sosteneva l'importanza di questi spazi nella vita quotidiana delle persone, al pari di un vero e proprio bisogno. Queste aree, oltre a sollevare l'individuo dalle afflizioni personali, lo distoglievano dai divertimenti ignobili e pericolosi, educandolo a una maggiore sensibilità e una migliore socialità.

-Francesco I (non Franz Joseph)

Il 3 aprile 1816 l'imperatore Francesco I d'Austria con un decreto sostituiva alle frasche vegetali un ornamento in oro con la motivazione che l'oro, il più nobile dei metalli, meglio si addiceva ad una città regia ed importante quale Milano era, al di sopra della corona veniva posta l'aquila bicipite asburgica. I fregi dorati e le frasche vennero in seguito sostituiti da fronde verdi di olivo e di quercia legate da un nastro solitamente di color celeste.

La situazione del Lombardo-Veneto si presentava molto diversa dall'epoca di Maria Teresa d'Austria, quando invece si era cercato di far compenetrare molto di più austriaci ed lombardi. Nell'amministrazione dei domini di possesso imperiale, legando simultaneamente la nazione alla corona dell'Imperatrice. Ovviamente questa era la linea che inizialmente si era proposta la commissione del Congresso di Vienna del 1815, anche se le condizioni cambiarono repentinamente già dai moti del 1820-21. Queste rivolte, infatti, avevano portato gli austriaci a ridurre la loro stima nei confronti dei lombardo-veneti e per questo molte cariche erano state loro precluse per rappresaglia. (quindi c'è chi parte con le buone intenzioni e chi fa di tutto per diventare un suddito odiato)

Aggiornamento:

@El vecio luis: Io faccio informazione contro una storiografia di parte usata solo per evitare che questo paese si sgretoli

2 risposte

Classificazione
  • Pipo
    Lv 6
    8 anni fa
    Risposta preferita

    Certamente, dopo aver letto tutto sta storiella, ragiono difficilmente. Non mi piace leggere sullo schermo, mannaggia. Ora, pur essendo terribilmente rintronato, posso dire che non hai ragione e sai perché?

    Perché ha ragione chi vince. Ad ogni modo qui non si parla di despota perché "tratta male i cittadini" ma piuttosto questa brutta fama è dovuta all'avversione all'Unità d'Italia. Le persone (quelle ricche e gli intellettuali) volevano unire l'Italia. Vienna, proprio la fautrice del famoso Congresso, gli ostacolava, così come i Savoia e per questo era ugualmente odiati. Ma il tentativo del Re Tentenna (Carlo Alberto) di varcare il Ticino in nome dell'Italia unita, adottando il Tricolore, portò subito a considerare i Savoia i salvatori e Padri della Patria. Con l'unità, ovviamente, tutti cominciarono ad esaltare i fautori di questa, disprezzando chi l'aveva ostacolata. Nacque così il "nemico austriaco" ed il "Re Emanuele (e la casata dei Savoia, al completo), Padre della Patria". Ovviamente i Savoia non vollero assolutamente cambiare questo pensiero, che si è proteso sino ai nostri giorni (eccezion fatta per i Savoia-padri della Patria, con instaurarsi della Repubblica).

    Ecco perché oggi ancora è l'Austriaco il despota.

    Fonte/i: Ho scritto male perché mi sono rincogliònito a leggere tutto, chiedo scusa, modificherò quando sarò pronto. Va bene, ho cercato di correggere, riuscendoci, più o meno. P.S. Ricordati che comunque non hai ragione.
  • 8 anni fa

    Certo che la nostalgia fa dei brutti scherzi, ma cerca di vivere nel tuo tempo....non idealizzare dei monarchi absburgici, anch'essi erano dei poveri peccatori...

Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.