A parte fibre microbi e tossine, qual è il tenore di protidi lipidi carboidrati vitamine sali... delle FECI?

Penso alle feci di genti alimentarmente opulente,

penso ai commerci e ai furti di feci umane nell'anteguerra in Italia e a una notizia di mesi fa su commerci di feci non ricordo in che Paese, forse in Cina,

e penso anche ai Viaggi di Gulliver dove uno scienziato cercava di riconvertire le feci in cibo,

(il che fa pensare ai progetti di carne sintetica, da proteine sintetiche o di tessuti clonati,

e agli OGM (anche animali e parzialmente umani, con geni umani, ce ne sono già)).

Comunque basti la riga del titolo della domanda!

2 risposte

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  • Anonimo
    7 anni fa
    Risposta preferita

    Tutto dipende dal colore delle feci:

    In condizioni normali, il colore delle feci varia dal marrone chiaro al marrone scuro. Questa caratteristica pigmentazione è conferita dai residui biliari sfuggiti al riassorbimento intestinale e metabolizzati dalla flora locale (la bile viene prodotta dal fegato e riversata nell'intestino, dove favorisce la digestione e l'assorbimento dei lipidi alimentari).

    Nonostante il colore delle feci sia pesantemente influenzato dalle abitudini alimentari, un'eventuale anomalia cromatica può essere dovuta anche a condizioni morbose. Per questo, qualora l'alterazione non sia attribuibile a particolari modificazioni dietetiche o si accompagni ad altri sintomi come diarrea, stitichezza, debolezza, dolori addominali o capogiri è importante segnalarlo prontamente al proprio medico.

    Nella composizione della bile rientra una sostanza, chiamata bilirubina, derivata dalla degradazione dei globuli rossi. Questa viene metabolizzata dalla flora batterica intestinale in stercobilina, che dona alle feci la tipica colorazione marrone. La bilirubina deriva a sua volta da un precursore, chiamato biliverdina, anch'esso presente nella bile e talvolta nelle feci, a cui dona un colore verde. Tale situazione si verifica quando il transito intestinale è talmente veloce da causare un'incompleta trasformazione della biliverdina in bilirubina e derivati. Feci verdi sono quindi una tipica espressione della diarrea e delle condizioni di natura patologica e non (ad es. abuso di lassativi) che la provocano. Anche alcune cure antibiotiche o gli integratori a base di ferro possono dare il medesimo inconveniente. Il colore verde delle feci può essere legato alla cospicua assunzione di alimenti ricchi di clorofilla, contenuta soprattutto negli spinaci, nella rucola, nel prezzemolo, nei fagiolini e nei vegetali a foglia verde in genere.

    Feci arancioni possono essere la conseguenza di un abbondante consumo di cibi ricchi di beta-carotene, riconoscibili perché caratterizzati da sfumature giallo-arancioni (carote, zucche, albicocche, mango, patate dolci ecc.). Anche l'abuso degli integratori che contengono questo pigmento ad azione antiossidante, l'assunzione di medicinali a base di rifampina (un antimicobatterico) o di alimenti con coloranti di analoga tonalità, possono causare l'evacuazione di feci arancioni.

    Quando il colore delle feci assume tonalità rossicce, il timore è che l'evento sia in qualche modo correlato a gravi patologie associate alla presenza di sangue negli escrementi. Fortunatamente, anche in questo caso esiste una possibile correlazione con l'abbondante consumo di alimenti di colore rosso (succo di pomodoro, frutta rossa e barbabietole).

    Dall'altra parte, non dobbiamo dimenticare che un'emorragia nei vari tratti del tubo digerente può avere come effetto l'evacuazione di feci rossicce o con presenza di sangue. Nella peggiore dell'ipotesi potrebbe anche trattarsi di cancro al colon, oppure di un polipo intestinale con tendenza ad evolvere in una forma cancerosa.

    Se le feci sono di colore rosso scuro, è più probabile che l'emorragia provenga dai tratti superiori del tubo digerente (esofago, stomaco e duodeno).

    Feci di colore tendente al chiaro possono essere dovute alla cospicua assunzione di cibi di colore bianco o beige, come riso, patate o tapioca. L'ingestione di antiacidi (a base di idrossido di alluminio) o il bario utilizzato come metodo di contrasto per radiografie del tubo digerente, possono conferire alla massa fecale un colore bianco gessato.

    Feci lucide, untuose e di colore pallido, sono tipiche della steatorrea (eccessiva presenza di grasso negli escrementi, causata generalmente da un malassorbimento intestinale come avviene nella celiachia).

    Feci di colore grigio scuro possono segnalare la presenza di metalli, come ferro (ad esempio per l'eccessiva ingestione di cioccolato e/o carne) o bismuto; possono essere anche la conseguenza dell'assunzione di carbone o di un elevato apporto di liquirizia. Più in generale, comunque, feci nerastre e catramose indicano la presenza di sangue parzialmente digerito (melena); tale condizione può testimoniare emorragie del tratto digerente superiore, ad esempio a livello esofageo, gastrico o duodenale (ulcera peptica).

  • 7 anni fa

    La normale percentuale del peso totale delle feci umane è costituita dal 75% di acqua e il 25% di sostanze solide.

    Le sostanze solide sono costituite prevalentemente da fibre che sono essenziali nel determinare la struttura e la consistenza delle feci, infatti se esse sono poco presenti la quantità di acqua presente nelle feci si riduce determinando una consistenza delle stesse di tipo caprino (vedi Bristol stool scale), la loro presenza determina in modo prevalente la consistenza delle stesse. Inoltre il 30% del peso delle feci è costituito dalla presenza di batteri normalmente saprofiti. Il 15% è rappresentato dalle sostanze organiche in particolare fostati e calcio che sono normalmente assunti in eccesso e quindi in parte eliminate con le feci. Il 5% è rappresentato da sostanze lipidiche e derivati, Il resto è rappresentato da muco, cellule di desqualmazione ed enzimi digestivi.

    La composizione delle feci è quindi, eccezion fatta per le fibre assunte, indipendente dall'alimentazione, infatti una parte delle stesse non ha origine alimentare; tant'è che si continuano a formare anche in caso di digiuno.

    Fonte/i: wikipedia
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