Dario Z ha chiesto in Matematica e scienzeFisica · 7 anni fa

La teoria dei multiversi trova riscontro nella fisica quantistica?

Stando alle parole dette in un intervista da una fisica americana (mi sfugge il nome, ma lo trovo se necessario) l'esistenza dei multiversi è possibile grazie alle leggi della fisica quantistica, assai diverse da quelle della fisica classica.

Più o meno diceva che "per la quantistica se una cosa può accadere, deve accadere!"

Quindi tirava in ballo il classico esempio di lei che beve un bicchiere d'acqua.

Poteva anche scegliere di non berlo e, da qualche parte, questa scelta doveva accadere.

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Non capisco se è una bufala o la classica speculazione. Eppure l'intervista mi pareva seria, anche se il canale dove l'ho seguita non lo è molto (DMAX)

O forse utilizzava paragoni ed io li ho tergiversati...forse era una variante del paradosso del gatto Schrodinger...

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Che ne pensate?

2 risposte

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  • 7 anni fa
    Risposta preferita

    L' esistenza del multi verso è un po' il sacro graal della fisica quantistica. La teoria più accreditata è non che esistano più universi separati, ma che ve ne siano in continua nascita in base alle possibilità che si creano.

    Prima un po'di teoria di base. L' idea della meccanica quantistica si basa,almeno in parte su come hai detto il gatto di schrodinger, secondo cui due eventi con le stesse probabilità di accadere devono per forza coesistere finché non ne risulti una prova concreta. Mi spiego meglio

    Immagina di lanciare una moneta. La probabilità che esca testa sono del 50%, come la probabilità che esca croce. Finché la moneta non si ferma, secondo la meccanica classica la moneta non è ne testa ne croce, mentre per la meccanica quantistica, che studia proprio questi eventi, la moneta è testa o croce contemporaneamente. Naturalmente la moneta prima o poi si fermerá, quindi immaginiamo che esca testa. Siccome una delle due possibilitá si è verificata, adesso segue anche le leggi della meccanica classica, che fino ad ora avevamo escluso, e quindi diventa a tutti gli effetti reale.

    Ma cosa accade all'altro 50% che corrisponde a croce? Secondo la termodinamica, su cui si basa l'intera esistenza dell'universo, quindi è sempre vera, nulla si crea e nulla si distrugge. Ora per la meccanica classica questo 50% "non vero" è stato "assorbito" da quello reale per diventare 100%, un unica condizione. Ma la meccanica classica non gestisce bene questo genere di ragionamenti, quindi ci avfidiamo alla meccanica quantistica, che offre una soluzione molto più interessante. Siccome la meccanica quantistica non solo ammette la possibile coesistenza di due stati diversi, ma la considera necessaria per "bilanciare" l'equazione, il 50% "non vero" per noi in realta si risolve in un "nuovo universo in cui il 50% per cui esce croce riuslta vero, mentre l'uscita di testa e falsa, di modo che entrambe le possibilitá si siano verificate sul piano quantistico(la meccanica classica è in un certo senso subordinata alla quantistica, va bene per studiare un sistema, ma non basta per l'interazione tra due sistemi), e questo accade per qualsiasi evento possa avvenire: per far si che una possibilitá sia verifichi, è necessario che anche le altre si risolvano in qualche modo, ergo con la creazione di un nuovo universo uguale al nostro eccetto per quel dettaglio (per lo stesso principio, il lancio di un dado implica, così da bilanciare la risoluzione quantistica dell'evento ovvero che accada "completamente", la generazione di 6 universi in cui ogni volta il dado mostra un numero diverso

    Questo è il principio che lega la meccanica quantistica ai multiversi: se qualcosa può accadere, lo fará in tutte le possibili forme

  • 7 anni fa

    Allora, questo punto è fonte di dibattiti. Io credo che quando una particella, che si trova ancora nel limbo quantistico, si trova a dover entrare in contatto con un'altra particella, allora dalla sua "scelta" (per esempio se trovarsi qui o due nanometri più a destra) dipende il destino di un'altra particella. Per questo deve decidere immediatamente dove trovarsi. Ora non so se questa mia teoria ha qualche principio fisico a suo favore, ma forse dipende dalle onde delle due particelle che collidono.

    Quello che voglio dire è che la MQ non è così potente da impedirci di sapere se un gatto è morto o se la fisica berrà il bicchiere d'acqua, perchè le particelle che compongono il gatto/la fisica entrano in contatto molte volte, ed è quindi quasi impossibile che ci sia un'indeterminazione tale.

    Per passare al multiverso, ti dirò che non ci credo. Comunque, è solo speculazione, non ha fondamenti concreti. Sì, è possibile, ma non probabile nè tantomeno utile.

    Questa è la mia opinione

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