Kate ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 7 anni fa

Di questo testo devo cercare le sequenze e analizzarle una ad una!(es: sequenza narrativa, riflessiva,?

Terry e io dovevamo assolutamente decidere una volta per tutte che cosa fare.Decidemmo di andare con l'autostop fino a New York con quei pochi soldi che ci rimanevano.Quella sera lei si fece dare 5 dollari da sua sorella.Ne avevamo circa 13 o forse meno.Così, prima di dover pagare il conto della stanza per il nuovo giorno facemmo le valigie e partimmo su una macchina rossa per Arcadia, in California,dove,sotto le montagne incapucciate di neve,c'é l'ippodramo di Santa Anita.Era sera. Eravamo diretti verso il continente americano.Prendendoci per mano,camminammo per parecchi kilometri lungo la strada per uscire dalla zona abitata.Era un sabato sera.Ci fermammo sotto un lampione,facendo segni col pollice,quando all'improvviso passarono rombando alcune macchine piene di ragazzi con stelle filanti svolazzanti.<<evviva! evviva! abbiamo vinto>>gridavano tutti.Poi lanciarono urli al nostro indirizzo e trovarono ch'era buffissimo vedere un giovanotto e una ragazza sulla strada.Ne passarono a dozzine,di automobili del genere,cariche di volti imperbi e di ''giovani voci in falsetto'',proprie di quell'età.Io li odiavo tutti,uno per uno.Chi credevano di essere,che facevano verso versi alla gente sulla strada solo perchè erano degli studenti mocciosi e i loro genitori potevano permettersi di affettare l'arrosto nel pranzo domenicale?Chi credevano di essere, che pensavano di prendere in giro una ragazza ridotta in misere condizioni con un uomo che voleva amarla?Noi pensavamo ai fatti nostri.E non ottenemmo neanche un benedetto passaggio.Ci toccò tornare in città,e quel ch'è peggio avevamo bisogno d'un caffè e fummo cosi scalognati da andare nell'unico posto aperto,ch'era un chiosco di bibite di una scuola media,e là c'erano tutti i ragazzini,i quali si ricordavano di noi.Adesso si accorsero che Terry era messicana,un gatto selaggio di Pachuco,e che il suo ragazzo era ancor peggio.

Lei abbandonò il locale tenendo sollevato il suo grazioso nasino e vagammo insieme nel buiolungo i fossati delle autostrade.Io portavo le valigie.Il nostro fiato fumava nell'aria fredda della notte.Decisi infine di nascondermi dal mondo insieme con lei ancora per una notte e che il mattino andasse pure all'inferno.Entrammo nel cortile di un autostello e affittammo un piccolo comodo ambiente per circa 4 dollari:doccia,asciugamani da bagno,radio incassata nel muro,e tutto.Ci tenemmo stretti stretti. Facemmo lunghi discorsi e prendemmo il bagno e discutemmo di tante cose con la luce accesa e poi la luce spenta.Si stava provando qualcosa,io la stavo convincendo di qualcosa,che lei accettò,e concludemmo il patto nel buio,affannati,poi soddisfatti,come agnellini.

Al mattino attuammo balanzosamente il nostro nuovo piano.Avremmo preso un autobus fino a Bakersfield e avremmo lavorato a raccogliere uva.Dopo alcune settimane di questo ci saremmo diretti a New York come si doveva,con l'autobus.Fu un meraviglioso pomeriggio viaggiare con Terry fino a Bakersfield:sedevamo di dietro,ci riposavamo,chiacchieravamo,vedevamo passare la campagna,e non ci preoccupavamo di niente.

Arivammo a Bakersfield nel tardo pomeriggio.Il piano era di abbordare ogni grossista di frutta in città.Terry disse che avremmo potuto vivere in una tenda sul posto di lavoro.Il pensiero di vivere in una tenda e raccogliere uva nelle fresche mattine californiane mi andava a genio.Ma non c'era alcun lavoro da ottenere,e invece parecchia confusione,con tutti che ci davano innumerevoli consigli,e nessun lavoro saltava fuori.Con tutto questo consummammo una cena alla cinese e ci rimettemmo all'impresa con il corpo ristorato.Attraversammo i binari della Southaern Pacific fino al quartiere messicano.Terry parlottò con i suoi connazionali,chiedendo lavoro.Era notte ormai,e la piccola strada del quartiere messicano era un solo scintillante agglomerato di luci:insegne di cinematografi,bancarelle di frutta,macchine a gettone,empori a prezzo unico,e centinaia di traballanti autocarri e vecchie macchine chiazzate di fango,parcheggiate.Intere famiglie messicane di raccoglitori di frutta vagabondavano qua e là mangiando popcorn.Terry parlava con tutti.Io cominciavo a disperare.Quello di cui avevo bisogno-e di cui aveva bisogno anche Terry-era bere,cosi comprammo un litro di Porto californiano per 35 centesimi e ce lo andammo a bere allo scalo ferroviario.Trovammo un posto dove i vagabondi avevano radunato casette per sedere accanto ai fuochi.Ci sedemmo là a bere il vino.Alla nostra sinistra c'erano i carri merci,tristi e di un rosso fuligginoso sotto la luna;proprio di faccia le luci e i riflettori dell'areoporto di Bakersfield;alla nostra destra un formidabile magazzino di alluminio della Quonset. (J.Kerouac)

1 risposta

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  • 7 anni fa
    Risposta preferita

    ti auguro buon lavoro; ma la domanda quale sarebbe?

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