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Anonimo
Anonimo ha chiesto in ViaggiViaggi (Generale)Viaggi - Altro · 7 anni fa

il turismo oggi è impostato come disneyland?

parlando con la gente che viaggia scorgo che si viaggia più per le attrazioni che per il patrimonio culturale, anche perché se dubai fa 3 volte i turisti di roma e ha solo grattacieli, luci, centri commerciali e fontane.....

E oserei dire di più, il turismo moderno è proprio figlio di disneyland, perché disneyland ha rappresentato per molti dei giovani di oggi (60% del mercato turistico) l'imprinting materno con l'idea stessa di turismo.

Tre mie amiche sono andate a New York e al loro ritorno non sapevano cosa fosse il MoMa!!!! Gli ho chiesto cosa avessero fatto nella grande mela e sostanzialmente avevano preso 4 diversi pulman panoramici, scattato foto ai grattacieli e la sera passeggiato a times square, perché "il dinamismo che si respira lì è elettrizzante". Tutte e tre da bambine erano state a Disneyland paris.

Ma volendo concentrarci su quella fetta di mercato che ancora predilige la cultura e la cucina e cioè i pensionati (40% del mercato mondiale è pur sempre una bella fetta), perché non si fa almeno l'unico investimento sensato?

tra tutti i paesi a vocazione turistica siamo l'unico a non avere una catena di alberghi di bandiera.

e lo stesso discorso si può fare per la cucina, abbiamo la cucina migliore del mondo eppure siamo l'unico paese a non avere una catena di ristoranti. illy è considerato il caffé migliore del mondo eppure nel mondo il sinonimo di caffé è starbucks.

3 risposte

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  • 7 anni fa
    Risposta preferita

    condivido in parte la tua argomentazione

    mi fa davvero pena leggere su Yahoo domande di ragazzine che in vista di un viaggio in una qualsiasi capitale europea chiedono disperate se esistono negozi come x y z ovvero le grandi marche

    come se entrare in un negozio indipendente fosse proibito o peggio dannoso alla salute

    posso però controbattere che l'Italia è famosa per il suo "separatismo" in Francia ad esempio piccole cittadine o singole istituzioni creano delle organizzazioni che funzionano, non solo il consorzio che riunisce i castelli della Loira ma sono riusciti a creare anche un piccolo percorso delle case degli scrittori di fine 800 tra Parigi e la Normandia, in Spagna poi lo stato interviene in maniera molto consistente per valorizzare il patrimonio nazionale e il risultato si vede. Anche una piccola chiesa con il suo piccolo museo può avere l'onore di diventare "patrimonio nazionale"

    il caso Italia parla da solo, non mi limito ai casi eclatanti di Pompei o del Colosseo, due siti archeologici in pratica abbandonati ma vorrei fare l'esempio delle ville palladiane sparse nel Veneto. Sono stupende, ammirate e invidiate da tutti, ma non si riesce a organizzare un percorso o un biglietto cumulativo, ci si limita a 5 ville appena.

    Un ultimo segno del decadimento del turismo è rappresentato dalle navi da crociera, se una volta il bello era rappresentato dalla discesa al porto per visitare la città ora non si fa più nemmeno questa escursione: stando comodamente seduti sulla sdraio si passa davanti a Piazza san Marco.

    Celentano ha ragione a lamentarsi.

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  • A_Rm
    Lv 7
    7 anni fa

    Quello che dici NON è completamente infondato, però mi sembra esagerato. Secondo me, a partire dai 30, soprattutto chi viaggia senza figli è cmq più sensibile alla cultura di quanto tu affermi.

    Per il fatto che non abbiamo più una catena di alberghi tutta italiana (prima c'erano quelli del Jolly Hotel) non credo che sia una cosa negativa più di tanto. Per farti capire come la vedo, ti porgo una domanda: è più buona Pizza Hut o una qualsiasi pizzeria al centro di Roma o Napoli? E' più buono il gelato di Fassi a Roma o uno qualsiasi di Haagen Daaz? Notare che entrambe le catene non sono sbarcate in Italia, così come in Italia non ci sta KFC e Starbuck. Credo che ancora la forza del turismo italiano sia l'unicità e l'artigianalità, anche negli alberghi, e non l'essere fatti in serie come altrove.

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  • 7 anni fa

    Non è che "il turismo" oggi è impostato come Disneyland fu Disneyland ad essere impostato come la soddisfazione delle richieste di un certo turismo, diciamo di "stacco la spina".

    Se non sei il mio amico Zorz puoi benissimo andare a New York e al tuo ritorno non sapere cosa fosse il Museum Mile.

    Se ci vai con mia moglie ti cucchi Metropolitan, Fink ed i Cloisters sulla 155a strada (2 pialle quest'ultimo).

    Autogrill ha una catena, e non mi pare gran che, quanto agli investimenti... rivolgersi a Letta.

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