Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaFilosofia · 7 anni fa

L'oscurità degli aforisimi di Nietzsche nasce ad imitazione di Eraclito l'Oscuro?

Secondo voi il linguaggio spesso oscuro ed ambiguo utilizzato da Nietzsche in molte sue opere e nei suoi aforismi potrebbe derivare da un'imitazione dello stile del filosofo greco Eraclito? Si sa che Nietzsche ammirava molto Eraclito per la sua visione contraddittoria del mondo e anche per il fatto che Eraclito riteneva la filosofia un sapere destinato a pochi eletti, quasi rivolta ad una cerchia esoterica; si può quindi affermare che tale visione aristocratica della filosofia sia stata adottata anche da Nietzsche?

3 risposte

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  • 7 anni fa
    Risposta preferita

    Sull' ''oscurità'' di Nietzsche però bisogna fare una distinzione, questo aggettivo si può certamente attribuire ad alcune delle sue opere, su tutte ''Così parlò Zararthustra'', o ai ''biglietti della follia'' scritti quando la sua sanità mentale cominciava a declinare, ma non è una costante di tutta la sua produzione. ''La nascita della tragedia'' è un saggio che ha pretesa di rigore filologico, per cui è scritto in modo chiaro, e così molti scritti aforistici come ''Umano troppo umano'' o testi brevi come ''Ecce homo'', ''Crepuscolo degli idoli'' e così via. Li troviamo complessi perché gli argomenti sono effettivamente complessi e per la portata eccezionale della cultura di Nietzsche, ma a livello di testo non sono inaccessibili. Nello Zarathustra invece Nietzsche usò volutamente uno stile esoterico (nel senso vero della parola, escludente e riservato a pochi), e infatti il sotto-titolo è ''Un libro per tutti e per nessuno''. Lo stile è allusivo, carico di significati nascosti, metafore grandiose, tanto da ricordare lo stile biblico o dei grandi miti platonici, ovviamente ribaltati nella prospettiva dell'Oltreuomo e della sua filosofia. Il riferimento a Eraclito lo trovo molto azzeccato, anche appunto per il rispetto che Nietzsche aveva per questo filosofo, benché non sia il solo ad averlo ispirato. Nietzsche considerò sempre lo Zarathustra l'apice della sua produzione, definendolo il suo più grande regalo all'umanità, e il testo che annunciava l'avvento dell'Oltreuomo non poteva che essere rivolto ai pochi che fossero in grado di comprenderlo davvero (benché Nietzsche non fosse certo che qualcuno ci sarebbe riuscito in pieno), perciò c'è di sicuro una visione aristocratica di fondo, forse tanto aristocratica da escludere tutti se non l'autore e pochi altri.

  • 7 anni fa

    @Duca di Spade. Complimenti. Hai dato una risposta favolosa. E pertinente in modo eccezionale. Nietzsche non è mai oscuro. E' sempre solare. E il suo Zaratustra lo è ancor di più. Ma è per pochi. Nietzsche raramente si può fraintendere. Il problema è che quello che dice è difficile da capire. E lo fa sempre, o quasi, con una chiarezza esasperante. Ma non voglio togliere la MR al Duca e perciò mi fermo. Ciao e a presto.

  • 7 anni fa

    Certo

    Fonte/i: Forte quello l hai detto prima
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