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Fiori ed arbusti letterari: quali vorreste citare?

Io ho da poco conosciuto questa splendida poesia di Borges.

"La rosa

La rosa,

l'immarcescibile rosa che non canto,

quella che è peso e fragranza,

quella del buio giardino a notte alta,

quella d'ogni giardino e d'ogni sera,

la rosa che per arte d'alchimia

nasce di nuovo dalla tenue cenere,

la rosa dei persiani e dell'Ariosto,

qella ch' è sempre sola,

quella ch' è sempre la rosa delle rose,

il giovane fiore platonico,

l'ardente e cieca rosa che non canto,

la rosa irraggiungibile."

da 'Fervor de Buenos Aires'.

Prosa e versi, o quel che volete voi.

14 risposte

Classificazione
  • 8 anni fa
    Risposta preferita

    Presa coscienza del fatto che ognuno di noi dovrebbe avere una ninfea nel polmone, constatata la necessità di darsi al giardinaggio dei fiori del male, taciuto che "i fiori più istruiti sono quelli colti" è frutto dell'albero della mia immaginazione, riconosciuto che gli alberi intelligenti hanno una corteccia cerebrale, fantasticato su Margherita e camelie, abitato i prati del plausibile, ospitato i petali dei caffè tristi e dormito sullo stelo di un incubo ricorrente, io direi che i fiori stanno bene solo sulla tomba del mio amico Algernon.

    "E non strappiamo i fiori che, raccolti, non son nostri, ma morti" (Pessoa. O meglio, Ricardo Reis).

    Fonte/i: ... :)
  • 8 anni fa

    Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.

    "Voi non siete per niente simili alla mia Rosa, voi non siete ancora niente" disse.

    "Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre.

    Ma ne ho fatto il mio amico e ne ho fatto per me unica al mondo".

    E le rose erano a disagio.

    "Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. "Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perché è lei che ho riparato col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere.

    Perché è la mia Rosa".

    «E’ il tempo che tu hai perduto per la tua Rosa che ha fatto la tua rosa così importante!

    Gli uomini hanno perduto questa verità, ma tu non la devi dimenticare.

    Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato.

    Tu sei responsabile della tua Rosa.»

    IL PICCOLO PRINCIPE

    - Antoine de Saint-Exupéry -

  • 8 anni fa

    Il testamento di un albero

    Un Albero di un bosco

    chiamò gli uccelli e fece testamento:

    - Lascio i fiori al mare,

    lascio le foglie al vento,

    i frutti al sole e poi

    tutti i semi a voi.

    A voi, poveri uccelli,

    perché mi cantavate le canzoni

    nella bella stagione.

    E voglio che gli sterpi,

    quando saranno secchi,

    facciano il fuoco per i poverelli.

    Però vi avviso che sul mio tronco

    c'è un ramo che dev'essere ricordato

    alla bontà degli uomini e di Dio.

    Perché quel ramo, semplice e modesto,

    fu forte e generoso: e lo provò

    il giorno che sostenne un uomo onesto

    quando ci si impiccò - .

    -- Trilussa

    e anche

    Davanti San Guido

    I cipressi che a Bólgheri alti e schietti

    Van da San Guido in duplice filar,

    Quasi in corsa giganti giovinetti

    Mi balzarono incontro e mi guardâr.

    Carducci (è solo l'inizio della poesia)

  • ?
    Lv 7
    8 anni fa

    Di Salvatore Quasimodo.

    ALLE FRONDE DEI SALICI.

    E come potevano noi cantare

    Con il piede straniero sopra il cuore,

    fra i morti abbandonati nelle piazze

    sull’erba dura di ghiaccio, al lamento

    d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero

    della madre che andava incontro al figlio

    crocifisso sul palo del telegrafo?

    Alle fronde dei salici, per voto,

    anche le nostre cetre erano appese,

    oscillavano lievi al triste vento.

    ...ero molto indecisa perché volevo citare anche I Limoni

    di Montale, ma questa poesia, ( di quasimodo )mi é particolarmente " cara "

    Ciao :)

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  • Anonimo
    8 anni fa

    Fantastica domanda! io direi "il gelsomino notturno" di Pascoli, l'unica cosa studiata che è riuscita a commuovermi

  • ?
    Lv 7
    8 anni fa

    Mi è venuta in mente "La rosa bianca" di Attilio Bertolucci...

  • 8 anni fa

    Mi sono venuti subito in mente due vegetali più o meno inquietanti: il tulipano di Meister Floh (Mastro pulce) di E. T. A. Hoffmann, e gli arbusti del canto di Pier delle Vigne nella Divina Commedia.

  • ?
    Lv 7
    8 anni fa

    Posso citare un piacevole lavoro sinfonico che mi garba ascoltare?? "I pini di Roma".

  • 8 anni fa

    Mi viene in mente "Pianto antico" di Giosuè Carducci

    L'albero a cui tendevi

    la pargoletta mano,

    il verde melograno

    Dà bei vermigli fiori

    Nel muto orto solingo

    Rinverdì tutto or ora,

    E giugno lo ristora

    Di luce e di calor.

    Tu fior de la mia pianta

    Percossa e inaridita,

    Tu de l'inutil vita

    Estremo unico fior,

    Sei ne la terra fredda,

    Sei ne la terra negra;

    Né il sol piú ti rallegra

    Né ti risveglia amor.

  • Poco, mi serve.

    Una crosta di pane,

    un ditale di latte,

    e questo cielo

    e queste nuvole.

    Velimir Chlebnikov

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