Anonimo
Anonimo ha chiesto in Società e cultureReligione e spiritualità · 7 anni fa

chi mi parla dell'animismo?

definizione e area culturale? simboli sacri? fondatore? testi sacri? dottrina principale?

norme morali? culto? feste, preghiere, luoghi sacri? riti della nascita ed il matrimonio?

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  • 7 anni fa
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    Una teoria, comunemente chiamata animismo, fu formulata dall’antropologo inglese Edward Tylor (1832-1917). Egli affermò che esperienze quali sogni, visioni, allucinazioni e l’assenza di vita nei cadaveri avessero indotto i primitivi a trarre la conclusione che il corpo fosse abitato da un’“anima”. Secondo questa teoria, essi, giacché sognavano spesso i loro cari defunti, supponevano che quell’anima continuasse a vivere dopo la morte, che lasciasse il corpo e prendesse dimora in alberi, rocce, fiumi e altre cose. Alla fine si arrivò ad adorare come divinità i morti e gli oggetti che si diceva fossero abitati dalle anime. Fu così, secondo Tylor, che nacque la religione.

    Un altro antropologo inglese, R. R. Marett (1866-1943), elaborò un perfezionamento dell’animismo, che chiamò animatismo. Dopo aver studiato le credenze dei melanesiani delle isole del Pacifico e quelle delle popolazioni indigene dell’Africa e dell’America, Marett giunse alla conclusione che, anziché avere la nozione di un’anima personale, i primitivi credevano ci fosse una forza impersonale o energia soprannaturale che animava ogni cosa; questa credenza suscitava nell’uomo sentimenti di sacro terrore e timore, che divennero la base della sua religione primitiva. Secondo Marett, la religione era principalmente la reazione emotiva dell’uomo davanti all’ignoto. Amava affermare che la religione “più che pensata veniva danzata”.

    La religione tradizionale è l’animismo, e qui fra gli animisti il dio supremo è Mahou. Egli è rappresentato da una quantità di dèi secondari, i vudù, a cui si offrono sacrifici in certi giorni festivi. Per esempio, Hébiosso è il dio del tuono, e il dio Zangbeto si dice protegga i campi degli agricoltori di notte. Inferiori a questi vudù ci sono dèi minori e quelli che si crede siano gli spiriti dei morti. Quindi viene praticato il culto degli antenati. In molte case troverete un asen, una specie di ombrellino di ferro, adorno di simboli in memoria di un caro defunto.

    I rapporti con questi dèi richiedono un intermediario, un sacerdote feticista, maschio o femmina. Dopo aver trascorso tre anni in un convento feticista, il sacerdote è ritenuto idoneo per comunicare con gli dèi e con gli altri spiriti. Questa potente gerarchia ha un’enorme influenza sulla vita degli abitanti del Benin che la sostengono.

    Coloro che praticano questa forma di adorazione credono che dopo la morte una persona può tornare in forma di spirito e uccidere gli altri componenti della famiglia. Molti vendono quello che hanno o si indebitano fino al collo per pagare sacrifici di animali e cerimonie sontuose per placare parenti morti. Così la famiglia può finire nella miseria. La paura superstiziosa prodotta da queste credenze rende schiave le persone.

    Qui sono pure rappresentate le religioni cosiddette cristiane, che spesso vengono praticate insieme all’animismo. Mischiare le due forme di adorazione di solito non è considerato riprovevole, ma smettere di seguire le tradizioni animistiche è ritenuto un peccato grave. Eppure molti l’hanno fatto.

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