il bambino con il pigiama a righe, punto di vista di shmuel! mi date una mano?

Aggiornamento:

non mi serve sapere qualcosa sul film, ma cercare di vedere la vicenda con gli occhi di shmuel! Aiutatemi!

2 risposte

Classificazione
  • 6 anni fa
    Migliore risposta

    Il bambino con il pigiama a righe, regia di Mark Herman, USA/UK 2008, Miramax Films (distribuito in Italia dalla Walt Disney Pictures)

    Avevo già letto il libro, con qualche perplessità, e ho voluto vedere anche il film, di cui avevo letto recensioni discordanti.

    Ho convinto mia figlia ad accompagnarmi, e alla fine mi è spiaciuto averglielo proposto. Questo per dire che ho trovato il film davvero "assurdo" e "inutilmente" crudele.

    Già ritengo che i romanzi sulla Shoah non abbiano molta ragione di esistere (in questo mi conforta il ben più autorevole parere di Elie Wiesel, il quale sostiene che è impossibile chiedere a un lettore di identificarsi con una vittima dello sterminio), ma il libro un suo senso poteva averlo: l'innocenza infantile che sa guardare oltre le contrapposizioni, che sa riconoscere quasi istintivamente tra il bene e il male, che sa osservare il mondo senza pregiudizi, con sguardo puro e solidale (anche se preferisco citare altre storie, storie vere appunto, quando affronto questo tema con i ragazzi).

    Il film risulta stereotipato, con uno scarso approfondimento psicologico dei personaggi, poco credibili nel loro insieme: dall’assurdamente crudele tenente Kotler, al borioso comandante Ralf, padre di Bruno, alla inconsapevole madre, Elsa. Ed è inutilmente crudele il finale (anche se questa è proprio la parte più realistica della storia), con quell’eccessivo e non necessario indugiare sulle camere a gas (mentre nel libro tutto è più sfumato, lasciato intuire, in sintonia con l’atmosfera della storia).

    Temo per tutti i giovani spettatori costretti a subire queste immagini, causa le proiezioni scolastiche (e spero bene che gli insegnanti vadano a vedere il film prima di proporlo).

    Mi sconcerta anche che la tragedia della Shoah passi in secondo piano rispetto alla disperazione di una famiglia, quella del comandante del campo, che perde il figlio. Punto di vista del tutto arbitrario per affrontare questo evento, che non aiuta certo a capire la Storia (quella con la S maiuscola). Mi infastidisce enormemente guardare alla Shoah attraverso il punto di vista degli oppressori, essere indotta a provare pena per la famiglia tedesca, di fronte alla tragedia che quella stessa famiglia ha contribuito a creare.

    Considero inutile e controproducente fare vedere questo film ai ragazzi. Se di eventi tragici dobbiamo bombardarli, per lo meno che siano reali e, soprattutto, che aiutino a capire.

    E allora ben venga un Benigni con "La vita è bella", dove capiamo che la favola è davvero una favola.Già un po’ di anni fa alcuni studiosi mettevano in guardia contro il rischio di spettacolarizzazione e commercializzazione della Shoah, alimentato dalla stessa istituzionalizzazione del Giorno della Memoria. A ragione, certamente, e con una certa lungimiranza.

  • BASTA
    Lv 7
    6 anni fa

    Fastidiosi i compiti, vero?

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