susanna ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 7 anni fa

piccolo articolo sulla gllobalizazione?

grz

2 risposte

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  • 7 anni fa
    Risposta preferita

    O sai npratica, che vordì globalizzazione? Vordì che c'ianno clonato a tutti, c'ianno clonato! Come i cellulari! Affancùlo, ho voglio di chiudere gli occhi e di immergermi nel pieno silenzio, s'alzino le vele!

    Vabbè mmo' nnamo a e cose serie.

    I danni cusati dalla globalizzazione

    La Globalizzazione è un processo di integrazione economica che si propone la libera circolazione delle merci tra i vari paesi ed è caratterizzato dall'obiettivo di abolire le barriere doganali tra gli stati.

    Questo processo è stato costruito per consentire alle multinazionalidi di creare nuove prospettive di investimento in paesi in via di sviluppo e di delocalizzare quelli già esistenti nei nostri paesi.

    Questo comporta la chiusura delle nostre imprese, perchè andando in quei paesi producono a bassissimo costo e in più le loro importazioni verso l'italia vengono sgravati dall'abolizione del pagamento doganale.

    Ad incentivare questo massiccio fenomeno di trasferimento di aziende all'estero ha contribuito in modo consistente la creazione dell'euro.

    L'euro è nato per dare maggiore respiro a questo meccanismo perverso.

    Il fatto di avere una moneta forte favorisce il fluttuare di questo processo di delocalizzazione, perchè consente alle multinazionali di andare ad investire a poco prezzo per via di un cambio altamente favorevole.

    In definitiva gli effetti che produce la globalizzazione sono questi:

    Chiusura delle imprese italiane che delocalizano all'estero, ed inoltre

    mancato introito di denaro derivante dalle tasse doganali.

    Sfruttamento indiscriminato delle popolazioni in cui vanno ad investire con pagamento di salari miseri e negazione di tutti i diritti di cui dovrebbe godere un lavoratore.

    Maggiore inquinamento per via dei frenetici spostamenti di merci provenienti dall'estero

    Sovrapproduzione ed eccessivo sfrutttamento di suolo e di risorse naturali.

    Attuazione di politiche neocoloniali, caratterizzato dal potere di controllo di politiche economiche, che queste multinazionali esercitano nei confronti di questi stati poveri.

    La globalizzazione mette in atto una serie di fenomeni su scala mondiale tendenti ad uniformare le condizioni economiche, gli stili di vita, le visioni ideologiche, in particolare in conformità col modello occidentale metroplitano, un processo di clonazione del pensiero collettivo che in tal modo orienta le persone verso gli stessi tipi di consumi.

    Ormai non c'è più il gusto di viaggiare all'estero perchè dovunque si vada trovi sempre le stesse cose. Non più cittadini o persone, ma clienti o consumatori. Non più città con proprie particolarità, ma bazar dei marchi e delle griffe.

    In una via centrale di qualsiasi città mondiale, troverai sempre più le stesse vetrine di uguali catene, sicchè stare a milano o new york o mosca o pechino... non è molto dissimile.

    Le operazioni di marketing delle grandi multinazionali mirano a modificare i comportamenti e le abitudini delle varie popolazioni, e questo determina un diverso atteggiamento verso i consumi che va nella direzione di un' acquisto sempre maggiore dei prodotti che vogliono piazzare sul mercato di tutto il mondo.

    Basti pensare ai vari fast food tipo McDonald che hanno invaso i mercati di tutto il mondo, esempio tipico di come si tenda ad uniformare le abitudini per pilotarne il tipo di consumo.

    Penso alla coca cola che ha rimpiazzato tutte le nostre bevande più tipiche, e così può capitare di entrare in un bar in Sicilia e non trovare una spremuta d'arancia, un chinotto, un latte di mandorla, perchè ormai viviamo in una società massificata in cui prevale lo spirito di emulazione, in cui regna un clima di appiattimento generale che non ci fa più apprezzare le nostre abitudini, le nostre tradizioni, le nostre particolarità, che rappresentano il vero motore della nostra ricchezza.

    Le nostre particolarità sono quelle che ci hanno rese famose nel mondo e quelle per cui un turista decide di visitare il nostro paese, ecco come il mantenimento del nostro tessuto culturale, la difesa degli elementi specifici della nostra nazione, diviene al tempo stesso un fattore di ricchezza economica, specie per un paese come il nostro a forte vocazione turistica.

    Il fatto che prendano sempre più piede questi colossi mondiali, che ci impongono in maniera subdola una sorta di clonazione delle idee, stili di vita e consumi, va a tutto a danno di quelle che sono le nostre produzioni più tipiche, che tendono sempre più a diminuire e in molti casi a scomparire, con conseguenze molto negative per la nostra economia.

  • la globalizzazione . è il processo di unificazione economica, ma in qualche modo anche culturale e politica del mondo. Anche se la contestazione alla globalizzazione è fenomeno recente, la globalizzazione non è un fenomeno circoscrivibile agli ultimi anni: in un certo senso essa accompagna, come tendenza, tutta la storia dell'umanità. Nel senso che ogni popolo ha sempre cercato di allargare lo spazio dei propri rapporti, in modo più o meno pacifico: allacciando rapporti commerciali, o colonizzando altri popoli, stringendo alleanze, promuovendo la reciproca conoscenza, e altro.

    Certo, è con l'epoca moderna che, grazie all'Europa, il mondo è stato in qualche modo unificato: dalle Americhe all'Asia, dall'Australia all'Africa, l'Europa ha svolto una attività di colonizzazione, più o meno diretta, che ha di fatto finito col rendere il mondo un "villaggio globale". Il XIX secolo rappresenta, grazie alle invenzioni e alla rivoluzione industriale, un salto di qualità, con la formazione di un mercato mondiale. Il XX secolo non ha fatto che accentuare sempre più questa tendenza alla unificazione del mondo: dal punto di vista politico (ONU, Dichiarazione universale dei Diritti dell'Uomo, ecc.), culturale e linguistico (diffusione dell'inglese e di valori condivisi), economico (formazione di una unica "autorità" monetaria e commerciale mondiale), a cui si aggiunge l'ulteriore suggello dato alla creazione di un "villaggio globale" dalle nuove tecnologie: il satellite e internet.

    Ma è soprattutto dopo la "caduta del muro di Berlino" che la globalizzazione ha assunto dei tratti che sono stati ritenuti particolarmente inaccettabili dal fronte "anti-global": infatti, se prima il mondo era diviso in due sfere contrapposte (mondo capitalista e mondo comunista), ora è un unica visione della realtà politica a dominare, il cosiddetto "pensiero unico" (favorevole al libero mercato in economia, alla democrazia rappresentativa e pluralistica in politica, ai diritti di libertà individuale in campo civile).

    L'ho fatto io l'anno scorso e ho preso 8 e mezzo, l'avevo scritto su carta quindi te l'ho ricopiato :)

    Fonte/i: Me
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