Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 7 anni fa

Mi serve per domani un tema sul cyberbullismo..?

Deve essere ricco (faccio il terzo superiore)

2 risposte

Classificazione
  • 7 anni fa
    Risposta preferita

    il bullismo è un comportamento che si sviluppa soprattutto nell'età dell'adolescenza quando, i ragazzi per farsi spazio nel gruppo, attuano atteggiamenti aggressivi contro il gruppo stesso.

    Il bullo si comporta così per vari motivi, può subire violenze a casa e riscuotere poi la sua rabbia sui suoi compagni oppure è sempre stato abituato a battersi con la forza.

    In ogni caso il bullo causa danni morali e fisici a chi subisce la sua violenza, che solitamente è rivolta verso i più deboli.

    Proprio per questo il bullo viene difeso anche da chi lo subisce, perché fa nascere in loro la paura.

    A causa di questa catena, che va a vantaggio del bullo, si provoca del male al più debole e al bullo stesso.

    Infatti, chi subisce viene danneggiato fisicamente, per la violenza subita da parte del bullo, e moralmente perché il ragazzo viene invaso dalla paura che lo porta a rinchiudere tutto dentro, e a non opporsi al bullo.

    Il bullo, intanto, con la violenza, si da spazio e acquista rispetto dai suoi coetanei. Questo lo porta a pensare di essere libero e di avere tutto nelle sue mani.

    Perciò non venendo denunciato, e sapendo che non verrà fermato continua con questo suo atteggiamento.

    Così facendo, però, nessuno lo aiuta, infatti, se venisse denunciato probabilmente sarebbe tenuto d'occhio e fermato, per cercare di fargli capire il peso delle sue azioni e quello che provoca.

    Un altro danno che il bullo provoca a se stesso, nella maggior parte dei casi, è incontrare il giro della droga, che gli può causare incidenti gravi ma anche la dipendenza se non addirittura la morte.

    Anche per questo il bullo si fa del male da solo perché trascorre tutta una vita a provocar danni e fare del male senza capire le conseguenze, finché non supera il limite.

    Secondo me il bullo è un ragazzo che ha bisogno di attenzioni da parte dei suoi coetanei e ha bisogno di un’amicizia che lo faccia ragionare e capire.

    Anche perché, continuando sulla sua strada finirà col ritrovarsi in una casa di recupero o addirittura in carcere per i suoi atteggiamenti dovuti alla sua insicurezza interiore.

    Fortunatamente io non sono stata mai presente a grandi atti di bullismo, infatti, sia nella mia compagnia che nelle classi cambiate fin'ora ho sempre trovato amici di cui ci si può fidare.

    Molte cose sul bullismo, la violenza e la droga le ho capite proprio grazie alla visita alla "casa del giovane" che abbiamo fatto in prima per merito del prof Gaudio.

    Infatti, il discorso che ha tenuto Vincenzo mi ha impressionata molto.

  • Gli obiettivi di queste azioni a scuola sono quegli alunni considerati strani o diversi dai loro pari.. i.Il bullismo può essere sia "diretto" che "indiretto". Il bullismo diretto consiste nel picchiare, prendere a calci e a pugni, spingere, dare pizzicotti, appropriarsi degli oggetti degli altri o rovinarli, minacciare, insultare, offendere, prendere in giro, esprimere pensieri razzisti sugli altri o rovinarli. Il bullismo di tipo indiretto invece si gioca più sul piano psicologico, meno visibile e più difficile da individuare, ma non è meno dannoso per la vittima di "turno". Esempi di bullismo indiretto sono: l'esclusione dal gruppo dei coetanei, l'isolamento, l'uso di smorfie e gesti volgari, la diffusione di pettegolezzi e calunnie sul conto della vittima, il danneggiamento dei rapporti di amicizia.A differenza di quanto si pensi, il bullismo è un fenomeno che riguarda sia maschi che femmine, ma nei due sessi si esprime in due modi differenti. I maschi mettono in atto soprattutto prepotenze di tipo diretto, come aggressioni fisiche e verbali. Le femmine, invece, utilizzano in genere modalità indirette di prevaricazione e le rivolgono prevalentemente ad altre femmine):. Tutto ha inizio soprattutto quando alcuni ragazzi particolarmente agressivi, che prendono in giro e malmenano i loro coetanei più deboli, riescono a coalizzarsi facendosi forza tra loro, sentendosi orgogliosi e spavaldi, accanendosi con coloro che prendono di mira, per svariati motivi, anche futili, approfittando del fatto di essere in maggioranza. La conseguenza di tutto questo è che il bullismo provoca, in chi subisce questi atti di violenza, delle ferite profondissime e laceranti, difficili da rimarginare. Come se ciò non bastasse, la rete oggi ha complicato ulteriormente le cose consentendo la nascita del cyberbullismo, o bullismo online, fenomento che si verifica quando l'attacco verso il coetaneo di turno non avviene di persona, ma mediante la rete e, in particolar modo, i social network.

    Il problema del bullismo si fa sempre più serio, ma a complicare la situazione subentra un altro tipo di violenza, se vogliamo ancora più meschina, il cyberbullismo. Già la parola richiama uno degli strumenti moderni più utilizzati dai ragazzi, il computer, attraverso il quale i bulli spaventano, mortificano, mettono paura ad altri ragazzi spesso umiliandoli di fronte agli altri coetanei connessi. Il cyberbullismo è un fenomeno molto pericoloso perché i ragazzi possono nascondere la loro identità, il loro volto, il loro nome, dietro lo schermo di un pc, ma arrecare comunque un forte danno alle vittime. Oggi tutti gli studenti hanno un profilo Facebook o WhatsApp, ma alcuni non utilizzano in maniera sana e semplice questi strumenti, che, al contrario, vengono usati per imporre il proprio io, per attirare l'attenzione, per sentirsi forti a discapito di coloro che vengono individuati come più deboli o diversi.

    Questo, ovviamente, non signfica che i social network o le chat comuni sono strumenti condannabili, ma che è importantissimo saperli utilizzare correttamente nel rispetto del buon senso ma anche della normativa vigente, spesso ignorata da molti. Si ha l’impressione, ascoltando o leggendo fatti di cronaca nera riguardanti proprio il fenomeno del cyberbullismo, che questi ragazzi che si nascondono dietro i loro profili per far male ad altri ragazzi, sono spesso i veri deboli, vittime in primis della propria ignoranza e della propria incapacità di farsi valere in un modo sano, lasciati al loro destino da famiglie assenti o poco interessate che non li educano ad un approccio a internet positivo. Capita anche che i genitori non sappiano come i loro figli passano il tempo, cosa cercano o fanno online. Sono ragazzi che non hanno regole, che non vengono appunto controllati, che non hanno una guida e per questo, facilmente, approfittano della loro solitudine, e del loro disagio, per sfogarsi contro i più deboli.

    Ormai il cyber bullismo può essere paragonato ad un pugno in pieno viso ricevuto all’intervallo a scuola, perché internet, il web e i social network fanno parte della vita di ognuno di noi, soprattutto dei ragazzi, e costituiscono una sorta di mondo virtuale dove tutto è più veloce, talvolta più bello, ma anche brutale e terribile

    Oggi il cyberbullismo è un argomento molto dibattuto anche nelle scuole, perché i ragazzi devono imparare ad usare consapevolmente e in modo sicuro internet e i social network, sia per la loro incolumità, per non incappare nei pericoli della rete, sia per avere la consapevolezza che il web non può sostituire una bella partita di pallone o una passeggiata con le amiche ma che, in compenso, ciò che accade online è reale e un'offesa scritta può ferire quanto o anche di più di una detta a parole.

    Questo è il compito che porterò domani a scuola....

    Fonte/i: libri e web
Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.