Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 6 anni fa

mi dite pleaseee subito curiosita' sui berberi?miglior risposta 10 stelle lo giuro?

adesso per esempio cosa mangiano che cosa fanno di giorno ecco queste cose

1 risposta

Classificazione
  • 6 anni fa
    Migliore risposta

    Etnia

    Gli Imazighen, cioè i Berberi, sono una popolazione europoide dell'Africa del Nord. Sembra che almeno fino all'età del Bronzo, tra le popolazioni berbere fosse piuttosto diffusa la depigmentazione, cioè l'albinismo come carattere genetico, documentata anche da pitture rupestri del Tassili e in iscrizioni egiziane. La depigmentazione sopravvive in forma residuale ancora oggi particolarmente tra i berberi dell'Atlante in Marocco è anche testimoniato dagli spagnoli per i Guanci delle Canarie.

    Alimentazione

    Per quanto riguarda l'alimentazione, il piatto più caratteristico del Nordafrica è il cuscus, alimento costituito da semola di frumento o d'orzo cotta a vapore e guarnita in vari modi, perlopiù con carni in umido o verdure e qualche volta anche pesce in umido.

    Un'altra consuetudine alimentare tipicamente nordafricana è quella di preparazioni a base di farina di orzo raccolto ancora verde e poi tostato (cui si uniscono ingredienti vari, tra cui fieno greco, lenticchie, cumino, ecc.). A seconda dei luoghi e delle lingue prevalenti, berbero o arabo, queste preparazioni hanno il nome di tazemmiṭ , arkuku , swik , zummiṭa , tutte di un tipo che normalmente viene impastato solo con acqua e non dolcificato; aḍemmin, bsisa , ṭemmina , di un tipo che invece viene impastato anche con olio e spesso arricchito di elementi dolcificanti (datteri, miele...) "arkul". Quest'ultimo cibo, gustoso e nutriente costituisce spesso l'elemento tipico dell'alimentazione durante il ramadan o per le partorienti che devono riprendere forze. Si tratta di un cibo assai antico (nel romanzo di Apuleio, Amore e Psiche, Psiche ammansisce Cerbero con due offae polentae "focacce fatte di farina di orzo tostato"). Questo cibo è anche una specialità delle isole Canarie, denominata gofio.

    Bevande

    Il tè, soprattutto quello alla menta, è forse la bevanda più diffusa tra la gente berbera, soprattutto in Marocco e nel Sahara. Negli altri paesi del Nordafrica che conobbero la dominazione turca (Algeria, Tunisia, Libia) è tradizionalmente diffuso anche il caffè.

    Abbigliamento

    Riguardo all'abbigliamento maschile, l'elemento più caratteristico di tutto il Nordafrica è il burnus, un ampio mantello di lana con cappuccio. Questo vale per i paesi che si affacciano sul Mediterraneo o sull'Atlantico, mentre l'abbigliamento dei tuareg è molto diverso ed è caratterizzato da un velo che copre la bocca e gran parte del volto, lasciando liberi solo gli occhi.

    Il lavoro

    I gruppi berberi che hanno abbandonato la vita nomade praticano l'agricoltura integrata all'allevamento di bovini, ovini, cavalli e dromedari, mentre la tradizionale pastorizia nomade oggi è praticata da pochi. I capi spirituali, o “Fqiq”, celebrano le cerimonie legate ai riti agricoli e pastorali, un insieme di funzioni liturgiche che comprende l'invocazione della pioggia.

    Le abitazioni

    I villaggi stabili sono formati dalle tipiche abitazioni mediterranee dotate di terrazza e, in genere, sono fortificati con torri e mura in pietra o in terra compressa; in effetti l'esempio più interessante dello stile berbero si ritrova nei borghi fortificati delle “casbah”. Le tende dei pastori,invece, sono realizzate in pelle di capra e sono sostenute da pali di legno e pavimentate con tappeti.

    La società

    Nella cultura arabo – berbera l'unità di base della società è rappresentata dalla famiglia estesa patriarcale. Con il matrimonio, celebrato con rito islamico, le donne entrano a far parte del gruppo del marito. L'adulterio femminile è considerato un grave crimine e un'offesa per il consorte; nel caso deprecabile che ne venga accusata, la sposa viene ripudiata presso la famiglia d'origine.

    Più famiglie estese si riconoscono in una “kharruba”, una sorta di clan. I villaggi -“douar”- occupati da diversi clan si associano in un'organizzazione tribale -“cabila”- guidata da un capo - “caid” - scelto in base alle sue doti di coraggio e saggezza. L'autorità del caid è tuttavia controllata dal consiglio degli anziani e dall'assemblea degli uomini saggi - “djemma” - deputata alla gestione dell'amministrazione del villaggio, alla trasmissione orale dei costumi tribali e alla regolamentazione dei conflitti e delle faide.

    In gravi casi – come le aggressioni o l'omicidio – la famiglia dell'aggressore deve versare un “prezzo di sangue” (costituito da beni, bestiame o prestazioni di lavoro) ai parenti della vittima, come ricompensa simbolica. Se il pagamento non viene effettuato, l'innescarsi di una faida familiare diventa inevitabile e la vendetta, in questo caso si protrarrà fino a quando le parti non avranno raggiunto un accordo.

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