Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 7 anni fa

fatemi il riassunto della vita diadriano olivetti?

2 risposte

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  • 7 anni fa
    Risposta preferita

    Nacque sulla collina di Monte Navale, nelle vicinanze di Ivrea l'11 aprile del 1901, dal padre Camillo, ebreo, e dalla madre Luisa Revel, valdese. Nel 1924 conseguì la laurea in ingegneria chimica al Politecnico di Torino e, dopo un soggiorno di studio negli Stati Uniti insieme a Domenico Burzio (Direttore Tecnico della Olivetti), durante il quale poté aggiornarsi sulle pratiche di organizzazione aziendale, entrò nel 1926 nella fabbrica paterna ove, per volere di Camillo, fece le prime esperienze come operaio. Divenne direttore della Società Olivetti nel 1932, anno in cui lanciò la prima macchina per scrivere portatile chiamata MP1, e presidente nel 1938.[3]

    Si oppose al regime fascista con momenti di militanza attiva. Partecipò con Carlo Rosselli, Ferruccio Parri, Sandro Pertini ed altri alla liberazione di Filippo Turati (lo stesso Adriano era alla guida dell'auto che lo portò fuori dal paese).Badoglio lo accusò di esporre l'Italia in cattiva luce con gli USA. Durante gli anni del conflitto bellico,riparò in Svizzera da dove si mantenne in contatto con la Resistenza. Dal 1931 la questura di Aosta (dalla quale l'imprenditore necessitava avere la certificazione di appartenenza alla razza ariana a causa delle origini del padre ebreo) definì il giovane Olivetti come sovversivo.[4] Rientrato dal suo rifugio alla caduta del regime, riprese le redini dell'azienda. Alle sue capacità manageriali, che portarono la Olivetti ad essere la prima azienda del mondo nel settore dei prodotti per ufficio, unì un'instancabile sete di ricerca e di sperimentazione su come si potesse armonizzare lo sviluppo industriale con l'affermazione dei diritti umani e con la democrazia partecipativa, dentro e fuori la fabbrica. Sotto l'impulso delle fortune aziendali e dei suoi ideali comunitari, Ivrea negli anni cinquanta raggruppò una quantità straordinaria di intellettuali che operavano (chi in azienda chi all'interno del Movimento Comunità) in differenti campi disciplinari, inseguendo il progetto di una sintesi creativa tra cultura tecnico-scientifica e cultura umanistica.[5]

    Alla fine del 1945 pubblicò il suo libro "L'ordine politico delle comunità" nel quale sono espresse quelle idee che supporteranno il Movimento Comunità fondato nella città di Torino nel 1948. Nello stesso anno entrò a far parte del Consiglio direttivo dell'Istituto Nazionale di Urbanistica, cui aveva aderito dieci anni prima. Nel 1937 aveva partecipato ad una serie di studi su un piano regolatore della Valle d'Aosta.[4]

    Nel 1949 Olivetti si convertì al cattolicesimo «per la convinzione della sua superiore teologia»[6]. Nel 1950 espose la sua visione del primato in campo politico dell'Urbanistica e della Pianificazione. L'urbanistica fu solo una delle tante passioni di Olivetti che si interessò di storia, filosofia, letteratura ed arte. È al suo personale rifinanziamento che si deve la rinascita della rivista "Urbanistica". Nel 1953 decise di aprire una fabbrica di macchine calcolatrici a Pozzuoli offrendo posti di lavoro con salari sopra le medie e assistenza alle famiglie degli operai la cui produttività in questo stabilimento superò quella dei colleghi nella fabbrica di Ivrea. Nel 1956 fu eletto sindaco di Ivrea e due anni dopo ottenne due seggi in Parlamento candidandosi con il Movimento Comunità. Il suo voto fu rilevante per la fiducia al governo Fanfani. Nel 1957 la National Management Association di New York premiò l'attività di direzione d'azienda internazionale di Olivetti. Il 27 febbraio 1960 morì improvvisamente durante un viaggio in treno da Milano a Losanna a causa di una devastante emorragia cerebrale. Al momento del decesso l' Azienda, fondata dal padre e da lui per lungo tempo diretta, vantava una presenza su tutti i maggiori mercati internazionali, con circa 36.000 dipendenti, di cui oltre la metà all'estero.[4]

    Nel 1962 nasce la Fondazione Adriano Olivetti per volontà di familiari, amici e collaboratori, con l’intento di raccogliere e sviluppare l’impegno civile, sociale e politico che ha distinto l’operato di Adriano Olivetti nel corso della sua vita.[5]

    Fonte/i: wikipedia
  • 7 anni fa

    e perché?

    (Psst - non sei nella sezione 'compiti', qui!)

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