Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaStoria · 7 anni fa

nascita dei comuni,cambiamento dall'alto al basso medioevo ?

qualcuno me lo può spiegare... grazie !

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  • 7 anni fa
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    La rinascita dei centri urbani. Il profon­do rinnovamento spirituale, sociale ed economico verificatosi in Europa intor­no al Mille aveva dato origine a una rapi­da rinascita delle città, favorita dallo svi­luppo del commercio, dalla maggiore circolazione di moneta e dalla formazio­ne di grossi capitali nelle mani di intra­prendenti mercanti. Tra l’XI e il XII seco­lo le città subirono una profonda evolu­zione anche di natura politica, soprat­tutto in Italia: esse infatti si liberarono progressivamente dal rigido controllo dei feudatari e conquistarono una sempre maggiore autonomia e indipendenza. Al chiuso e ormai statico mondo feudale, basato sui valori della proprietà terriera e della guerra e su un'economia di tipo curtense, si andava così contrapponen­do il dinamismo della città, con la su forza operosa, con la sua intraprendenza, con il suo desiderio di lavoro e di gua­dagno e, soprattutto, con l’aspirazione a esercitare direttamente tutte quelle funzioni amministrative e politiche che erano state fino a quel momento una prerogativa del vescovo-conte o del feudatario laico.

    Già nel IX secolo, quindi, il "Comune" era una realtà operante ad Amalfi, Pisa, Geno­va e Venezia, dove la popolazione eleg­geva liberamente i propri governanti e organizzava in modo del tutto autono­mo le proprie forze militari.

    Dalle libere associazioni cittadine al comune. Molto più tardi invece, e più preciisamente tra l’XI e il XII secolo, sor­sero i primi Comuni nelle città dell'en­troterra. Un esempio emblematico è quel­lo della città di Milano, che giunse tra i1 1040 e il 1045 alla creazione del Comu­ne dopo un'aspra lotta sostenuta dal popolo contro Ariberto da Intimiano. La rivendicazione di autonomia delle città si fondava sulla presa di coscienza della loro forza economica, della loro capacità di creare ricchezza, di attrarre un numero crescente di persone e di mol­tiplicare le attività produttive. Nell'am­bito delle città più ricche e popolose i nobili senza feudo, i mercanti e gli arti­giani, cresciuti di numero e di impor­tanza, cominciarono a riunirsi sponta­neamente in libere associazioni, tenden­ti a difendere gli interessi degli associa­ti e a sottrarli all'arbitrio dei loro anti­chi signori. Divenute col tempo sempre più forti e organizzate, tali associazioni ottennero in molti casi la protezione del vescovo-con­te locale, che trovava in esse un alleato nella lotta contro i grandi feudatari del contado e che quindi era ben disposto a concedere agli "associati" particolari favo­ri e diritti (immunità), come ad esempio quello di portare armi e disporre libera­mente dei propri beni. In tal modo, però, il vescovo-conte perdeva parte della pro­pria autorità, mentre le associazioni pri­vate diventavano sempre più forti e ten­devano a sostituirsi a lui per dare vita a un nuovo sistema di governo. Natural­mente, l'iniziativa partiva sempre dai cit­tadini più importanti, più attivi, più riso­luti, che si univano in un patto giurato per costituire un libero Comune, il pri­mo esempio di democrazia in Europa. Tale trasformazione avvenne in modo gra­duale, attraverso concessioni più o meno spontanee o usurpazioni violente. Dopo una fase di aspre lotte contro i feudatari del contado, le comunità rurali vennero a loro volta progressivamente incorpora­te dal Comune vincitore, tanto che nel XIII secolo si può dire che il feudo nel­l'Italia centro-settentrionale fosse già scom­parso. In tal modo, intere regioni finiro­no per fare capo economicamente e poli­ticamente a una città, trasformandola in un piccolo Stato repubblicano fondato su una completa fusione tra centro urba­no e territorio rurale circostante. Tale Sta­to deteneva attraverso i propri rappresentanti poteri quasi sovrani: creava le sue leggi, coniava le sue monete, aveva i suoi tribunali, armava il suo esercito e dichiarava le sue guerre. Ecco perché il Comune medievale può essere definito un'associazione privata e volontaria sorta tra membri di classi socia­li diverse in difesa di determinati diritti e interessi....

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