Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 7 anni fa

che ne pensate di questo mio tema horror?

Compito delle vacanze

"John Clarton era il classico adolescente ribelle, trovava inutili e limitanti le regole imposte da questa "stupida società", come diceva sempre lui. Era bello, alto sopra il metro e ottanta e con una folta chioma di capelli biondi che gli arrivava fin sopra le spalle. I suoi occhi avevano fatto strage di cuori al liceo, erano così belli che anche l'uomo più etero del mondo avrebbe messo in dubbio la sua eterosessualità. Erano di un blu intenso e quando incontravano i raggi del sole si trasformavano in zaffiri luccicanti.

Quel giorno era scappato di casa, aveva rubato il portafoglio in cuoio nero di suo padre ed era partito per dio solo sa dove. Non conosceva il perchè della sua fuga, forse aveva solo voglia di fuggire, di scappare da quella monotona vita. Pensava che fosse un suo diritto, nessuno poteva dirgli cosa fare o cosa non, lui era libero di vivere a modo suo, era come un gatto randagio, senza padroni ne regole. Così aveva deciso di prendere il bus che portava nella vicina contea di Derry.

Arrivò a Derry più o meno alle sette e mezzo di sera, il sole era già tramontato. Quella sera non c'erano stelle nel cielo, solo la pallida luna piena risplendeva nell'oscurità della sera. Aveva fame ma non c'erano ne fast food ne ristoranti nei pressi, solo un piccolo motel alla sua destra, a poco più di 100 metri. Non avendo altre scelte si diresse verso quel motel. Si chiamava "Riven Glen Motel".

Quando entrò nel piccolo motel, un odore di urina e vomito gli entrò nel naso, per un secondo, pensò che avrebbe rimesso nella moquette verde del motel il pranzo della high school di Ludlow, ma riuscì a vincere quella sensazione.

<c'è qualcuno?> domandò John con un tono di voce alto e sicuro.

Ci vollerò un paio di secondi prima che qualcuno rispose.

<Arrivo subito!> gridò una voce femminile.

Helen Deepnau entrò nella reception e subito si accorse dei bellissimi occhi blu di John.

<Scusami per averti fatto aspettare, tesoro, stavo sistemando alcune cose nella sala da pranzo. Cosa posso fare per te?> disse Helen.

<Vorrei affittare una stanza per questa notte> rispose John.

<Certo, vuoi anche cenare?> domandò la receptionist.

<Si, grazie> rispose John.

<Hai un documento con te,tesoro?>

<No, è un problema?>

<Bhe...diciamo che dipende da te, se mi prometti di stare tranquillo e di non fare stupidaggini potrei anche chiudere un occhio.>

<Le prometto di stare tranquillo e di non fare stupidaggini> rispose un po' spazientito John.

<E va bene, tesoro, io sono Helen Deepnau, puoi dirmi il tuo nome?>

<John Clarton> sentenziò.

Helen annotò nel libretto i dati di John e rispose

<Sono 24 dollari, prego.>

John si infilò una mano nella tasca posteriore dei jeans neri ed estrasse il portafoglio di suo padre, quandò lo aprì, una sensazione di sgomento lo assalì. Il portafoglio era vuoto.

Rimase per qualche secondo a guardare il portafoglio vuoto, poi lo mostrò alla receptionist.

<Mi dispiace, caro ma ora devo ucciderti> disse Helen.

<Cosa ha detto?> domandò un po' spaventato John.

<Ho detto che ora devo ucciderti > rispose con voce stridula Helen.

Helen cominciò a trasformarsi: i suoi occhi castani caddero dalle orbite e una luce gialla cominciò ad pulsare dai due fori, la bella pelle rosa cominciò a spaccarsi, del sangue nero uscì dalle profonde lacerazioni. I lisci capelli castani presero fuoco e sparirono in pochi secondi, lasciando a nudo la testa bruciata e lacerata della receptionist. Il bel nasino di Helen si sciolse come del cioccolato che viene messo su un fuoco e dal foro lasciato uscirono dei vermi. Helen non era più la bella receptionist di prima, era diventata una massa informe di pelle bruciata ed ossa. John guardò incredulo, troppo spaventato per vomitare o scappare. Helen, o quel che ne rimaneva, cominciò a strillare, la sua bocca non aveva più ne labbra ne denti era solo un buco insanguinato con dei vermi che uscivano da quelli che dovevano essere i fori dei canini. Quello strillo così acuto svegliò John dalla sorta di trance in cui era entrato, fu solo allora che si voltò e cominciò a correre. La porta d' ingresso pareva allontanarsi ad ogni falcata di John. Il motel puzzolente non c'era più. John si trovava in una specie di tunnel ed era circondato dall'oscurità e solo in fondo a questa specie di tunnel c'era un luce bianca. John arrivò alla fine del tunnel ma continuò a correre e solo quando si sentì ad una distanza di sicurezza si girò per guardare. L'accogliente Riven Glen Motel non c'era più, al posto suo c'erano i folti boschi del Maine, solo allora fu sicuro di essere salvo. John si accorse di essere nel bel mezzo della strada che collega Derry a Ludlow.

Aggiornamento:

Si girò e si accorse che un'autocisterna si stava dirigendo a tutta velocità verso di lui. Provò a scostarsi ma non ci riuscì e chiuse gli occhi per la paura. Quando li riaprì si accorse di essere tutto integro e sentiva dietrò di se il rombo del motore del grande camion. Non capiva perchè non fosse stato schiacciato dal gigante di metallo, era confuso e spaventato. Ad un tratto udì un sospiro dietro di se, si voltò e capì subito.

John era morto e quello era l'inferno.

Aggiornamento 2:

DoppiaD perchè fa schifo? Se me lo dici posso migliorare e fare un po' meno schifo. Grazie ;)

Aggiornamento 3:

Ermione grazie del tuo commento, hai ragione, ho scritto un racconto troppo superficiale, non ho specificato che il protagonista era già morto prima ancora che prendesse il bus, e difatti alla fine non si capisce che quello che aveva appena visto era solo l'ingresso dell'inferno.

E' vero che avrei potuto scrivere di più ma ho scritto 3 pagine di tema e mi sembravano troppe per un compito. Grazie mille per il commento ;)

4 risposte

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  • 7 anni fa
    Risposta preferita

    Uhm sinceramente non mi convince tanto. Non perché è scritto male, anzi, solo sembra non andare da nessuna parte. Insomma...subito parti con il mostro. Non c'è suspence, c'è solo un'accozzaglia di cose che capitano la protagonista. L'horror non è far capitare tante cose brutte ad un personaggio, l'horror è molto di più, non deve spaventare e basta. Immagina una persona in una strada buia e all'improvviso sente un rumore e si vede dietro un killer con una motosega: l'immagine spaventa, ma è tutto qui, è come quei video-scherzo dove all'improvviso escono i mostri dal nulla.

    Ma se racconti invece di una persona che si trova in quella strada per un motivo, se descrivi il suo stato d'animo, i suoi sentimenti, se descrivi l'aria gelida, l'ombra quasi tangibile, un suono misterioso, se insomma crei qualcosa di concreto...e poi fai apparire il killer, tutto sarà diverso. Il personaggio sarà spaventato come nel primo esempio, ma con la differenza che avrai fatto battere il cuore anche al lettore. Insomma, tu hai scritto di questa tipa alla quale si squaglia la faccia: non mi ha spaventato, mi ha lasciato indifferente. Se invece avessi fatto apparire questo mostro dopo un po' sarebbe stato diverso. Per esempio il tuo protagonista poteva passare la notte in quel motel, poteva provare a lasciarlo ma scoprire di essere stato imprigionato e poi alla fine di una lunga tortura psicologica rendersi conto di avere davanti un VERO mostro. E invece così hai solo un racconto senza senso. L'autocisterna poi...che c'entra? Nulla secondo me. Avrebbe senso questo solo se fosse un sogno, ma a questo punto la storia diverrebbe banale. In sintesi: non ti dico di smettere di scrivere perché non sei male, ma impegnati sulla trama e sul modo di raccontare le cose.

  • Anonimo
    7 anni fa

    Bello ! A me gli horror non piacciono molto , perciò se dico che il tuo mi piace deve essere veramente bello ! Complimenti! :D

    Scusa se ho scritto un po' male , ma sono con il cellulare :P

  • 7 anni fa

    Bello

    Fonte/i: :)
  • 7 anni fa

    Fa schifo

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