Ma perché la gente diventa pedofile? A cosa serva diventarlo?

Un conto è seguire argomenti sulla pedofilia in TV, su casi lontani dalle nostre vite, un conto è seguirlo da vicino, si, perché dove vive mia sorella, in un condominio, è successo un caso di pedofilia. Un inquilino infatti ha abusato (pare eh, ma le voci sembrano vere), del figlio del padrone di casa del condominio. Una roba assurda, tant'è che il padre di quel bambino ha picchiato l'inquilino per la furia. Sembra che questa ipotesi sia vera, anche perché l'inquilino non è andato a denunciare il padre che lo ha picchiato. Allora mi chiedo, cosa spinge a questa gente di diventare pedofile? Cosa c'è di normale nel fare queste cose? Ma non si vergognano certa gente? E' una roba scandalosa, al giorno d'oggi ci sono casi di pedofilia E NESSUNO NE PARLA, ma soprattutto CI SONO I RAGAZZI CHE CI CASCANO IN QUESTE COSE, ma come si fa?

2 risposte

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  • 7 anni fa
    Risposta preferita

    Tema controverso su un comportamento sicuramente deprecabile se si pensa soprattutto a chi lo subisce e non ha consapevolezza o senso critico per difendersi o per non farsi manipolare.

    Che nessuno ne parli non è vero e che ci siano ragazzi che ci cascano può essere vero sino a un certo punto in quanto è appurato da alcuni studi che alcuni ragazzi minorenni scelgono di avere una relazione con chi poi abusa di loro. Il mondo della pornografia è sicuramente un grande bacino in cui si riversano situazioni di fragilità e di povertà (anche intellettiva) vissute da ragazzi e ragazze (quelle che poi saranno le future pornostar) che gli impresari del sesso (altrettanto poveri intellettivamente) conoscono molto bene.

    Sicuramente in chi abusa c'è qualcosa di anomalo. Qualcosa che non va.

    Chi compie l'abuso è nell'80% dei casi qualcuno che da piccolo ha già subito questo genere di comportamenti. Cerca di rivivere quello che ha vissuto riproponendo lo stesso atto nel tentativo di

    riaversi da un affronto subito, da un sopruso, da una violazione della propria libertà. Chi subisce violenza e poi non lo dice (per essere magari stato minacciato dallo stesso abusante) rischia poi di ritornare "sulla scena del delitto" per rivivere da grande quella situazione angosciante.

    I casi di pedofilia sono quelli che finiscono sulla stampa e che fanno clamore ma il fenomeno è tutt'altro che circoscritto.

    Nell'abusante c'è, come presupponi nella domanda, qualcosa di "normale". Cioè, il bisogno di sentirsi sicuro in un rapporto in cui chi abusa cerca attraverso la sessualità di proteggersi e di proteggere.

    C'è però qualcosa che non va. Chi abusa normalmente non instaura un rapporto "paritario" e la propria sessualità viene vissuta a spese dell'abusato. La dinamica che l'abusante voleva interrompere, in realtà, si perpetua.

    Chi abusa opta per delle strategie che tengono in poco conto i bisogni del minore e che alla fine si ripercuoteranno sempre su tutti e due. Usa in pratica un solo cervello, quello predatorio piuttosto che far funzionare quello che gli consentirebbe di trovare modi meno lesivi della libertà e dell'integrità di un bambino o di un ragazzo. Costui lo scambia per una figura protettiva, ma poi ci rimette.

    Chi abusa ha bisogno di ascolto per scegliere strategie meno distruttive, di comprensione per quello che ha subito e non troverà mai pace finché vivrà nella paura e nell'anonimato. Tormenterà gli altri col suo tormento finché non avrà ricevuto l'empatia che lo guarisce.

    E' una questione molto delicata che chiama in causa la responsabilità che tutti abbiamo di prenderci cura gli uni degli altri, anche dei nostri nemici o di chi commette "peccato". Siamo chiamati a fare un passo avanti per non continuare a perpetuare un sistema di giustizia medievale che mette alla gogna o al rogo i malfattori.

    Siamo chiamati in causa per lottare con tutti i mezzi possibili la vera piaga che alimenta questo fenomeno e che distrugge le relazioni, qualsiasi relazione affettiva: la pornografia (e non solo quella pedofilica). Solo andando contro gli interessi di chi abusa (impresari del sesso e chi autorizza la messa in rete dei siti), di chi abusa dicevo della fragilità delle persone (attori, comparse o videodipendenti) si può contribuire a creare uno spazio in cui chi vuole soddisfare la propria sessualità non trovi strada facile e a buon mercato verso la soddisfazione egoistica dei propri istinti.

    Allo stesso tempo, sarebbe utile lavorare affinché il rapporto con il fenomeno della sessualità venga vissuto in modo meno moralistico e più sul piano umano, per quello che è, creando più informazione presso i giovani sul fenomeno perché possano esserne consapevoli e mostrando loro cosa si nasconde dietro all'apparenza, dietro all'industria del divertimento sfrenato e del voglio tutto e subito. Sesso compreso.

  • 7 anni fa

    Purtroppo la pedofilità è una malattia mentale alla quale è difficile fermarsi. hai ragione è proprio una VERGOGNA..

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