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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaFilosofia · 7 anni fa

mi spiegate la trinità del filosofo plotino?

1 risposta

Classificazione
  • Matteo
    Lv 4
    7 anni fa
    Risposta preferita

    Plotino pone un livello di realtà più alto rispetto al mondo delle idee teorizzato da Platone, e lo identifica con l'Uno, inteso come l'unità suprema a cui tutto tende e da cui tutto deriva. L'Uno costituisce un principio assolutamente trascendente e non è definibile in base a nessuna delle cose particolari: se, in quanto origine di ogni altra realtà, esso può venire concepito come Dio, tuttavia di lui non si può sapere e dire nulla in termini positivi, ma si può soltanto negare che egli sia questo o quello. Nasce da qui quel filone del pensiero che è chiamato teologia negativa.

    L'Uno non è nemmeno omologabile al Dio della religione cristiana, già ampiamente diffusa al tempo di Plotino. Infatti egli non crea il mondo secondo un atto di libertà e di volontà, ma dall'Uno procedono diverse 'ipostasi', ovvero sostanze o livelli di realtà, secondo un processo di derivazione eterna, che può essere paragonata alla luce che si espande a partire da una fonte luminosa inesauribile. Questo processo, chiamato 'emanazione', implica che ogni ipostasi, a seconda del suo grado di lontananza dall'Uno, sia via via più povera di essere.

    IL RITORNO ALL'UNO

    L'anima umana, prigioniera del corpo, è in grado di riscattarsi dalla realtà sensibile e fare ritorno all'Uno, o Dio, attraverso un processo ascendente. Questo processo presuppone anzitutto la purificazione morale attraverso la pratica delle virtù della sapienza, della temperanza e della giustizia; oltre la purificazione mediante la virtù, sono necessari l'amore per la bellezza (per cui l'uomo, attraverso l'arte e in particolare la musica, si solleva al di sopra dell'armonia sensibile verso quella intelligibile, che è la bellezza stessa) e infine la filosofia, mediante cui si ha l'intuizione intellettuale del mondo intelligibile. L'anima dell'uomo è in grado, a questo punto, di raggiungere lo stato dell''estasi' (dal greco ékstasis 'uscita da sé'), che consiste nell'unione con l'Uno, o Dio. Si tratta di una condizione per cui l'uomo perde completamente la sua individualità e che può essere raggiunta solo raramente.

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