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Amicizie nella letteratura greca come quella tra Achille e Patroclo o come quella tra Gilgamesh ed Enkidu?

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    Lv 7
    8 anni fa
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    Oreste e Pilade

    Oreste era figlio di Agamennone re di Micene antica città della Grecia, a dieci chilometri da Argo sua residenza e di Clitennestra.

    Dopo l'assassinio del padre avvenuto per opera della sua sposa per istigazione del suo amante Egisto, ancora bambino è stato affidato dalla sorella Elettra allo zio Strofio, il quale lo allevò insieme a suo figlio Pilade, col quale crebbe e fu educato e poi divise ogni cosa, diventando inseparabili compagni di ogni impresa. Pilade e Oreste oltre a cugini sono diventati inseparabile amici.

    Quando Oreste si era fatto adulto è tornato a Micene con il suo amico Pilade per vendicare la morte del padre, e uccise la madre Clitennestra e anche l'amante Egisto, però è stata scoperta la congiura e lui è stato a sua volta condannato a morte. Ma qui gli è venuto in aiuto Pilade, che per salvare la vita all'amico ha preso la sua identità, è proprio con questo nobile gesto che la loro amicizia divenne proverbiale.

    La Focide, una regione montuosa della Grecia preserva da tempi antichi il ricordo che prendendo come testimone un Dio, la passione con la quale erano uniti Oreste e Pilade. Essi camminarono insieme attraverso la vita, insieme uccisero Clitennestra come fossero entrambi figli di Agamennone, ed anche Egisto fu ucciso da loro.

    Oreste che è stato perseguitato dalle divinità infernali, vendicatrici dei delitti di sangue, è stato costretto a recarsi a Atene per ottenere la purificazione dal tribunale supremo per mezzo all'intercessione della dea greca Atena. Di questo Pilade soffrì più dell'amico e gli rimase sempre a fianco anche quando fu condannato.

    Apollo che aveva predetto a Oreste che sarebbe guarito dal suo delirio se sarebbe venuto in possesso della statua di Artemide che si trovava nel Chersoneso taurico e se l'avesse portata in Attica. Pilade non abbandona Oreste e insieme si recano in Tauride Arrivati in Tauride per portare alla dea greca Atena la statua di Artemide, che veniva paragonata dai romani a Diana, ma vengono fatti prigionieri dagli indigeni che vogliono sacrificarli alla dea, perchè stranieri, secondo un rituale barbaro. Ma Oreste incontrò la sorella Ifigenia che era Sacerdotessa di Artemide, i due fratelli si riconoscono e Ifigenia ha pronto un piano d'azione, racconta al re Troante che i due giovani spaventati dalla morte si sono gettati ai piedi della statua di Artemide profanandola. E ora tocca a lei in quanto sacerdotessa purificarla. E ha saputo anche che i due hanno commesso un delitto di sangue e che quindi hanno bisogno di essere purificati, per evitare che l'ira degli dei ricada sulla Tauride.

    Il re acconsente e raduna un manipolo di uomini che accompagneranno Ifigenia e i due prigionieri con la statua al mare.

    Sulla riva Ifigenia ordina ai soldati di voltarsi per non guardare il rito di purificazione. I tre fuggono approfittando del momento portando con loro la statua e salpano con la nave di Oreste. Il re furioso sta preparando la sua flotta per inseguirli ,a Atena lo ferma. La dea gli rivela la volontà degli dei e al re non resta che ubbidire. Oreste, Pilade e Ifigenia fecero finalmente ritorno in Grecia.

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