collegare una cassa a una radio?

salve io dovrei collegare una cassa di quelle per hi fi da casa ad una radio che gia ne ha due integrate in pratica per aumentarne la potenza perche nel cantiere non si sente niente e ci vuole un altra cassa ...come devo procedere?

4 risposte

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  • 7 anni fa
    Risposta preferita

    Non ci vuole un'altra cassa ma solo una cassa che dia maggiore volume sonoro rispetto al piccolo e poco sensibile/efficiente altoparlante interno. Se colleghi un'altra cassa a quella o a quelle già esistenti abbassi l'impedenza con la conseguenza che il piccolo amplificatore della radio avrà difficoltà di erogazione rischiando di cuocersi per eccessivo calore. Se proprio vuoi provare devi aprire la radio, dissaldare o brutalmente tranciare i cavi che si collegano all'altoparlante e collegarli al cavo della cassa esterna. Le casse non hanno potenza ma al contrario convertono quella fornita dall'amplificatore in vibrazioni e quindi in suoni per una piccolissima parte, circa l'1%, e in calore, il 99%. Il calore viene indicato in Watt. Quindi per esempio una cassa da 10 W è una cassa che può smaltire 10 W di calore. Questo non rende il suono più o meno potente perchè questo parametro si chiama sensibilità/efficienza e si misura con i decibel !

  • ?
    Lv 4
    7 anni fa

    secondo me fai prima a comprare una cassa attiva (economica) e mediante cavo jack la colleghi all'uscita delle cuffie...fai prima e hai molta più potenza rispetto a questa cassa passiva che ci vuoi collegare sopra..

    Fonte/i: sono un dj
  • 7 anni fa

    Innanzitutto devi aprire con molta cautela la radio da dietro, individuare i fili di una delle due casse e collegarci a questi due fili, i fili della cassa esterna che vuoi aggiungere. Ma ti ripeto fai tutto con molta calma e cautela, perché certe volte si trovano incollati alcuni fili sul coperchio che levi.

  • Anonimo
    7 anni fa

    La Repubblica Democratica del Congo abbonda di risorse minerarie. In particolare la zona del Kivu, situata nella parte orientale, dispone di giacimenti ricchi a

    tal punto da rifornire tutti i mercati mondiali di oro, diamanti e coltan. Ma cos'è il coltan? E perché il Congo rimane, ancora oggi, uno dei paesi più poveri del

    mondo?

    Il coltan è una sabbia nera da cui viene estratto il tantalio, metallo fondamentale nell'industria della telefonia mobile e della componentistica dei computer.

    Circa l'80% del coltan che circola nel mondo viene estratto in Congo e smerciato in maniera del tutto illegale. L'intero territorio del Kivu, infatti, è in mano ai

    cosiddetti "Lords of war", i signori della guerra detentori di tutto il potere necessario per rendersi unici ed esclusivi interlocutori delle multinazionali

    interessate al commercio di coltan. A differenza del commercio di diamanti, per il quale esiste un protocollo regolativo volto a impedire che i profitti ricavati

    vadano a finanziare guerre civili, per il coltan non esiste nessun tipo di normativa internazionale, nonostante il progressivo e drammatico depauperamento sociale

    ed ecologico provocato dallo sfruttamento sregolato delle miniere. Basti pensare che le milizie dei paesi confinanti, Rwanda, Uganda e Burundi, ormai da anni

    presidiano i giacimenti, ricavandone ingenti guadagni. Guadagni sporchi di sangue, considerando che coloro i quali lavorano all'estrazione di coltan sono in gran

    parte bambini, rapiti e condannati alla vita di miniera per nove centesimi l'ora. Il coltan è inoltre carico di uranio, sostanza radioattiva che espone a

    patologie il cui decorso inevitabile è la morte prematura. Ma non solo: l'estrazione viene quasi sempre effettuata a mani nude, con conseguenti frane e incidenti

    quotidiani.

    Si calcola che la corsa all'accaparramento del coltan abbia portato circa undici milioni di morti e schiere di migliaia di bambini utilizzati, all'occorrenza, per combattere e lavorare nei giacimenti.

    E il numero, nella più totale indifferenza della comunità internazionale, è destinato a crescere.

    Si calcola che la corsa all'accaparramento del coltan abbia portato circa undici milioni di morti e schiere di migliaia di bambini utilizzati, all'occorrenza, per combattere e lavorare nei giacimenti. E il numero, nella più totale indifferenza della comunità internazionale, è destinato a crescere.

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