matteo ha chiesto in AmbienteAmbiente - Altro · 7 anni fa

quali sono gli elementi strutturali di un vulcano ?

2 risposte

Classificazione
  • 7 anni fa
    Risposta preferita

    Un vulcano può essere schematicamente definito come una frattura nella crosta terrestre da cui fuoriesce il magma. La parte esterna (la sola normalmente visibile) viene comunemente indicata con il nome di monte vulcanico, o edificio vulcanico. In realtà, il vulcano risulta formato da una camera magmatica, detta anche bacino o serbatoio magmatico, situata in genere a qualche chilometro di profondità e in cui è presente il magma proveniente dagli strati più profondi della crosta terrestre o dal mantello, e da un condotto vulcanico, detto anche camino vulcanico, attraverso il quale il magma risale verso la superficie e che termina con il cratere, un'apertura dalla quale fuoriesce il magma. I vulcani, che possono essere subaerei, se si trovano sui continenti, o sottomarini , se si trovano sui fondali marini, in base alla collocazione del condotto vulcanico possono essere classificati in vulcani centrali e vulcani lineari.

    I vulcani centrali sono alimentati da un condotto vulcanico di forma pressappoco cilindrica, che culmina in un cratere centrale, dotato eventualmente di ramificazioni che terminano con crateri laterali. A seconda delle modalità delle eruzioni, che a loro volta dipendono dalla composizione del magma, possono formarsi edifici vulcanici morfologicamente diversi .

    I vulcani lineari sono provvisti di una serie di condotti allineati lungo una frattura della crosta terrestre: le spaccature penetrano profondamente nell'interno della Terra e permettono la risalita del magma. Ne sono un esempio i vulcani di tipo islandese, in cui manca un vero e proprio monte vulcanico, poiché i vulcani emettono contemporaneamente più colate laviche che formano un unico espandimento: la lava, molto fluida, fuoriesce da fessure lunghe e strette, si espande su vaste superfici e forma strutture tabulari, dette plateaux basaltici (come quelli che si possono osservare in India, nella regione del Dekkan o in Sud America, attorno al Rio Paranà).

    Le depressioni vulcaniche

    Gli edifici vulcanici possono essere coinvolti in eruzioni tanto violente da provocare il crollo delle pareti del cratere e formare così delle depressioni vulcaniche, dette caldere e diatremi.

    Le caldere sono depressioni con pareti ripide e fondo piatto, che si formano in seguito al crollo, improvviso o graduale, della parte sommitale del monte vulcanico dovuto allo svuotamento quasi completo del serbatoio magmatico in seguito a un'eruzione; se successivamente, in seguito alla ripresa dell'attività vulcanica, si forma all'interno della caldera un nuovo edificio vulcanico, l'intera struttura è detta vulcano a recinto (come, per esempio, il Vesuvio, in cui l'attuale cono vulcanico si trova all'interno di una caldera formatasi per il crollo del vecchio Monte Somma, durante la disastrosa eruzione del 79 d.C. che distrusse Ercolano e Pompei). Le caldere possono essere occupate da laghi, che per tale motivo si dicono di origine vulcanica (fra questi ricordiamo i laghi di Vico e di Bracciano, nel Lazio).

    I diatremi sono depressioni vulcaniche a forma d'imbuto, riempite di breccia, roccia formata dalla cementazione di materiali provenienti dalla camera magmatica che, durante eruzioni di tipo esplosivo, i gas vulcanici hanno strappato dalla crosta profonda e trasportato, depositandoli, nel condotto vulcanico (esempi di diatremi sono gli "imbuti", o camini diamantiferi, di Kimberley, in Sudafrica).

  • 7 anni fa

    Un vulcano è formato da una struttura non visibile, interna alla crosta (comprendente camera magmatica, condotti magmatici,...) e una struttura visibile esterna formata dal rilievo vulcanico. Più comunemente con il termine vulcano ci si riferisce solo alla parte esterna e visibile dell'apparato vulcanico ossia proprio al rilievo, più o meno conico, formato dall'accumulo di tutti quei materiali liquidi, solidi o gassosi, che sono stati emessi dai crateri durante le varie fasi eruttive del vulcano stesso. Più in generale sono vulcani tutte le discontinuità nella crosta terrestre attraverso le quali, con manifestazioni varie, si fanno strada i prodotti dell'attività magmatica endogena: polveri, gas, vapori e materiali fusi solidi (vulcanismo).

    La fuoriuscita di materiale è detta eruzione e i materiali eruttati sono lava, cenere, lapilli, gas, scorie varie e vapore acqueo. Le masse di rocce che formano un vulcano vengono chiamate rocce ignee, poiché derivano dal raffreddamento di un magma risalito dall'interno della Terra. La forma e l'altezza di un vulcano dipendono da vari fattori tra cui l'età del vulcano, il tipo di attività eruttiva, la tipologia di magma emesso e le caratteristiche della struttura vulcanica sottostante al rilievo vulcanico. Sulla superficie terrestre il 90% dei vulcani sono sottomarini (in gran parte situati lungo le dorsali medio oceaniche) mentre circa 1500 sono quelli oggi attivi sulle terre emerse.

    Nell'astenosfera e nella crosta terrestre, in seguito ai processi tettonici, si creano grosse masse magmatiche a causa delle forze tettoniche, degli attriti e dei conseguenti livelli di pressione e temperatura. Tali fattori rappresentano poi anche le cause stesse della risalita e fuoriuscita di magma sulla superficie terrestre dando vita alle eruzioni e ai vulcani stessi.

    Ciò che è comunemente chiamato vulcano, nella terminologia tecnica è definito edificio vulcanico o cono vulcanico, ma siccome il termine più usato è vulcano, l'edificio vulcanico molto spesso è chiamato così anche in geologia.

    I vulcani testimoniano l'esistenza, nelle zone profonde della litosfera, di masse fuse silicatiche naturali dette magmi.

    Un generico vulcano è formato da:

    una camera magmatica, ovvero il serbatoio sotterraneo nel quale è presente il magma che alimenta il vulcano.

    un camino o condotto vulcanico principale, luogo di transito del magma dalla camera magmatica verso la superficie.

    un cratere o bocca sommitale, dove sgorga il condotto principale.

    uno o più condotti secondari, i quali, sgorgando dai fianchi del vulcano o dalla stessa base, danno vita a dei coni e crateri secondari.

    delle fessure laterali, fratture longitudinali sul fianco del vulcano, provocate dalla pressione del magma. Esse permettono la fuoriuscita di lava sotto forma di eruzione fessurale.

    Il camino non è necessariamente situato geograficamente sulla perpendicolare della faglia da cui affluisce il magma, dato che il condotto può essere anche a percorso trasversale (anzi solitamente lo è, eccetto che negli hot spot), un vulcano può essere il camino di una faglia situata a parecchi chilometri di distanza in linea d'aria. È il caso del Vesuvio, la cui faglia passa circa 40 Km più ad est.

    Fonte/i: wikipedia
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