porco ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 7 anni fa

Racconto sull'amore non troppo difficile!?!?

Racconta in un breve testo un episodio,reale o di fantasia ,che dimostri come l'amore (non necessariamente il sentimento che unisce 2 "amanti" ,ma anche quello che lega genitore e figli ,fratelli ,amici ecc..)sia in grado di far compiere gesti nobili e coraggiosi. HELP MEEE!!!!!

1 risposta

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  • 7 anni fa
    Risposta preferita

    Gli eroi non sono solo coloro che rischiano la vita per salvare gli altri, ma anche quelli che, senza clamore, si spendono giorno per giorno per permettere ad altri di sopravvivere.

    E' dal 2003 che non faccio le ferie, da quando, cioè, mio padre è stato colpito da aneurisma cerebrale. A marzo di quest’anno è morta mia madre e adesso sono solo, insieme con la mia meravigliosa moglie, a gestire questa situazione. Ho 40 anni, la mia vita è cambiata totalmente; però non mi lamento, perché la famiglia è un valore inestimabile. Chi mi circonda si prodiga nel dare "saggi" consigli: mi indica indirizzi dove ricoverare mio padre, mi suggerisce di trovargli una dama di compagnia, mi consiglia di ritornare a lavorare, di avere una vita sociale normale, di recuperare le mie amicizie, di andare in ferie...

    Nessuno che si renda conto che abbiamo il dovere di contraccambiare l’amore che abbiamo ricevuto dai genitori, loro ci hanno dato la vita e le basi per costruire il nostro futuro e per diventare adulti. E, da adulti, dobbiamo affrontare le nostre responsabilità, non fuggire da esse.

    Mio padre è gravemente ammalato, dipende da me per ogni funzione fisica. Passa la sua vita tra il letto e il divano perché la sua parte sinistra è paralizzata. Ha avuto due trombosi, è disfagico. Ogni quindici giorni, anche se l’appartamento è climatizzato, si ammala di bronchite, che viene curata con terapie antibiotiche che gli scompensano la flora batterica intestinale e urinaria. Non può bere o alimentarsi se non con preparati addensati che faccio io stesso perché il male che l’ha colpito alla testa non gli dà il comando per aprire e chiudere la glottide. Cibi troppo liquidi rischiano di soffocarlo.

    Lo so che non potrà vivere a lungo ed è per questo che voglio godermi ogni istante della sua giornata. Voglio vivere accanto alla sua sofferenza, piuttosto che invecchiare con rimpianti e rimorsi. Mentalmente è lucido (tranne qualche momento), ed è un piacere ascoltare i racconti della sua vita, i sacrifici che ha fatto per raggiungere i suoi piccoli successi. Sono solo a gestirlo, io e il sollevatore, un attrezzo meccanico che mi aiuta per i suoi spostamenti.

    Non sono mai stato portato a fare l’infermiere, ma si fa di necessità virtù. Ho imparato a fare le iniezioni, a cambiare le flebo. Non sono coraggioso, sono sensibile. In certe situazioni qualche angelo da lassù mi guida e mi fa affrontare qualsiasi "prova": gestire i cambi quotidiani per incontinenza (qualche anno fa avrei detto: «che schifo! Per un bimbo, ancora ancora, ma cambiare un anziano...»). Invece eccomi qui, a fare quello che è giusto.

    Mio padre è felice che io mi prenda cura di lui. Non so quante volte mi ringrazia al giorno. Per me accudire un malato non è solo nutrirlo e accudirlo, ma rassicurarlo, aiutarlo moralmente e psicologicamente, non fargli mai capire che la sua vita è a un punto di non ritorno. Nonostante tutto, nella mia casa si respira aria di positività, di gioia per le piccole cose e per i gesti d’affetto quotidiani, grazie a lui e la mamma che mi hanno insegnato i veri valori della vita.

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