Perché un ateo dovrebbe dirsi "umanista", o cmq dire di rispettare l'essere umano?

Per un ateo l'uomo è un animale come potrebbe esserlo un altro (e né gli umani, né gli atei, si sono mai distinti per volere particolarmente bene agli animali in quanto tali). Gli atei più semplici si fermano a questo step e fanno derivare persino gusti, abitudini e pensieri da reazioni biochimiche (e non vedo in che modo possa intenerirmi, se almanco interessarmi, una reazione biochimica). Lo step ateo successivo ammette per l'uomo un universo culturale (ci potrebbe essere uno step intermedio con gli automatismi psicologici, il discorso non cambia). Però anche qui, obiettivamente, possiamo dire che la cultura è il frutto di un'evoluzione di concetti precedenti, di meme che si ricombinano: niente di speciale se considerato a livello puntuale. Tra 1000 anni diranno che tutti gli Europei pensavano nello stesso modo, e non si avrà un rispetto particolarmente più acuto di quanto noi possiamo avere per la cultura del 1013. Forse un ateo può dire "mi trovo -più o meno per caso- nella situazione culturale di filantropia", consapevole del fatto che se una guerra fosse andata per il verso sbagliato non sarebbe stato così tanto filantropo. E se ci sarà domani una guerra? Posso dire di voler bene a qualcuno ma che se succede qualcosa non gli voglio più bene affatto?

Aggiornamento:

@Alexander: perché le sue basi (che ho elencato) non lo portano in quella direzione. Potrebbe ritrovarcisi per caso, questo sì, ma come ci si ritrova così se ne può uscire.

@yanaire: grazie per lo sforzo, ma rileggi cmq la domanda. Sono una persona che ha studiato, conosco le parole che uso. Tu dici che "ami il tuo prossimo", ma questa è una massima (anche sintatticamente) cristiana nella quale tu atea ti ritrovi più o meno per caso (ultima parte del mio discorso). Se il cristianesimo fosse dimenticato, l'ateismo avrebbe ancora le caratteristiche che gli attribuisci?

@EL, l'ispirazione è un po' lunga, ma sono contenta che tu abbia risposto. Non so se gli esempi che porti siano applicabili. Da un pdv ateo, cosa sarebbe questa "fratellanza"? Un istinto di sopravvivenza? Allora cesserà d'essere davanti a chi mette a rischio la tua sopravvivenza (o il tuo benessere). Per quanto riguarda invece l'antropocentrismo di Sartre, come lo distingui dall

Aggiornamento 2:

dall'egoismo?

@Silvia: grazie per la risposta. Mi pare di capire che sei d'accordo al 100% con quanto ho scritto.

@Saddam XVI: non è che hai torto ma potevi impegnarti di più nello spiegare le tue ragioni.

Aggiornamento 3:

@Gabriele333: te la rispiego così non frigni. Tu sei nello step 1 (o 1,5) di quelli che ho descritto. Infatti dici che provi empatia per l'essere umano perché Wilson dimostra che nei gruppi animali blablabla. Dunque nemmeno per te l'ateo aiuta "perché vuole farlo", ma in quanto soggetto a un automatismo psicologico (o biochimico, come vuoi metterla). Dunque non basta per dire che "ama il suo prossimo", perché davanti a un altro stimolo psicologico (o biochimico) non amerà più il suo prossimo. Dunque l'ateo può, per combinazione "trovarsi ad amare l'essere umano", ma il suo sistema di pensiero, di fatto, non contempla questo obiettivo.

Aggiornamento 4:

@Silvia: perché? Dire che il lato spirituale non è intaccato dalla visione materialistica non è una visione atea, perché per un ateo non esiste proprio il lato spirituale. Dire che non ti identifichi nel tuo DNA (= nei tuoi meccanismi biologici, ma sarebbe lo stesso considerare quelli psicologici o culturali) significa che rifiuti la definizione atea (a-metafisica) di uomo. Non darti pena delle possibilità di essere una serial killer o meno significa esattamente "ritrovarsi casualmente in una situazione". Quindi l'ateo non può dire di avere un sistema che lo porta alla filantropia più di quanto un buddista non possa dire di poter volare (ma solo quando prende l'aereo).

Aggiornamento 5:

@Tafazzi: hai ragione sul mio lapsus "umani" e "atei", ma questo non inficia il mio ragionamento. Spiegami in che modo invece il tuo amare gli animali (come Hitler o Giacomo HD) sia indice di una filantropia sistemica e non invece accidentale.

@Ulysses: grazie per la risposta. Hai sviluppato moltissimo la parte che riguarda la tua filosofia, ma la primissima frase del tuo discorso (che risponde alla mia domanda) è rimasta un po' là.

@Gabriele333: non ho risposto a nessuno a riguardo dei sistemi dei credenti. Altrimenti avrei potuto tranquillamente accusarti di xenofobia. Il "discrimine biosociologico" richiede forse una nuova domanda.

Aggiornamento 6:

@Tafazzi: hai ragione sul mio lapsus "umani" e "atei", ma questo non inficia il mio ragionamento. Spiegami in che modo invece il tuo amare gli animali (come Hitler o Giacomo HD) sia indice di una filantropia sistemica e non invece accidentale.

@Ulysses: grazie per la risposta. Hai sviluppato moltissimo la parte che riguarda la tua filosofia, ma la primissima frase del tuo discorso (che risponde alla mia domanda) è rimasta un po' là.

@Gabriele333: non ho risposto a nessuno a riguardo dei sistemi dei credenti. Altrimenti avrei potuto tranquillamente accusarti di xenofobia. Il "discrimine biosociologico" richiede forse una nuova domanda.

18 risposte

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    Ciao Laura, mi limito a dire di me, ATEO per la mancanza della fede.

    e CON CIO'??, - figurati che sostengo, PRIMO, che il Cattolico non possiede il Senso d'una profondità religiosa come quella d'un Cristiano non cattolico (pensieri ripresi e condivisi da un Carmelo Bene che dice, con la sua solita aria provocatoria, che “un Cattolico non può essere un Cristiano”). e , SECONDO, che Religiosità è cosa diversa anche dall'esser credente in una religione e anche nel Dio d'una religione. (S'è parlato d'una religiosità di Leopardi, per esempio. E potrei aggiungere, senza cercare nomi altisonanti d'illustri pensatori, del regista Ingmar Bergman. Che sente come pochi altri il 'Silenzio' d'un Dio, E naturalmente la drammaticità d'una tale mancanza). Per ora mi fermo qui, Ciao

    @@, approfondendo il senso del tuo discorso, l'esempio di Leopardi sembra perfetto (ricorderai la sollecitazione a una sorta di fratellanza umana, o almeno d'umana solidarietà derivante dalla comune condizione d'infelicità dell'esser nel mondo). Ma perfino Sartre scrisse il famoso 'manifesto' dell'esistenzialismo francese col suo “L'esistenzialismo è un umanismo'. PERO' condivido, se anche questo è nel pentolone, la fissazione dell'ateo coi 'magnifici tempi e progressivi'. L'ateo è, normalmente, convinto d'un progresso della civiltà, e anche la banale purtroppo comune affermazione 'Siamo nel 2013' contiene una sottintesa persuasione di superiorità sul passato, ignara che tra un migliaio d'anni, se l'umanità ci arriva, si guarderà a questo 2013 peggio di come oggi si guarda al 1013. (Ma hai avuto qualche ispirazione, per questa domanda?.), ,Ciao, Laurè!

    @@LAURA, è la Religione l'Esponente MASSIMA dell'individualismo e della Soggettività personale come FINALITA' ULTIMA di OGNI vita umana. E' proprio, invece e al contrario, di una vera Coscienza Morale, farsi carico di una Solitudine drammatica del singolo sulla terra, e quindi di una comunanza e solidarietà di fronte alla sorte comune. E' la generosa, e lucidamente consapevole, visione d'un Leopardi. (Su Sartre, vabbbè sorvoliamo.. -+)

  • Anonimo
    7 anni fa

    Tipici discorsi da suoretta che per un qualche motivo odia gli atei. Il fatto che un sentimento non sia altro c'è la proiezione di uno stimolo biologico non vuol dire che non esista. Io provo amore, sofferenza, empatia come qualsiasi altro umano, solo che non sono così ingenuo da attribuirgli le vostre superstizioni e magie. I credenti si comportano bene per avere il contentino in paradiso, infatti aiutano all'unica condizione prepotente di convertire, mentre l'ateo aiuta perché vuole farlo e non perché ambisce al giudizio positivo divino.

    Si vede da lontano che non hai idea di chi sia Wilson, altrimenti questi sfoghi pregni di ignoranza non sarebbero così gratuiti. Ti consiglio di leggere qualche saggio sulla sociologia animale, e dunque anche umana. Come sempre non sai non per cattiveria, ma per ignoranza.

    Ps , I musulmani sono tanto religiosi quano te e anche più convinti di Dio. Ti sembrano così umanisti? Cadi sempre più in basso.

    @ Vedi? Sei la detrattrice di te stessa. Il fatto che un ateo ami per motivi biosociologici è un fattore discriminante nei confronti dell'azione? No. Il credente ''ama'' solo perché pensa che sia l'ordine di uno stregone astrale e lo fa perché ambisce al paradiso (o almeno questa è la sua convinzione). E ho notato che non hai fatto cosa alla cosa dei musulmani... eppure sono così religiosi. Brava, cristianuccia DOC, censurare lo scomodo e portare avanti il comodo.

  • Silvia
    Lv 7
    7 anni fa

    Semplicemente perché non sei in grado di comprendere le reazioni biochimiche e gli impulsi elettrici che passano attraverso il nostro sistema nervoso.

    Nemmeno io ero in grado di concepire l'evoluzione, prima che mi spiegassero per bene in cosa consiste, perché continuavo a vedere cose apparentemente incoerente, dovute unicamente alla mia ignoranza.

    Però sappi che una reazione biochimica, può essere causa della depressione, un'altra può essere causa di euforia...se così non fosse, il prozac -tanto per fare un esempio- non avrebbe senso di esistere, o come ti spieghi perché malattie neurologiche sono in grado di creare instabilità nell'umore e nei sentimenti?

    Io temo, invece, che la gente abbia paura a vedere l'uomo come pura carne, dove anche i pensieri e le emozioni abbiano una base fisica, perché vedono in questo una specie di perdita. Forse una perdita della spiritualità, se l'amore è chimica, non avrebbe più senso, non potrebbe nemmeno essere definito amore. E invece non penso che debba essere per forza così. Per me non toglierebbe nulla al lato "spirituale", seppur lo chiami "spirituale" in senso lato. Continuerei a vederlo "magico", perché effettivamente per me la materia è magica e questo modo di interagire pure lo è.

    Sono consapevole che io non sono il mio DNA, la mia base è data dal DNA, ma il mio genoma non comprende solo i geni e mi permette una grande versatilità, variabilità, che mi consente una gamma di azioni e adattamenti diversi nei confronti del mondo che mi circonda. Io, nella mia personalità, sono anche ciò che sperimento, ciò che imparo, ciò che ricordo e tra tutte queste variabili, sono persino in grado di scegliere. Utilizzo mezzi materiali, sì, ma proprio per questo lo vedo ancor più affascinante!!

    Nemmeno ci vivo male con l'idea che se fossi nata in un altro luogo, avessi conosciuto altre persone via dicendo, la Silvia di ora non potrebbe esistere. Ma ci spreco poco tempo a pensarci (l'ho già fatto in passato e mi son messa il cuore in pace), semplicemente perché non vivo di "se" e "ma", bensì vivo "qui" e "ora". Non posso sapere cosa sarebbe stato o cosa sarà, so solo (forse anche in modo un po' approssimativo) cosa sono ora e cerco di viverlo al meglio.

    Dopo tutto, domani non so nemmeno se continuerò ad amare lo stesso ragazzo che ora amo, per quanto ora mi paia una cosa che debba durare in eterno, non per questo intendo interrompere questa relazione o inizierò a viverla male pensando che potrebbe finire male. Non possiamo lasciarci turbare eccessivamente da questi pensieri che, tra l'altro, non hanno alcun fondamento: ci lasceremmo turbare semplicemente da scenari che non esistono e che forse nemmeno esisteranno, dimenticano il presente che è vivo e scottante. Forse, fossi nata in un'altra famiglia, sarei diventata un serial killer, forse lo diventerò, ma non lo sono, ora sto bene e mi godrò questo benessere. :)

    E se i posteri pure vedranno in me una troglodita, sarò comunque uno di quei gradini più in basso che ha permesso loro di trovarsi in una scala tanto alta.

    Se riusciranno veramente a raggiungere tali altezze, saranno in grado di comprendere questo, di rispettarmi come io rispetto i miei antenati, e saranno consapevoli come lo sono io, che pure loro, in un futuro ancora più lontano, saranno i gradini un po' più in basso di una scala sempre più alta. Saranno in grado di vedere come geniali erano gli Europei del 2013 per il loro tempo, così privi delle tecnologie del 3013, ma tanto in gamba da arrivare a simili livelli di sapere, così come noi siamo in grado di riconoscere la genialità di Aristotele in rapporto al proprio tempo, pur nella sua grossa ignoranza e i suoi enormi errori.

    Se non saranno in grado di capire questo, saranno costretti a cadere un po' per poi risalire da capo, quindi non saranno molto superiori all'uomo d'oggi.

    @Tafazzi, e che ci vuoi fa'? Quando si dice che ognuno vede solo quel che vuole vedere....

    C'è chi, pur di vedere quel che vuole, è disposto a stravolgere la realtà delle cose, per adattarle al proprio pensiero :)

    Fonte/i: @Laura, allora non hai capito una mazza :) @Non mi identifico col DNA perché, BIOLOGICAMENTE PARLANDO, il DNA non mi può dire chi o cosa sarò, il mio DNA al massimo si esprime in POTENZIALITÀ: mi dice chi o cosa posso essere. La mia forma fisica e mentale è influenzata anche dall'ambiente che mi circonda a cui io posso rispondere in diverse maniere: il DNA mi permette di avere una vasta gamma di possibili risposte ad una stessa circostanza, come mi permette di cambiare ed adattarmi all'ambiente che mi circonda. Per questo non mi identifico col DNA, perché so che il DNA da solo non determina ciò che io sono e sarò....per quanto lo influenzi. Non vedo perché la spiritualità, come il pensiero e i sentimenti, debbano essere cose slegate dalla mia biologia, così come non sono slegati dal mondo che mi circonda.
  • 7 anni fa

    il fatto che hai studiato non esclude che tu abbia una mente contorta (o distorta?. il che non è strano dato che evidentemente sei credente.). Il tuo (s)ragionamento è fondato su un concetto di base che è una tua personale presunzione.

    INFATTI

    (e né gli umani, né gli atei, si sono mai distinti per volere particolarmente bene agli animali in quanto tali)

    Dove hai presto questa idea balorda?

    Gli uomini appartengono indiscutibilmente al regno animale (mammiferi) che siano credenti o non credenti. Quindi la distinzione tra uomini e atei è veramente ridicola e non ha niente di scientifico

    E poi, ci sono uomini che amano gli animali e altri che non li amano, indipendentemente dall'essere credenti o no

    Peraltro io, che mi occupo di animali randagi, e non sono credente, posso testimoniare che quando si tratta di recuperare animali in difficoltà i più bastardi e restii a dare una mano sono proprio i preti e le suore.

    Comunque io, che amo gli animali, non amo affatto il mio prossimo che in genere, salvo qualche rara eccezione, considero una rottura di scatole. Questo fa di me un animale? Magari! Non mi offende essere considerato un animale, ma mi disgusterebbe essere considerato un umano se, per essere tale, devo essere come te.

    Studia meno e prova a ragionare senza pregiudizi e preconcetti, così forse eviterai di scrivere queste scemenze

    @Silvia

    Infatti questa pseudo saccente richiedente ha capito l'esatto contrario di quello che hai scritto, il che la dice lunga sul suo livello intellettivo.

    @ il tuo lapsus (umani/atei) è assai significativo ed evidenzia, nonostante la tua sbandierata pseudoerudizione, la tua mentalità piccola e bigotta.

    Io non mi sono mai chiesto perché amo gli animali e molto meno il genere umano. E non vedo il motivo di chiedermelo adesso. Non ho nemmeno bisogno di ricorrere a fumose elucubrazioni per cercare di confondere gli altri per sostenere le mie idee. Io vivo bene in pace con me stesso e gli altri e non ho alcun bisogno di farmi le se-ghe mentali che ti fai tu né di farvi ricorso

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  • 7 anni fa

    ma dove le leggete certe idiozie?????? ma chi l'ha detto che gli atei considerano gli umani animali e che non rispettano l'essere umano???? il rispetto non ha nulla a che vedere col credere in dio o no...non so davvero cosa pensare di colui che crede in queste sciocchezze....per non parlare del fatto che ti sei talmente concentrato sull'infilare piu paroloni possibili che non ti sei nemmeno accorto di non aver detto proprio nulla.....la guerra,la filantropia,situazioni culturali...non hai detto niente di niente....e per tua informazione gli atei sono molto molto molto piu rispettosi ed altruisti dei credenti e ti spiego anche il perche'...un credente fa del bene,prega,va in chiesa ecc solo perche' pensa che cosi avra' in cambio la vita eterna in paradiso...mentre tutto quello che fa chi non crede in dio,lo fa perche' e' giusto farlo,perche' vuole che il prossimo stia bene,ogni aiuto da parte di un ateo,e' totalmente incondizionato,totalmente DISINTERESSATO lo stesso non si puo dire dei credenti,che hanno sempre un secondo fine,avere qualcosa in cambio.....se noti non ho parlato di rispetto,perche' a parte un gruppo che non ha nessun rispetto per l'individuo che si trova davanti,tutti i credenti,non hanno rispetto perche' giudicano chi non la pensa come loro,e non lo giudica soltanto,ma lo manda anche all'inferno,a chiunque creda in un dio diverso dal suo,ma puntano il dito e giudicano anche chi ha gusti sessuali diversi dai loro,questo non e' rispetto,no no no no .....io amo il mio prossimo,ovunque mi ritrovo una persona che mi chiede una mano,io la aiuto sin dove mi e' possibile..e se lo faccio non e perche' penso che cosi andro' in paradiso,ma lo faccio perche' mi fa piacere farlo,lo faccio perche' so che viviamo tutti nello stesso pianeta,respiriamo la stessa aria,mangiamo,camminiamo nello stesso modo ,perche' non dovremmo aiutare chi ne ha bisogno???perche' voltare le spalle a qualcuno solo perche' ha idee diverse dalle tue o solo perche' crede in un dio diverso??? credo che molte persone debbano farsi un esame di coscienza e chiedersi che cosa sia piu giusto,chiedersi se vale la pena giudicare un omosessuale senza pensare che e' comunque una persona uguale a noi,e tutto quello che di diverso fanno o pensano gli altri,non ci deve importare e non deve assolutamente condizionare il nostro comportamento verso di loro o il nostro interesse personale verso di loro o tanto meno il nostro giudizio dal momento che questi pensieri diversi dai nostri,non ci toccano minimamente,non cambiano le nostre vite ne in meglio ne in peggio e non cambiano nemmeno i nostri pensieri,quindi chi se ne frega se il mio vicino e' gay o musulmano o nero ecc.....l'importante e' che si comporti con rispetto verso chi lo circonda....

  • Anonimo
    7 anni fa

    Io sono ateo ho 2 gatti e voglio loro del bene...

    Per favore evitiamo di dire delle cazzate che oggi non hi proprio pazienza

  • Anonimo
    7 anni fa

    Non vedo perché definirmi umanista, non ne avrei bisogno per esserlo.

    E così anche per mostrare rispetto, mi basta metterlo in pratica, non ho bisogno di mettere manifesti sui muri per farlo notare a tutti.

    Così come non ho bisogno di un libro dove ci dovrebbe essere scritto di farlo, mi basta farlo.

  • Sasha
    Lv 6
    7 anni fa

    Perché non dovrebbe farlo?

  • 7 anni fa

    Ma ti sei bevuta il cervello? Piccola sbruffoncella crociate, caccia alle streghe,schiavitù (contemplata nella bibbia, si il vostro caro testo sacro contempla la schiavitù) e mille altre nefandezze sono opera di voi agnellini seguaci di cristo. Ora che hai fatto la tua bella figura di ***** torna a giocare con le bambole.

  • l'evoluzione culturale dell'uomo ha portato alla comprensione del fatto che la vita (umana ed animale) va rispettata a prescindere dai dettami religiosi, che anzi spesso hanno portato le persone a commettere atrocità convinte di guadagnarsi il paradiso facendo così. quindi direi che da questo punto di vista si possa parlare di una grande conquista dell'umanesimo, che (ritengo importante chiarirlo) di per sé non è esclusivamente ateo. non capisco perché il non credere in Dio dovrebbe portare qualcuno a ritenersi superiore all'etica, anzi, forse proprio il fatto di non avere una "guida" porta le persone ad interrogarsi seriamente sul significato di questo concetto.

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