Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 7 anni fa

Che ne pensate di questo breve racconto ''Horror'' che ho fatto? ^^?

Premetto che è stata la mia padroncina ad ordinarmi di metterlo qui *----*

Eccolo *---*

GOCCE D’ACQUA

La pioggia batte lentamente sul vetro della finestra.

Ogni goccia cola verso il basso, si assembla ad un’altra e a un’altra ancora fino a formare dei complessi disegni, arabeschi imperfetti che si perdono nell’oscurità della notte. O almeno credo sia notte. Fuori regna l’oscurità, ma potrebbe anche essere colpa delle nuvole. All’interno dell’appartamento le luci sono spente e solo con grande sforzo riesco a scorgere l’orologio. Le undici. Non so di che giorno, mese o anno. Forse ho dimenticato anche chi sono. Senza sapere cosa fare continuo a girare per le desolate stanze della casa. Intravedo un divano nella penombra di quello che sembra il soggiorno, e mi ci siedo sprofondando quasi subito. La pioggia ha smesso di battere e io rimango lì fermo e muto,aspettando qualcosa che non so. Dalla finestra scende una bianca luce soffusa che inizia a rischiarare la stanza. Ma tu guarda,allora è davvero notte. Il tavolino al centro della sala è illuminato per metà e così riesco a vedere una foto. Una foto di lei. Non posso certo dire che i freddi lineamenti di quell’immagine me l’abbiano riportata alla mente, dato che lei è il mio unico pensiero. Da sempre. Non so se sia stato per i capelli riccioluti, lo sguardo ammaliante o la bocca voluttuosa, ma era riuscita a penetrare nella mia anima. Ora riesco a vederla nel buio, sento il candido tocco della sua mano sulla mia, ne percepisco la tenerezza. Le sue dita iniziano a disegnare un cerchio sulla mia mano e così mi convinco ad alzarmi e la stringo. Non voglio perderla. Restiamo lì, abbracciati nel chiarore lunare come due adolescenti e credo di non aver mai provato un simile calore. Lentamente, quasi per non spezzare quella magica atmosfera, avvicino le mie labbra alle sue. Posso percepirne il caldo respiro, il battito del cuore. Mi sveglio. La foto è sempre lì, sono ancora seduto sulla poltrona e la stanza è sempre buia. Una lacrima mi solca la guancia destra. La scaccio e mi dirigo in camera da letto senza guardare l’orologio. Comincio a sentire il flebile rumore di alcune gocce d’acqua, segnale sicuro che sta per ricominciare a piovere. Dopo vari tentativi riesco a trovare un giaciglio e mi distendo. Non avrei mai creduto che un letto potesse apparire così immenso. Mi giro di lato e stringo i pugni: tutto ciò è così dannatamente surreale. Perche sono rimasto solo all’improvviso? Cosa ho mai fatto di tanto orribile? Sento la rabbia infiammarmi il viso e poi, come un fiume in piena, un ondata di impotenza mi travolge. Cerco di calmarmi e a riflettere. Io e lei non avevamo mai avuto problemi,almeno per quanto ricordi. Ero sempre stato dolce e paziente con lei, ma forse sto dimenticando qualcosa di importante. Vorrei concentrarmi di più ma mi è davvero impossibile per quel dannato rumore: avrei perfino accettato un diluvio ma non questo, non una dannata goccia che segue l’altra seguendo un ritmo preciso e implacabile. Mi trascino fino alla finestra della camera, pronto a maledire Dio in persona per quel tormento ma una gran sorpresa mi si dipinge in volto: non piove. Apro la finestra: no,non piove affatto. Eppure quel rumore persiste ed inizia a divenire davvero straziante. Forse è il rubinetto che perde e così inizio a controllarli tutti. La ricerca è più lunga del previsto, anche perché non voglio accendere la luce, forse ho paura di incrociare in uno specchio il mio volto, quello che ho dimenticato. Il tempo mi pare interminabile ma la mia ricerca ha esito negativo. Inizio a spazientirmi per davvero. Magari è il rubinetto dei vicini, o forse la grondaia che perde acqua, ma le mie riflessioni sono destinate a sfumare: il rumore proviene dall’interno dell’appartamento. Ispeziono le stanze minuziosamente – per quanto sia possibile ispezionare al buio – ma ancora nulla. Vorrei piangere, sto letteralmente impazzendo. Eccomi tornato al punto di partenza: il soggiorno. Mi siedo nuovamente sul divano e afferro la testa fra mani. Il rumore sembra perfino più forte. Guardo poi dinanzi a me la foto di lei, magari per avere conforto, ma noto qualcosa di diverso. Il raggio della luna ora illumina più della metà del tavolino e ne scorgo qualcosa sopra. Non riesco a capire cosa sia, riuscendo a stento a vedere che su quel tavolino oltre al vaso dei fiori e alla foto c’è qualcos’altro. Senza motivo inizio ad inquietarmi e quasi non sento più il rumore delle gocce d’acqua. Perche mi spavento? Non ne ho idea ma so che devo accendere la luce. Mi alzo e mi avvicino a un interruttore che avevo visto un po’ di tempo prima. La mano è pesante,devo sforzarmi per muoverla. La poggio su quello che mi appare in quel momento un detonatore, trattengo il fiato, chiudo gli occhi e lo clicco. Rimango ugualmente accecato dalla luce e dopo alcuni minuti, che paiono eterni, mi decido ad aprire gli occhi e a voltarmi. Sul tavolino,che

Aggiornamento:

..è più grande di come appariva al buio, c’è lei. Un’espressione di orrore le è dipinta in volto e la bocca è spalancata in una smorfia di terrore. La guardo un po’ confuso poi però alzo gli occhi e vedo uno specchio molto grande dinanzi a me. La mia faccia è coperta di sangue e ora che guardo meglio, anche le mie mani. Tiro un sospiro di sollievo perché sono finalmente riuscito a ricordarmi. Quel pomeriggio avevamo avuto una piccola discussione e l’avevo punita. Era stato molto duro per me, ma avevo dovuto farlo: lei voleva andarsene e così ho dovuto farle capire ciò che avrebbe perso. Ma non importa, sono sicuro che già domani faremo la pace e andremo al parco insieme. Anzi, ora che ci penso, domani dobbiamo cenare con i suoi genitori: benissimo, ci divertiremo ancora di più a parlare della nostra giornata. Ora che però mi sono tranquillizzato, sento di nuovo quel rumore. Abbasso gli occhi: sul suo petto c’è una vasta macchia di sangue e numerose gocce rosse scivolano sul pavimento

Aggiornamento 2:

dove hanno formato una piccola pozza. Ecco da dove proveniva quel fastidioso rumore! La prendo fra le braccia e la poggio sul divano. Almeno lì sarà più comoda e non gocciolerà più. La guardo. - Mi hai fatto prendere un bello spavento amore- dico ridendo – non riuscivo più a trovarti- Le chiudo gli occhi, la bacio sulla guancia e, allontanandomi, spengo la luce.

-Buonanotte amore…… toh, guarda fuori, sta di nuovo piovendo.-

2 risposte

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  • Anonimo
    7 anni fa
    Risposta preferita

    urca ma è piacevole e te lo dice uno che non ama leggere tali opere :)

    cmq T.T scappa la tua padroncina è cattiva (ops ho violato un altro emendamento) salvati! io oggi fuggo alle 20.30 scappo nuovamente da casa per paura che mi prenda T.T salvati assieme me!

    fuggi!!!! hai ancora mezz'ora di tempo poi staccherò T.T ...fuori c'è il sole che splende T.T salvati

    P.S la tua padroncina mi narrava che avevi scritto un racconto su Y!A! ? quando lo pubblicherai?

    ciao :)

  • 7 anni fa

    Bello

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