Disturbo alimentare malcurato... non mi riconosco più?

Prima che iniziasse tutto questo ero una persona estremamente attiva: lavoravo e studiavo; non c'era un attimo della giornata che non avessi occupato. Ora trascorro la maggior parte della giornata a letto senza la volontà di far nulla. Ho perso la battaglia con la mia mente. Sono disperato: non riesco più ad utilizzarla in attivo, ovvero a sfruttarne le potenzialità per lavorare senza che venga invasa da un coacervo di pensieri ossessivi sul peso e sul cibo. Ho provato a curarmi facendo affidamento agli psichiatri del centro igiene mentale di zona i quali hanno saputo solo prescrivermi farmaci su farmaci che, oltre a non risolvere nulla, mi hanno tolto quel poco di lucidità e di forza mentale che avanzava dalle ossessioni. Ho provato a chiedere di andare in centro per disturbi alimentari ma la mia richiesta è stata rifiutata siccome secondo loro il problema è risolvibile in ambulatorio. Sono sette anni che mi trascino così. Non sono riuscito a proseguire gli studi oltre le superiori perché ho una mente inutilizzabile. Mi sono diplomato a mala pena per lo stesso motivo. Le cause del disturbo purtroppo sono molto chiare a me e molto meno a loro che non mi degnano nemmeno di un ascolto vero in terapia: ciò che gli interessa è terminare al più presto la seduta e passare al prossimo paziente. La mia famiglia, causa anch'essa del disturbo ovviamente non mi degna di un minimo aiuto e l'unica cosa che sa fare è lamentarsi di aver avuto la sfortuna di avere un figlio così. Adesso, per non dar loro fastidio dormo la maggior parte del giorno. Gli unici momenti in cui mi alzo è per andare a mangiare e per compensare le abbuffate. La mia famiglia si scoccia di fare terapia e non è minimamente interessata a che stia bene. A loro non è mai importato nulla di me come persona. L'unica via di salvezza sarebbe andare in un centro per i disturbi alimentari dato che lì riuscirei a capire le porzioni di cibo necessarie per mantenermi normopeso dato che controllando la mia mente non ne sono più capace. Appena controllo perdo chili e chili diventando anoressico, la mia mente si riempie di ossessioni, riprendo a lavorare come un matto, a contare calorie, programmare pasti, litigare con tutti per continuare a tenere il controllo. Se cedo mi abbuffo. E' una continua altalena. Starei bene solo sapendo esattamente cosa e quando mangerò, cosa che può effettuarsi solo stando sotto controllo in un centro per i disturbi alimentari dato che a casa sono disinteressati a aiutarmi. Ho parlato della cosa al primario dell'asl che tuttavia ha insistito perché prendessi il risperdal ai massimi dosaggi, terapia assurda che ho rifiutato dato che non è servita a niente in passato e che tra l'altro ho anche sviluppato dei problemi coronarici a causa dopo averlo assunto per anni. Adesso all'asl si rifiutano di autorizzarmi il ricovero a meno che non prenda il detto farmaco ai massimi dosaggi, a casa se ne fregano e io cerco aiuto alla bene e meglio con quel poco di cervello attivo che il disturbo non s'è divorato, ma la cosa va lentamente, molto lentamente, dato che i momenti che mi rimangono di lucidità sono pochi. Ho paura di non farcela. Anni fa ebbi una specie di dissidio, legato alle cause del mio disturbo, con un collega di quelli che mi seguono ora. Dato che stavo male per le ossessioni mi scappò di raccontarlo a uno di loro e per coprire il fattaccio venni etichettato come schizofrenico e sottoposto a una terapia assurda che ho assunto in inconsapevolmente per anni. Che fare se nessuno mi aiuta? Ho provato a parlare col primario, il quale per pararsi il di dietro, ha detto che avrei un rapporto psicotico col cibo. Ma abbuffarsi e compensare significa avere un rapporto psicotico col cibo? So che ciò che scrivo sembra avere dell'incredibile, ma purtroppo sono cose che succedono al sud.

3 risposte

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  • 6 anni fa
    Migliore risposta

    Non avere un minimo d'aiuto dalle persone più vicine a te, è sicuramente uno dei fattori principali del protarsi dei tuoi disturbi.

    Mi chiedo come si possa essere così assenti nella vita di un figlio.. ma eviterei giudizi ulteriori.

    Inizia pian piano a star meno tempo a letto.

    Piuttosto esci, se vuoi evitare di stargli intorno. Fai una passeggiata. Metti gli auricolari, siediti su una panchina, chiudi gli occhi, lasciati cullare.. e RESPIRA.

    Ogni volta che avrai voglia di abbuffarti, fermati per un secondo, RESPIRA forte ancora una volta, e ricorda che ti farebbe stare solo peggio dopo. Mangia la giusta dose: quella che ti sazia, senza eccedere.

    E poi cerca aiuto altrove.

    Altri centri.. diversi da quelli finora frequentati. Cioè, sono 7anni che vai avanti così e ancora non vogliono concederti un ricovero?! Non dovrebbe essere per forza molto prolungato, il giusto affinché tu possa trovare il tuo equilibrio.. e te lo auguro.

    Vorrei poter dire di più.. mi spiace tanto.

    Buona fortuna.

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  • ?
    Lv 5
    6 anni fa

    ******* pazzesco, stessa mia situazione....soffro purtroppo di abbuffate compulsive ogni giorno ( arrivo anche a 10000 kcal ).....poi alla mattina vado a fare attività fisica e mi convinco che non le farò più e poi il pomeriggio prendo i soldi e vado a comprarmi mezzo mondo di schifezze.....ho provato a uscire con i miei amici e divertirmi , ma le abbuffate continuano sempre, in qualunque condizione io sia.....questa estate ero diventato anoressico ( 1,80 per 63 kg) , in pratica non mangiavo niente ed ero in moto 24 ore su 24...se dovevo mangiare un gelato a merenda impazzivo e subito pensavo a come smaltirlo prima di cenare.....adesso invece soffro di abbuffate da circa 3 mesi e sono ingrassato tantissimo , ogni giorno mi ripeto di non farle più ma ogni tentativo è vano , è una battaglia già persa all'inizio..... spero che tu migliori :)

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  • 6 anni fa

    Boh

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