mengo ha chiesto in Politica e governoLegge ed etica · 7 anni fa

Definizione di OMICIDIO POLITICO?

Sto facendo una relazione di Storia (quarto superiore) e sto approfondendo l'assassinio di Luigi XVI e di altri. Ho bisogno della definizione di OMICIDIO POLITICO, su internet non si trova ed ho bisogno di qualcuno che la conosca (magari per studi)

1 risposta

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    Lv 7
    7 anni fa
    Risposta preferita

    Quello di un despota non è un assassinio ma è una esecuzione, va precisato: come quelle della famiglia degli Zar, quella di Ceusescu, Mussolini ecc....

    Gli omicidi politici, che si differenziano dall'esecuzione legale di tiranni e Re processati da corti popolari o statali (Luigi XVI° fu regolamente processato per alto tradimento), sono atti compiuti da privati, senza qualifica di Stato o di Governo + o meno provvisorio, al fine di colpire personaggi rilevanti dal punto di vista politico/economico di un Paese. I "processi" intentati in certi casi dai gruppi armati che rivendicano l'omicidio politico non trovano alcuna collocazione reale dato che manca la qualifica di Stato o di Governo provvisorio o simile al gruppo (poche persone, spesso invise alla popolazione, o sconosciute ai più) che li mette in atto.

    Esempio: onorevole Aldo Moro. Giustiziato dalle Brigate Rosse, ma a seguito di un processo di nessun valore legale. Si tratta di omicidio politico. Le Brigate Rosse, a differenza del governo provvisorio che mandò a morte molti dittatori o Re, o del parlamento che mandò al patibolo Re Carlo 2° d'Inghilterra per alto tradimento, non rappresentavano il Popolo o parte consistente di esso e non erano a loro volta considerate proprie rappresentanti dal Popolo, dato che la sovranità ricordiamo promana solo dal Popolo.

    Un gruppo armato non basta invada le città di volantini e si autodefinisca "avanguardia rivoluzionaria" per ottenere consenso legale ed essere riconosciuto anche internazionalmente. Lo può divenire se trascina con sè un numero sempre maggiore di adepti fino a formare una milizia armata, con un direttivo politico, annunci lo stato di guerra contro lo Stato e proclami un programma politico da attuare rovesciate le istituzioni. Da questo momento le sue non sono più azioni "criminali" ma sono atti di guerra, in specie se dall'estero arrivano riconoscimenti ufficiali (come i ns partigiani e varie formazioni antagoniste in vari Paesi ed in vari periodi).

    Omicidio politico è anche quando io appartenente ad una cellula armata vado ad uccidere un membro di organizzazioni opposte.

    Gli Anni di Piombo riportano diversi casi di omicidi politici, anche se per la legge questo sostanzialmente non cambiava nulla e le imputazioni rimasero quella di omicidio, di strage o tentata strage ecc..... Erano semmai i processati che anche in aula leggevano comunicati ove si arrogavano una personalità politica "legale" (le BR dicevano "non potete processare la Rivoluzione") e la rappersentanza a loro dire di grandi fette della popolazione o di ideali nazionali e di difesa dal "comunismo imperante".

    Nessuna personalità giuridica è mai stata riconosciuta a questi Gruppi armati che sono finiti l'uno dietro l'altro dietro le sbarre o si sono prudentemente disciolti nella prima metà anni '80.

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