Iuccia ha chiesto in Arte e culturaFilosofia · 7 anni fa

quesito esistenziale sulla vita!?

Ma..il caso esiste oppure no? è da un pò che chiedo pareri in giro,ma nessuno mi ha convinto veramente!

6 risposte

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  • 7 anni fa
    Risposta preferita

    Ciao Yaia, ti capisco perché lo stesso problema mi ha portato via molte ore di riflessione senza poter giungere ad una conclusione soddisfacente. Però, a mio avviso, faccio molta fatica a credere che sia tutto già determinato e che invece non sia il caso ad essere arbitro di tutto ciò che accade. L' unico punto dove io riscontro una certa attinenza col destino è quando l' uomo non fa nulla per superare la propria ignoranza e rimane ancorato alle poche scelte che questa gli offre. Tanto che si può anche dire che una persona ignorante non potendo che fare sempre le stesse scelte è molto vincolato al proprio destino. Destino come uniformità di stato e di vita. Ma se l' uomo inizia a conoscere e conosce sempre di più, a me sembra palese, che, disponendo di una sempre maggiore possibilità di scelta, può determinare un rovesciamento di primato tra destino e caso. Ed è anche ciò che a mio avviso avviene anche nell' Universo, proprio per il numero infinito di variabili presenti nella sua fenomenologia. Comunque è sempre e solo una teoria e tutta da dimostrare come lo è anche quella causale. Garbino.

  • Rio
    Lv 4
    7 anni fa

    Perché non si sa ancora bene se il caso esista o meno. E' opinione diffusa che il caso esista eccome, e lo dimostra compiaciuto il tizio che esibisce il biglietto milionario vincente alla lotteria Italia. Eppure il tizio neo milionario avrà dentro di sé la vaga sensazione che avrebbe potuto essere lui e solo lui a vincere.

    Se io metto un braccio in un' urna piena di palline e ne tiro su una, tranquillamente potremo credere che la pallina presente nella mia mano sia del tutto casuale, e che al posto di essa avrebbe potuto esserci qualunque altra tra quelle presenti nell'urna. Eppure potrebbe essere così soltanto dal nostro (piccolo e ignaro) punto di vista: La mia mano infilata in quel momento in quel punto dell'urna avrebbe potuto afferrare solo quell'unica pallina che in quel momento passava di li. La pallina a 5 cm da li non rientrava minimamente nelle possibilità che fosse la pallina a comparire nella mia mano, anche se noi, con la nostra conoscenza limitata, avremmo pensato di si. In questo caso il caso sarebbe la necessità che non riusciamo a scorgere a causa delle infinite variabili che la determinano.

    Ma potrebbe esserci(perché no?) una forma di destino ancor più superiore, ossia una necessità che non si determina nel momento in cui avviene come nella situazione appena descritta, ma di una necessità in qualche modo"già esistente nel futuro". Questo è ciò che arriva a rivelarci il pensiero del filosofo Severino. Le cose che avvengono già esistono in una dimensione a noi al momento invisibile(partendo dal presupposto che ciò che esiste già da sempre esiste, e che nulla può iniziare ad esistere partendo dal nulla del non esistere). Insomma per Severino quel che succede entra semplicemente nella dimensione dell'apparire, ma già esisteva, ancor prima che vi entrasse.

    Questa esposta da Severino sarebbe una forma di destino assoluta e invincibile.

    Filosofia a parte, la forma al momento più sofisticata della scienza, la fisica quantistica, non riesce a prender posizione circa il caso.

    C'è un semplice e famoso esperimento che fa riflettere in proposito:

    Se si lanciano una per volta delle particelle contro uno schermo che le rileva, queste particelle compaiono nello schermo ognuna nel punto in cui ci si aspetterebbe di trovarla.(dipendente dalla loro traiettoria)

    Se però tra il punto di lancio e lo schermo mettiamo un ostacolo con una fessura, di modo ché ogni particella debba passarci attraverso prima di andare a colpire lo schermo, vediamo che le particelle si comportano in maniera incredibile: Invece di andare a comporre sullo schermo una figura simile a quella della fessura, colpiscono sullo schermo un'area molto più vasta della fessura, subendo la stessa diffrazione che subirebbe un'onda(eppure sono particelle fisiche, e per giunta lanciate una per volta!). Cosa c'entra questo con il caso?

    Nessuno può prevedere dove vada a finire ogni singola particella lanciata, qualunque punto è buono e ugualmente plausibile. Eppure siamo sicuri che alla lunga tutte insieme vadano a comporre quella figura a campana. Per questo ogni particella lanciata viene chiamata "funzione d'onda", perché prima che raggiunga lo schermo e che la sua posizione venga rilevata, la particella può statisticamente andare a colpire qualunque punto, ammesso che sia all'interno della "campana", ossia dei punti possibili. Insomma, all'interno del possibile, la particella sembrerebbe poter decidere a caso dove andare a finire. Ma il punto di contatto con lo schermo potrebbe essere invece l'esito di una necessità che noi non riusciamo a scorgere o misurare.(ipotesi delle variabili nascoste). Non a caso questo apparente caso porta alla necessità che tutte insieme le particelle vadano a formare la classica figura di rifrazione d'onda.

    Mi fermo, scusa se mi sono dilungato oltremodo.

    Fonte/i: (Vedi paradossi meccanica quantistica)
  • Daniel
    Lv 4
    7 anni fa

    Ogni cosa si verifica perché c'è un effetto che lo provoca, ma non esiste un motivo per cui è avvenuto quell'effetto. Per cui tutto è frutto della casualità, della collisione degli effetti e degli elementi dell'universo che interagiscono tra loro. Anche la nostra stessa esistenza, sotto questo punto di vista, è frutto della collisione e della casualità. Se poi la vediamo da un punto di vista religioso, allora le cose cambiano.

  • 7 anni fa

    Io non credo assolutamente al caso e alle coincidenze, penso anch'io che tutto sia scritto e che quella che chiamiamo casualitá in realtá sia giá stata decisa e noi non possiamo evitarla... Se ci pensi bene anche cambiare decisione riguardo a qualcosa é un modo di seguire il destino che é già stato scritto per noi... E penso anche che tutto abbia una funzione e che appunto nulla succeda mai per caso, quello che ti posso concedere é che magari ci troviamo di fronte a piú opportunitá e scegliamo quella che vogliamo, ma in realtá é giá stato deciso anche quello... Scusa se magari non mi sono espressa bene!

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  • 7 anni fa

    quello che pensi che é stato un caso, é solo quello che doveva succedere.. Per me é gia tutto scritto.

    Ogni decisione che uno prende, ogni cosa che succede nella nostra vita non si puo` cambiare..

    Lùnico modo sarebbe conoscere il futuro, e a quel punto si potrebbero fare scelte ben precise per modificare il nostro destino..ma questo non é ancora possibile..chissa magari un giorno...

  • 7 anni fa

    Si

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