Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaFilosofia · 7 anni fa

AMBIGUITA' O TALENTO INNATO!?!?!?!?

Buonasera a tutti!

Un mio caro amico da poco ha scelto di seguire la poesia come flusso di pensiero, un modo per sfogarsi insomma.. E ha scritto alcuni testi a mio avviso molto validi. Personalmente non sono in grado di poterle criticare dal punto di vista artistico dato che non ne sono competente e mi chiedevo se qualcuno poteva darmi qualche opinione a riguardo così da potergli fornire un valido consiglio, dato che si trova in un momento di confusione dove non sa se proseguire verso questa strada oppure cambiare rotta.

Grazie tante!

Vi lascio con un suo testo.

Lettera (D)Al sole

Hai paura di affogare quando nelle persone non sai nuotare,

Timore di finire negli abissi.

Dove per sopravvivere non ci puoi stare,

Non è il tuo ruolo,

Non è il tuo bene,

Non è il tuo male.

E nasci sole,

E muori in una permanente eclissi.

A contrasto con ciò che non ha tempo,

Hai le ore contate.

Non puoi sfidare l'immenso,

Dato che ne fai parte.

L'infinito è ciò di cui non vedi il limite,

Ma tu sei sole, e ti spegni all'orizzonte.

Vivi per fornire calore al cosmo,

Vivi per gli altri perché tu sei indipendente,

All'apparenza.

Sei forte,

All'apparenza.

Ma in realtà vorresti una casa in centro,

Fare amicizia con qualche abitante di qualche pianeta poco distante,

Sentire cosa dice di te la gente,

Senza dover tenere loro le distanze,

Altrimenti rischieresti di bruciarli in un solo istante.

Ti senti emarginato dall'universo circostante,

Pur facendone parte.

E vorresti scambiare il tuo calore con quello che provano le persone innamorate.

Con quei raggi negli occhi,

Che non fanno male se li tocchi.

L'emozione s'unisce alle fiamme,

E fa ancora più male,

E fa ancora più luce.

Vorresti lasciare il cielo per qualche secondo,

Giusto un intervallo, una piccola frazione di tempo.

Ma ciò in tal modo non traspare,

Sei costretto nei tuoi panni,

Sei inerme.

Sei privo di forze, provato dagli anni.

Ti vuoi spegnere

Ma continui a bruciare, a vivere per allattare i mondi con la tua energia vitale.

E' il tuo senso del dovere.

E' il fato a decidere

Del tuo ciclico destino che un giorno giungerà al termine.

E chissà, se un giorno di questi potrai andare in pensione

O le tue fiamme di dolore saranno state vane.

E più aspetti quel giorno, più speri sia lontano.

Non vuoi spegnerti da solo, anche per te ci dev'essere qualcuno.

A miliardi di mondi sarai quindi stato d'aiuto,

Sei stato idolatrato come esponente massimo del Tutto.

E ora che hai fatto il tuo tempo,

Qualcuno prenderà il tuo posto.

Il tuo destino è stato già scritto,

Sei nato Sole, sei nato già morto.

1 risposta

Classificazione
  • Anonimo
    7 anni fa
    Risposta preferita

    Non sono per niente esperta di poesie, però un parere vorrei provare a darlo lo stesso. E' una poesia costruita abbastanza bene, ottima selezione delle parole (si vede che dietro c'è stato uno studio), ottima fonetica, allitterazioni, bel gioco di rime. Mi piace la personificazione del sole e tutto. Soltanto che mi lascia un pò perplessa il modo in cui è costruita. La stanza al centro è un pochino lunga, non so, mi dà l'impressione di essere eccessivamente particolareggiata rispetto alle altre... poi non so, non sono un'esperta e potrei sbagliare. A me comunque non sembra uno sfogo, sembra che ci sia del talento e soprattutto l'applicazione di quel talento...

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