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Lv 6

Non potendo dare (e darsi) una risposta eseudiente al quesito : divino si , divino no....?

Come spiegate che gli agnostici sono solo una minoranza, e che invece la maggioranza ha una sua posizione , malgrado l'impossibilità di una risposta certa e provata del si o del no?

È forse per paura dell'incertezza o per paura di dire e dirsi ignoranti in merito?

Sarei grato se la domanda, che interessa sicuramente una bella fetta di utenti, non venisse eliminata, ma piuttosto che venisse descritta la propria opinione, senza approfittarne per fare areclame religiosa e senza uscire dalla domanda.

Aggiornamento:

@ evil monkey

In effetti hai colto nel segno,e non ti sei discostato tanto da quello che la mia domanda voleva alludere.

Tuttavia talvolta la visuale personale di un argomento come questo, non ha un aggettivo già prestabilito che la definisce.

O perlomeno non uno solo.

Io ne sono l'esempio, mi trovo addosso tutte queste etichette: gnostico ma non religioso, ma anche agnostico perché senza certezze vere, ateo no, anche se non condivido le idee teiste altrui, infine a modo mio dubbiosamente (e in maniera bizzarra agli occhi altrui) teista. L'unica idea di una o più menti superiori, mi fa pensare a menti bizzarre, maniacali, curiosamente sperimentali, e di sicuro non misericordiose.

Probabilmente dirai che tutte queste etichette "non possono" stare attaccate alla stessa persona, ma ti sbagli. Come sbagliano coloro che nell'indecisione, si limitano a schierarsi in un piccolo lato, anche se questo poligono ne ha di infiniti.

Aggiornamento 2:

Sembrerà assurdo, ma a me non importa in che zona di un simpatico schema sto, ne tantomeno cosa sta scritto in quella zona o in quelle limitrofe. Senza offesa, ma non mi importa nemmeno di dare spiegazioni in merito.

Comunque, no, quello schema funziona benissimo se devi miscelare alcuni colori, purtroppo i pensieri, i credi, i dubbi, la conoscenza, la scienza non hanno forma geometrica, e sicuramente non di una forma regolare, è la società attuale che ti impone di stare dentro quelle circonferenze, ma la flessibilità del pensiero consente di andare oltre, immagina se solo uno dei cerchi fosse invece un ellisse. Un solo colore sormonterebbe buona parte degli altri, e tutte le tue teorie di rigore collasserebbero .

8 risposte

Classificazione
  • Risposta preferita

    Essere agnostico implica una chiarezza di idee, un rigore interiore ed un'onestà di colui che in gergo è chiamato "cane sciolto". Una persona che ha il coraggio di pensare ed agire con la propria testa.

    Chi crede, (che io rispetto quanto chi è agnostico perchè credo nella libertà ASSOLUTA di pensiero), parte dal presupposto assoluto di FEDE.

    Per cui elimina alla base il dubbio. Anzi non ha dubbi e quindi non si interroga dando per assodato come il giorno che segue la notte, che Dio esiste, punto.

    Chiarito ciò è più dura o difficile o meno agevole la posizione dell'agnostico in uno Stato, l'Italia, ed un mondo che preferisce il "conforto" di una credenza senza certezza concreta.

  • Marina
    Lv 4
    7 anni fa

    è proprio vero, ragazzi, constatare quanto aveva ragione quel filosofo che diceva che più studiamo più ci rendiamo conto di quanto restiamo in ogni caso ignoranti!!! è teribbile, diceva Verdone :-)

  • 7 anni fa

    gli agnostici non sono davvero una minoranza. Per il semplice fatto che teisti e atei sono anche gnostici o agnostici. Sono quelli che si definiscono solamente come agnostici, che sono una minoranza. Si può essere agnostici per ogni ipotesi non dimostrabile e nemmeno falsificabile...attribuisci ad una qualsiasi divinità mai concepita o inventata sul momento (o qualcos'altro, non deve essere per forza una divinità), attributi quali:

    -esistere al di fuori del campo delle percezioni umane (o di strumenti fatti dall'uomo)

    -essere immune(o infrangere) qualsiasi regola fisica o logica del mondo reale

    -essere in grado di fare qualsiasi cosa (onnipotenza)

    ed ecco che hai la tua personale divinità che nessuno sarà mai in grado di sapere se esiste o meno (e di conseguenza, la posizione degli agnostici).

    Quando si parla di religione, saltano fuori frasi e discorsi che sembrano suggerire l'assurda idea che l'agnostico sta nel mezzo tra teisti e atei (in questo contesto, dire di essere gnostici, è come dire di essere teisti super sicuri). Ma questo non è corretto. Gnostici e agnostici si interrogano sulla conoscibilità di dio. Teisti e atei si interrogano invece sul credere o meno che questo dio esiste (ritenere veritiera l'affermazione in sè...se ci si considera convinti o meno dalle argomentazioni a favore dell'esistenza di dio). Sono due discorsi diversi.

    Se una persona si riferisce a se stessa SOLO col termine agnostico, a mio parere ci troviamo di fronte a una delle seguenti situazioni

    1) non ha capito la differenza tra sapere (conoscibilità) e credere.

    Non si può essere solo agnostici. Che tu sappia o non sappia, che tu riconosca che non sia possibile giungere ad una risposta esaustiva sul quesito dell'esistenza di dio, devi ritenere plausibile o meno l'ipotesi, e quindi credere o non credere.

    Non hai bisogno di sapere che la terra in questo momento sta ruotando sul suo asse, per credere a chi ti dice domani il sole sorgerà.

    Allo stesso modo, non hai bisogno di aprire una scatola da scarpe, per non credere a chi ti dice che al suo interno c'è un elefante, una stella, il drago shenron, la tua testa, o un pi grego che inizia per 27,35

    2) ha più o meno capito la differenza, ma non vuole prendere una posizione.

    A volte quella persona nei fatti, non crede che dio esiste, ma allo stesso tempo gli fa senso dire la parola "ateo", per via delle associazioni mentali derivanti da pregiudizi demenziali, personali o altrui. Ateo:

    - "senza dio"---->solo, abbandonato a se stesso, senza amore! senza una morale! senza qualcosa in cui credere!

    -"che rifiuta dio!"----> che nutre rancore verso dio! che odia dio! un adoratore di satana!

    .

    3) viceversa, è una persona che crede dio esiste, ha l'onestà intellettuale di ammettere che è una credenza fondata solo sulla fede, e per questo pensa sia un buon modo per descrive la sua posizione, considerando che comunque non si identifica in nessun credo religioso (spesso queste persone hanno una visione simile ai deisti o panteisti)

    4) non ha il minimo interesse per la questione dell'esistenza di dio, e letteralmente, quando gli si chiede se crede in dio, risponde.. "sono agnostico...non lo so".

    E' già tanto che si è sforzato per memorizzare quella parola.

    Sarebbe sufficiente che ognuno impiegasse qualche minuto per comprendere meglio il significato dei termini e tirare fuori un po' di palle all'occorrenza, per dire: "sono ateo agnostico"; "sono teista agnostico".

    Ecco che a questo punto gli agnostici non sono una minoranza.

    ----

    non capisco molto cosa intendi. Mi pare di capire che l'agnosticismo non rispecchia pienamente la tua posizione...ma non ho capito in cosa questa consiste.

    fin'ora ho solo capito che non sei ateo nè religioso(cioé?ateo è il contrario di teista, non di religioso). del resto ho capito poco.Non dirmi cosa dicono di te, dì quel che tu pensi.

    Potrebbe anche essere che tendo a semplificare troppo la questione...ma vorrei che mi spiegassi per esempio perchè questo schemino non ti sembra corretto.

    http://25.media.tumblr.com/e0cbf4d7c95c5503e291db6...

    tu sei nel centro perfetto?, non perchè sei confuso, ma perchè il tuo agnosticismo/gnosticismo è tale da estendersi anche alla questione del credere o meno? non ha molto senso a mio parere.

  • 7 anni fa

    gli agnostici sono quelli che sanno che non è possibile sapere.

    non è facile dimostrarlo dopo l'idealismo hegeliano

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  • Anonimo
    7 anni fa

    Se metti negli agnostici anche quelli che dicono di credere in qualcosa ma non sanno nemmeno cosa, diventano di botto la maggioranza a livello planetario.

    Un buon 70% dei credenti è così, non hanno mai nemmeno letto per intero il loro testo sacro di riferimento.

  • 7 anni fa

    rivedrei la tua posizione secondo cui si è impossibilitati ad avere una risposta certa.

    io personalmente ho trovato risposte logiche razionali e schiaccianti alle mie domande sull'esistenza di un creatore. ergo, ho imparato a credere in Dio.

    voglio sperare fortemente che anche i miliardi di miei simili che dicono di credere in Dio lo facciano con ragionevolezza e con l uso del proprio intelletto e che ne sappiano spiegare le ragioni.

    come pure spero facciano quelli che sono convinti che Dio nn esista.

    idem, spero facciano gli agnostici.

    quando uno trova prove inconfutabili, può credere anche agli ufo x quanto mi riguarda. la domanda è: esistono prove inconfutabili dell esistenza degli ufo?

  • Anonimo
    7 anni fa

    Infatti, l'agnosticismo e' la posizione piu onesta.

    ps che càzzo e' questa areclame?

  • 7 anni fa

    La mente più razionale, avida di pareri scientifici, volge allegramente il volto all´ateismo alla prima "disgrazia" che possa fargli esclamare: "nessun Dio permetterebbe questo!" Dopo di che iniziano le richieste di prove dell´esistenza del Dio che non riescono a comprendere; in assenza di quest´ultime, prima o poi, come già detto, ci si affaccia all´ateismo.

    L´individuo più emotivo, magari con una certa predisposizione alla filosofia, nell´incertezza decide di credere perché avverte che il mondo tangibile non è l´unica realtà esistente. Giustificherà i mali che lo colpiscono, ne trarrà una sorta di insegnamento, vi scorgerà l´intervento divino, od una sua traccia.

    La posizione agnostica generamente si risolve; magari richiede tempo, ma dubito che siano in molti a proseguire per questa strada a lungo.

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