bubu92 ha chiesto in Arte e culturaStoria · 7 anni fa

Storia? come il portogallo creò il suo impero marittimo?

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  • 7 anni fa
    Risposta preferita

    I navigatori portoghesi avevano cercato rotte veloci per l’Asia già dal XIV secolo. A favorire questa smania di scoperte erano, oltre naturalmente la ricerca di nuovi mercati e nuove ricchezze, la vantaggiosa posizione geografica, l’aridità delle terre e la nobiltà che voleva vedersi garantiti maggiori diritti.

    La campagna di espansione vera e propria cominciò nel 1415, quando Giovanni I di Aviz e i suoi figli attaccarono la base commerciale di Ceuta in Marocco e la conquista fece capire a Enrico di Aviz detto “il navigatore” figlio terzogenito di Giovanni, che poteva trarre enormi ricchezze con il commercio trans-sahariano dell’oro e ulteriori ricchezze con la ricerca di nuove vie di accesso alle spezie asiatiche.

    Enrico chiamò intorno a se marinai, cartografi, astronomi e costruttori di navi. Ovunque andassero le navi portoghesi, i tecnici mappavano il territorio, osservavano il moto dei venti e delle correnti marine. Costruirono la caravella, un’imbarcazione adatta a navigare controvento e a contrastare i venti fissi dell’Atlantico e, inoltre per orientarsi nella navigazione adottarono dalla tecnologia araba la bussola, l’ottante e la balestriglia. Queste conoscenze geografiche furono indispensabili per tracciare le rotte e consentire alle navi il ritorno in patria.

    Fra il 1418 e il ’60, la costa africana fu scoperta e in parte conquistata e quando Enrico morì nel 1460 il Portogallo era diventato la prima potenza europea in fatto di tecnologia e conoscenze marinare.

    Nel 1482 Giovanni II fece costruire la fortezza di Sao Jorge da Mina nel Golfo di Guinea dove i portoghesi avevano in precedenza impiantato coltivazioni di canna da zucchero. Nel 1487-88 si aprì la navigazione del Capo di Buona Speranza. Nel 1497 ebbe luogo la prima spedizione di Vasco da Gama per l’India e nel ’99 Gama rivendicò tutto l’oceano Indiano al re del Portogallo Emanuele I si autoproclamò “signore della conquista”. Con il Trattato di Tordesillas del 1494 il Portogallo fu autorizzato costruire un impero in Asia e a diffondervi il cristianesimo.

    Dopo la conquista di Goa, in India, nel 1510 il Governatore Alfonso de Albuquerque fece costituire missioni in Asia per consolidare la presenza portoghese. Nel 1511 fu conquistata Malacca (Malesia) e nel ’15 Hormuz (nel golfo Persico).

    Nel 1520 fu costituito “l’Estado da India”, con sede a Goa, che fondò basi commerciali nei punti strategici e resistette fino al 1600. Durante questo periodo il Portogallo dominò il commercio delle spezie asiatiche. L’Estado si estendeva per oltre 16000 km da Mozambico (ovest) fino a Macao (Cina, est). L’artiglieria a bordo delle navi consentiva alle basi commerciali un costante rifornimento. L’economia portoghese era basata sulla “Carreira da India”, ossia il viaggio annuale da Lisbona a Goa che portava mercanzie europee, dispacci, soldati e missionari; e sui “cartazes”, ossia dei permessi per il commercio da comprare presso le principali fortezze europee.

    Tra il 500 e il 1600 ebbe luogo anche la costruzione dell’Impero in Brasile, che iniziò con la spedizione di Cabral che approdò a Bahia, ma fu solo nel 1530 che iniziò la vera conquista e fu consolidata la presenza in Brasile.

    Nonostante le fortezze poste in Asia, il Portogallo non riuscì a realizzare un vero monopolio per il commercio delle spezie. Infatti il Portogallo incontrò la resistenza dei mercanti locali e, a partire dal XVII secolo gli olandesi irruppero nel mercato mettendo a segno importanti vittorie. La VOC (la compagnia olandese delle indie orientali) riuscì a cacciare l’Estado dall’Indonesia e da molte zone dell’India. Così i portoghesi trovarono maggior profitto riversando i loro sforzi in Brasile.

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