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Luigi ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 6 anni fa

Lancillotto il cavaliere della carretta-il pettine di ginevra?

Potreste gentilmente descrivermi brevemente l'episodio di Lancillotto che trova il pettine di Ginevra?

1 risposta

Classificazione
  • Anonimo
    6 anni fa
    Risposta preferita

    Lancillotto attraversa la foresta fitta alla ricerca della regina Ginevra, in compagnia della damigella che gli aveva offerto ospitalità la sera prima. D'improvviso, su un masso scorgono un pettine d'avorio dorato.

    Tanto seguirono strade e sentieri che (...) videro una fonte in mezzo ad un prato. Sul masso che vi era accanto non so chi vi aveva dimenticato un pettine di avorio dorato. (...)

    E colei che se ne era servita vi aveva lasciato tra i denti almeno un mezzo pugno di capelli. (...)

    Così procedono finché giungono presso il masso e vedono il pettine.

    "Invero" dice il cavaliere "per quanto ricordo, non vidi mai un pettine tanto bello".

    "Datemelo" dice la damigella.

    "Volentieri".

    Si china e lo prende. Ma quando lo ha in mano, lo guarda a lungo e rimira i capelli. L'altra si mette a ridere; allora egli la prega di dirgli perché rida, ed ella dice: (...)

    "Non mentirò; a quanto credo, questo pettine era della regina, e lo so bene. Credetemi: i capelli che vedete, così belli, chiari e luminosi rimasti tra i suoi denti appartengono alla regina, (...) la moglie di re Artù".

    A tali parole, al cavaliere mancano le forze: si piega in avanti ed è costretto ad appoggiarsi all'arcione della sella, (...) e poco manca che svenga per davvero. Prova grande pena nel cuore e ne perde a lungo il colore e la parola.

    La damigella è smontata da cavallo e si affretta verso di lui per trattenerlo e soccorrerlo (...) il cavaliere la vede avvicinarsi e ne prova vergogna.

    "A che scopo siete venuta davanti a me" le dice. (...)

    Ella si guarda dal dire il vero, e gli si rivolge con cortesia.

    "Signore" dice "sono smontata da cavallo per venirvi a chiedere il pettine. Ho un così grande desiderio di averlo, che volevo prenderlo al più presto".

    Il cavaliere desidera darglielo ma, prima di porgerglielo, ne trae i capelli con tale delicatezza che non ne spezza neanche uno solo. Mai occhi umani potranno vedere portare tanto onore ad una cosa: egli prende ad adorare quei capelli e li avvicina agli occhi, alla bocca, alla fronte e al viso almeno centomila volte; non tralascia alcuna manifestazione di gioia, se ne rallegra molto e si sente arricchito. Infine li ripone sul petto, accanto al cuore, tra la carne e la camicia: non li avrebbe barattati con un carro colmo di smeraldi e di carbonchi.

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