Per misurare le distanze in relativita' vale il seguente metodo?

consideriamo i 2 gemelli A e B del paradosso omonimo, A sta sulla terra e B viaggia a velocita' altissima con un astronave sferica di raggio uguale a quello terresre verso un pianeta P tale e quale alla terra e distante da essa D km, A e B hanno due telescopi uguali con una quadrettatura sull' obiettivo in... visualizza altro consideriamo i 2 gemelli A e B del paradosso omonimo, A sta sulla terra e B viaggia a velocita' altissima con un astronave sferica di raggio uguale a quello terresre verso un pianeta P tale e quale alla terra e distante da essa D km, A e B hanno due telescopi uguali con una quadrettatura sull' obiettivo in maniera che il diametro di P, osservato dalla terra, occupi 4 segmenti della quadrettatura , quando B raggiunge P illumina tutta l' astronave e, osservando la terra ci si aspetta che la veda occupare i 4 segmenti del telescopio ( o no? ) cio' significa che anche B misura D km la sua distanza da A, allo stesso modo l' illuminazione di B A la vedra' occupare gli stessi 4 segmenti (diam B = diam P). quindi dove sta ' la contrazione di lorentz delle lungezze?
Aggiorna: grazie della risposta leonardo ma qui non c'e' nessuna accelerazione dovuta all' inversione del moto, credo che l' esempio rientri in pieno nella rr, comunque B viaggiando a velocita' v rispetto al sistema A-P dovrebbe misurare tale distanza come inferiore a quella misurata da A anche secondo la rg visualizza altro grazie della risposta leonardo ma qui non c'e' nessuna accelerazione dovuta all' inversione del moto, credo che l' esempio rientri in pieno nella rr, comunque B viaggiando a velocita' v rispetto al sistema A-P dovrebbe misurare tale distanza come inferiore a quella misurata da A anche secondo la rg
Aggiorna 2: a massimo: grazie per aver risposto , l’ esempio riguarda l’ esperienza comune di vedere gli oggetti piu’ piccoli all’ aumentare della distanza che ci separa da essi e, con semplici proporzioni, nota la dimensione dell’ oggetto, risalire alla distanza, aggiungo che sono certo della simultaneita’ perche’ l’... visualizza altro a massimo: grazie per aver risposto , l’ esempio riguarda l’ esperienza comune di vedere gli oggetti piu’ piccoli all’ aumentare della distanza che ci separa da essi e, con semplici proporzioni, nota la dimensione dell’ oggetto, risalire alla distanza, aggiungo che sono certo della simultaneita’ perche’ l’ evento e’ 1 : B incrocia P (e B si illumina per farlo sapere ad A) , il sistema A-P e’ fermo rispetto a B che si muove, ma vale anche il contrario (giusto?), la domanda di nuovo e’ quanti segmenti occupa B nel telescopio di A nell’ istante B-P (+ – o = a 4 come P?)?, e quanti ne occupa A nel telescopio di B nello stesso istante B-P (+ - = a 4?)? tu dici che la contrazione ortogonale al moto e’ zero quindi non negativa ma io volevo sapere se un sistema valuta una distanza piu’ corta vede o no gli oggetti che sta osservando muoversi piu’ grandi di quanto non gli apparirebbero se fossero in quiete rispetto ad esso ? se li misurasse col metodo sopra esposto non notando alc
Aggiorna 3: alcuna differenza e’ lecito pensare che anche la contrazione longitudinale sia nulla o no?
Aggiorna 4: a massimo: la distanza A-P (quando B si illumina e' pari a A-B) misurata da A e' meno della distanza B- A misurata da B quando B incrocia P ? se si' B dovrebbe vedere la terra piu' grande in quanto piu' vicina
Aggiorna 5: a massimo : 2 eventi qualsiasi contemporanei su A e P per A (vel P) distano sempre D km (sistema A.P fermo rispetto a B) quanto distano per B? (gia' detto)
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