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Antonio ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 7 anni fa

AIUTO. Tema sulla festa della donna! 10 Punti a chi mi risponde entro il 9/03/14.?

Devi fare un tema sulla festa della donna, la traccia è la seguente

8 marzo festa della donna

oggi purtroppo si è perso di vista il vero significato di questa ricorrenza.

fai una ricerca sulle origini di questa festa "8 MARZO 1908" e metti in rilievo tutte le: lotte, vessazioni, le umiliazioni, le violenze che la donna ha subito e che subisce ancora.

IN PRATICA SI DEVE FARE UNA SPECIE DI RICERCA SULL' 8 MARZO 1908 E SI DEVE POI CONTINUARE PARLANDO DELLE VIOLENZE CHE LE DONNE HANNO SUBITO E CHE STANNO SUBENDO!

QUALCUNO POTREBBE AIUTARMI??

1 risposta

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  • Anonimo
    7 anni fa
    Risposta preferita

    Ogni anno, di sicuro tutti voi festeggiate l’ 8 Marzo, la Festa della Donna! Ma quanto ne sapete in realtà? Andremo a vedere i particolari di questa festa. La Giornata Internazionale della Donna (comunemente chiamata Festa della Donna) ricorre l'8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui esse sono ancora fatte oggetto in molte parti del mondo. Questa celebrazione si è tenuta per la prima volta negli Stati Uniti nel 1909, in alcuni paesi Europei nel 1911 e in Italia nel 1922. Il simbolo italiano è la mimosa, ed è nato in questo modo: Nel settembre del 1944, si creò a Roma l'UDI, Unione Donne in Italia, per iniziativa di donne appartenenti al PCI, al PSI, al Partito d'Azione, alla Sinistra Cristiana e alla Democrazia del Lavoro e fu l'UDI a prendere l’iniziativa di celebrare, l’8 marzo 1945, la prima giornata della donna nelle zone dell’Italia libera, mentre a Londra veniva approvata e inviata all'ONU una Carta della donna contenente richieste di parità di diritti e di lavoro. Con la fine della guerra, l'8 marzo 1946 fu celebrato in tutta l'Italia e vide la prima comparsa del suo simbolo, la mimosa, che fiorisce proprio nei primi giorni di marzo, secondo un'idea di Teresa Noce, di Rita Montagnana e di Teresa Mattei. Nei primi anni cinquanta, anni di guerra fredda e del ministero Scelba, distribuire in quel giorno la mimosa o diffondere Noi donne, il mensile dell'Unione Donne Italiane (UDI), divenne un gesto «atto a turbare l'ordine pubblico», mentre tenere un banchetto per strada diveniva « occupazione abusiva di suolo pubblico ». Nel 1959 le senatrici Luisa Balboni, comunista, Giuseppina Palumbo e Giuliana Nenni, socialiste, presentarono una proposta di legge per rendere la giornata della donna una festa nazionale, ma l'iniziativa cadde nel vuoto. Il clima politico migliorò nel decennio successivo, ma la ricorrenza continuò a non ottenere udienza nell'opinione pubblica finché, con gli anni settanta, in Italia apparve un fenomeno nuovo: il movimento femminista. Eccovi, invece, le misteriose radici di questa magnifica festa: La connotazione fortemente politica della Giornata della donna, l'isolamento politico della Russia e del movimento comunista e, infine, le vicende della seconda guerra mondiale, contribuirono alla perdita della memoria storica delle reali origini della manifestazione. Così, nel secondo dopoguerra, cominciarono a circolare fantasiose versioni, secondo le quali l'8 marzo avrebbe ricordato la morte di centinaia di operaie nel rogo di una inesistente fabbrica di camicie Cotton o Cottons avvenuto nel 1908 a New York, facendo probabilmente confusione con una tragedia realmente verificatasi in quella città il 25 marzo 1911, l'incendio della fabbrica Triangle, nella quale morirono 146 lavoratori (123 donne e 23 uomini, in gran parte giovani immigrate di origine italiana ed ebraica). Altre versioni citavano la violenta repressione poliziesca di una presunta manifestazione sindacale di operaie tessili tenutasi a New York nel 1857, mentre altre ancora riferivano di scioperi o incidenti avvenuti a Chicago, a Boston o a New York. Nonostante le ricerche effettuate da diverse femministe tra la fine degli anni settanta e gli ottanta abbiano dimostrato l'erroneità di queste ricostruzioni, le stesse sono ancora diffuse sia tra i mass media che nella propaganda delle organizzazioni sindacali.

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