Anonimo
Anonimo ha chiesto in SportArti marziali · 6 anni fa

Insieme per progredire!?

Ciao a tutti!

Ho letto il libro "'O Maè - Storia di judo e di camorra" (ve lo consiglio) e parla diverse volte del concetto dell'avversario, che con egli, specialmente nell'allenamento, si "cresce". Che non bisogna pensare all'avversario come un nemico, ma come una persona, che grazie a essa, si cresce INSIEME, e viene fuori anche la frase: "Io e gli altri insieme per progredire".

Nel judo come in tante altre arti marziali, si "cresce" in coppia, in gruppo, si lavora assieme, che grazie a uno cresce l'altro e così via.

Il pezzo del libro è questo: " Io non ho avversari sul tatami. Anche quando combatto, io ho un compagno che mi aiuta a diventare più forte nella testa e nel corpo. Non posso crescere da solo. Il compagno più forte si abbassa al livello del compagno più debole per aiutarlo a salire. Tu da solo non fai judo. Il judo si fa in due. Non dimenticarlo mai, soprattutto in allenamento."

Volevo chiedervi se voi la pensate ugualmente, se per voi esistono ancora questi valori nelle arti marziali e i vostri pareri riguardo quest'argomento.

Grazie

5 risposte

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  • Anonimo
    6 anni fa
    Risposta preferita

    la domanda per me :)

    Io pratico karate (stile Shotokan) da 5 anni ormai.

    Assolutamente si, in allenamento si cresce assieme, discordo solo con un passaggio: l’abbassarsi al livello dell’avversario. Sono 5 anni che le prendo costantemente da chi pratica la nostra arte da molto più tempo di me e questo mi ha molto aiutato a crescere. Non ha senso allenarsi per mantenere sempre il solito livello di combattimento, più il tuo avversario è forte più sei costretto a stare attento e a dare il meglio di te e mantenere la volontà salda.

    Certo, non lo puoi ammazzare di botte perché ad un certo punto diventa frustrante per l’altra persona, ma comunque bisogna sempre spingere e spronare chi è meno “bravo” di te, solo così lo aiuterai.

    Il mio sempai (è quasi 2 metri x 90 chili di muscoli e nervi) mi chiama sempre a combattere con lui, io ovviamente ne prendo a sufficienza, ma lui mi consiglia e mi sprona costringendomi a dare il massimo :)

    Sfortunatamente sono ancora in pochi a prendere seriamente le arti marziali in generale. C’è un insegnamento dietro, una via da seguire, che lima carattere e forza (almeno per noi). Molti pensano di venire in palestra solo per far finta di menare qualcuno e sudare un po (nel karate non ci si colpisce con forza per abbattere l’avversario, dobbiamo controllarci costantemente per non farci male, il fondatore stesso del mio stile sosteneva che il karate al di fuori del dojo non serve a nulla) ma non è così. Ormai, in occidente queste arti vengono prese solamente dal lato sportivo, perdendo tutto il resto degli insegnamenti e dei valori che queste arti insegnano. È come mangiare un gelato alla stracciatella, mangi solo i pezzettini di cioccolata perché quando lo hai ordinato volevi solo quella e getti via gelato e cono…se vai ad allenarti lo devi fare prima di tutto con la testa, e poi con il corpo.

  • 6 anni fa

    Grazie a quel libro mi sento schifata da essere una napoletana acquisita.

    Obama voglio ritornare in Flo Rida !

    E non so se hai mai conosciuto Marco Maddaloni che esibizionisti maronn..

    Piu che altro mi leggerei la vita di Bruce Lee

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  • Mirko
    Lv 6
    6 anni fa

    E beh in effetti...se non c'è l'avversario non c'è neanche lo scontro....quindi....diri che il "nemico" è senz'altro condizione necessaria per progedire.

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  • 6 anni fa

    non sono valori delle arti marziali, sono valori dello sport e del confronto in generale....

    perciò si, esistono ed esisteranno sempre anche nelle arti marziali.

    Ovvio che, come in ogni cosa che prevede un confronto, dipende tutto dalla sportività e dall'atteggiamento degli sfidanti (e/o compagni d'allenamento).

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  • 6 anni fa

    sembra interessante questo libro ma piu che una domanda è una pubblicita

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