Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 6 anni fa

Giunta Pisano ; Cimabue ; Duccio di Buonisegna . Un riassunto sulla loro arte ! Thanks <3?

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  • 6 anni fa
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    Giunta Pisano

    Giunta Capitini, detto Giunta Pisano, è il più grande pittore toscano prima dell'avvento di Cimabue e Giotto. Giunta ha una visione drammatica della vita ed è per questo che non è esteriore la sua adesione all'indirizzo pittorico del Christus patiens. La sua tragica visione della vita trova il momento culminante nella morte di Gesù sulla croce. Il crocifisso da lui realizzato nel 1250 circa su tavola, si trova nella Chiesa di S. Domenico a Bologna. Per dare maggior risalto alla tragedia che si sta compiendo, abolisce le figure di contorno, limitandole ai busti di Maria e Giovanni ai lati. Il resto della croce è blu nel braccio verticale e orizzontale e tassellato di rombi nelle strisce laterali. Sembra un fondo piano, dal quale si stacca la grande curva dolorosa del corpo morto, realizzato volumetricamente. Non c'è naturalismo, perchè le sporgenze anatomiche sono volutamente sbalzate; non vi è una copia della realtà, ma un' interpretazione del dolore lacerante non solo dell'uomo morto in croce, ma anche delle persone che vivono il dramma eterno dell'umanità. Per questo le forme sono esasperate: il ventre tripartito orizzontalmente e percorso verticalmente da una linea divisoria, innaturalmente rilevato; i muscoli pettorali; le braccia molto magre in confronto al resto del corpo; il perizoma aggrovigliato.

    Duccio Di Buoninsegna

    Nel 300 l’Italia si popola di artisti d’eccezione. Duccio Di Buoninsegna è uno di questi; fa parte della scuola senese, che insieme ad altre, è da considerare parallela a quella di Giotto. A differenza di queste, può essere ritenuta più elegante, sentimentale, patetica. È un versante del filone centrale giottesco. Duccio non può essere considerato un’alievo ma una voce nuova e indipendente che si muove in modo parallelo. La sua opera fondamentale è la Maestà, conservata nel Duomo di Siena ed è considerata una delle più grandi opere esistenti. Nel 300 , la "maestà", è la glorificazione della madre di Dio come regina del celo con intorno i profeti e gli angeli, in pratica è la Madonna vista nella gloria del cielo. Quest’opera viene commissionata a Duccio il 09\10\1308, ed è grande 2 metri per 4 di lunghezza. Per capire quanto fosse grande la partecipazione della collettività , basta dire che il 09\06\1311, cioè quando Duccio concluse l’opera, tutta la città sospese il proprio lavoro, per accompagnare il pittore che trasferiva il suo capolavoro al Duomo. Un’altra caratteristica del dipinto è una frase, molto elementare , scritta sulla base del trono della Madonna, che dice: "Madonna madre di Dio porta pace al mondo e guarda a Duccio che così bella ti ha dipinto". È un capolavoro per la sua complessità tecnica ed è un opera molto costosa, anche perché personaggi come Duccio e Giotto si facevano pagare molto bene; infatti gli artisti del 300 iniziano ad avere grandi privilegi e le loro opere sono ben pagate. Da non dimenticare è la grandiosità della concezione iconografica, infatti la Madonna chiama in causa tutta la corte del paradiso. Probabilmente doveva essere un anticipazione della visione del paradiso, infatti ci sono tutti i Santi patroni di Siena e tutte le schiere angeliche, tutti con la propria attribuzione iconografica; esempio si riconosce San Giovanni Battista(barba incolta e vesti corte).Quello che colpisce di più guardando nei dettagli l’opera è la naturalezza la patetica efficacia dei protagonisti. Si vedono , per esempio , gli angeli che stanno sopra l’altare che si affacciano quasi con stupore per assistere alla scena, loro che dovrebbero essere i pretoriani, i guardiani del paradiso. invece si comportano come tutti gli altri , Santi e Profeti. La Madonna in trono è una profusione d’oro e porpora. Il Cristo bambino conserva un po' dei bambini pantocratori ed è avvolto nella porpora (nobile tessuto); tutt’intorno ci sono le scene della vita del Cristo, è una sequenza e forse una delle più puntuali. Una delle caratteristiche del Duccio è l’emotività delle rappresentazioni, lo si vede bene nella scena della strage degli ‘innocenti, dove da molta espressività ai volti. Si potrebbe quasi dire che ci sono molti riferimenti all’arte bizantina ma a ben guardare vediamo caratteristiche quasi gotiche nei volti e panneggi che esaltano le forme delle vesti e dei corpi.

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