Deftones92 ha chiesto in SportArti marziali · 5 anni fa

la globalizzazione delle arti marziali. mi rendo conto che è un tema al quanto delicato?

devo fare una premessa:

le arti marziali, nel diffondersi nel mondo, hanno perso molte tecniche (molto delle quali pericolose. o perlomeno non vengono piu' insegnate ai corsi offerti al grande pubblico. ora, almeno secondo il mio parere questo è stato un pessimo comportamento, dato che in qualsivoglia, caso è stato una perdita di parte del loro bagaglio tecnico. le arti marziali sono nate per apprendere al meglio l'autodifesa, anche uccidendo, è inutile girarci intorno. C'è chi afferma che le a.m. siano state riempite di concetti filosofici solo in epoca moderna e che quindi in passato fossero molto piu' "nude e crude". io in parte credo che cio' sia vero, ma non credo che le arti marziali fossero prive di filosofia, giacchè la vita dita degli asiatici é (ma sopratutto era) piena di filosofia e meditazione in ogni gesto quotidiano. Dopo questa premessa, LA MIA DOMANDA E': i maestri delle arti marziali (facile esempio il karate) hanno fatto bene a indirizzare le loro arti marziali verso una direzione in cui si mirava molto a formare l'individuo caratterialmente, o sarebbe stato meglio se avessero perseverato nel puro insegnamento della loro arte di autodifesa per conservare al meglio le tecniche e quindi l'integrità dell'arte?? sbizzarritevi con le domande e grazie in anticipo

5 risposte

Classificazione
  • Kentai
    Lv 5
    5 anni fa
    Migliore risposta

    Purtroppo, come alcuni hanno già detto, non è stata del tutto una scelta. Le arti marziali (ti parlo solo del Giappone) hanno subito il cambiamento dei tempi, non solo per il fatto che la società stava cambiando, ma anche perchè le forze politiche le stavano rifiutando. Come simboli di un passato da lasciare alle spalle o talvolta come un pericolo materiale ai nuovi governi. Per portarti un esempio, dirante la Restaurazione Meiji fu proibito l'uso della spada, oppure più recentemente, dopo la fine della Seconda Guerra, durante l'occupazione americana, per un certo periodo fu dichiarato illegale praticare le arti marziali (che già erano state alleggerite nel tempo). Erano sia troppo pericolose che troppo rafforzative dello spirito dei giapponesi (che in quel momento doveva essere schiacciato per evitare che si risollevassero).

    Quindi in molti casi, la semplificazione delle arti marziali è stata davvero una necessità. In un contesto politico in cui non sono viste bene devi renderle meno vietabili, in un contesto sociale dove la gente è stanca di ammazzarsi per strada devi tirare fuori la parte filosofica (che c'è sempre stata, anche in tempi remoti) e renderla preponderante.

    Il problema è che dopo questi cambiamenti, necessari per la loro sopravvivenza, c'è stato un ulteriore annacquamento, stavolta assolutamente EVITABILE, per renderle economicamente utili. Si è iniziato a insegnarle agli occidentali per soldi, e bisognava insegnare qualcosa che loro potessero comprendere subito, altrimenti avrebbero smesso e niente soldi. Quindi sono state trasformate in quello che sono ora. Molte arti marziali all'inizio del secolo scorso (dopo aver subito le modifiche necessarie) erano ancora anni-luce da quello che sono diventate ora.

    Quindi si, hanno sbagliato. E anche di brutto. Con l'avvento della modernità c'è stato uno svilimento delle loro tradizioni a beneficio dell'apertura con l'occidente, e le arti marziali sono diventate solo un prodotto esotico da mostrare agli stranieri.

    Il problema è che molti praticanti si accontentano di praticare quello che trovano ora. Senza farsi domande. Ma dato che ci sono ancora piccole realtà in cui queste arti non sono state svendute (poche e rare ma si trovano), si potrebbe ancora attingere da loro. Un primo passo per farlo potrebbe iniziare a smettere di definirle "sport" (come molto praticanti stessi fanno) e viverle diversamente. Almeno cambierebbe l'idea con cui si pratica e magari qualche generazione dopo di noi inizierebbe a ricercare un origine quasi estinta.

    Buona pratica

    • concordo. sopratutto con questo "Il problema è che molti praticanti si accontentano di praticare quello che trovano ora. Senza farsi domande. Ma dato che ci sono ancora piccole realtà in cui queste arti non sono state svendute (poche e rare ma si trovano), si potrebbe ancora attingere da loro(...) "

    • Accedi per rispondere alle risposte
  • Shio
    Lv 7
    5 anni fa

    E' un ragionamento abbastanza diffuso in realtà, purtroppo è pieno di stereotipi e di false credenze che sono tipiche di alcuni ambienti marziali.

    Che gli asiatici hanno o hanno avuto vite dedite alla filosofia nei gesti quotidiani è semplicemente uno stereotipo da film, che in passato (o anche oggi) le persone fossero dei santoni appena usciti dal monastero grazie alle arti marziali e semplicemente falso, e questa è semplicemente storia e realtà.

    Nessuna persona al singolare è responsabile della fine che hanno fatto alcune discipline, le arti marziali come tutte le cose seguono l'andamento dei tempi, alcune di queste hanno deciso di evolversi trovando la loro nicchia specifica di applicazione e divenendo "discipline funzionali" funzionali allo scopo che si sono prefissate ovviamente, altre invece si sono fossilizzate sul passato divenendo "discipline tradizionali" (che in realtà di tradizionale non hanno nulla, ma è un altra storia) rimanendo legati a dei canoni che semplicemente oggi nel 2014 sono semplicemente fine a se stessi.

    Che le cose antiche siano migliori di quelle moderne è una cosa che a pensarla è follia, e solo nel mondo delle arti marziali esiste questo tipo di ragionamento.

    • Accedi per rispondere alle risposte
  • Anonimo
    5 anni fa

    Io penso che da un lato non si possono insegnare le arti marziali in modo puro perche comunque è pericoloso, ma dall'altro non dovrebbero neanche formare solo caratterialmente.Non so se mi sono spiegata.

    • Diego
      Lv 4
      5 anni faSegnala

      sintetico ma corretto, la sostanza è questa. Vedi se la mia spiegazione ti piace.

    • Accedi per rispondere alle risposte
  • 5 anni fa

    rispondo con poche e semplici parole:se l'arte marziale nn fosse insegnata oggi come sports allora nn sarebbe sopravvissuta ad oggi fino a noi. piccolo esempio il pancrazio:solo arte marziale nn lo conosceva e nn lo praticava nessuno,oggi è diventato uno sports di cui fanno gare di combattimento e di colpo è diventato praticato in tutta italia

    • Accedi per rispondere alle risposte
  • Che ne pensi delle risposte? Puoi accedere per votare la risposta.
  • Diego
    Lv 4
    5 anni fa

    In realtà on si può propriamente dire che ci sia stato un cambiamento nelle arti marziali. MI spiego meglio: quello che è successo a partire dal termine del periodo Edo (1603-1868), è stata la formazione di un nuovo gruppo di discipline marziali, da affiancare al preesistente Bujutsu. Questo nuovo insieme si chiamava Budo. Il Bujutsu ha però continuato a esistere, con il suo bagaglio completo anche di tecniche "mortali". Ora, come giustamente scrivi tu, non è corretto dire che le arti marziali in origine non fossero intrise della filosofia orientale antica. Precisamente, il codice di vita del guerriero feudale nipponico (si presume) comprendeva sia le arti marziali che un arigorosa adesione ai principi del Bushido, ed a tutta una serie di "regolamentazioni morali" (passatemi questa espressione). Con il Budo però qualcosa è cambiato. Come giustamente dice sensei H. Tada in un' intervista riportata sull' "Aikido" (rivista dell' Aikikai d' Italia), non siamo più nell' epoca in cui si vince se si annienta il nemico un secondo prima di essere distrutti a nostra volta. Questo implica che non è possibile addestrarsi in alle arti marziali (propriamente intese come Bujutsu). All' interno del Budo quasi tutte le discipline hanno un corrispondente nell 'antico Bujutsu:

    Jujutsu Judo

    Daito ryu Aikijutsu Aikido

    Kempo/antico Karate Karate-do

    Kenjutsu Kendo

    e via dicendo...

    Il vero cambiamento riguardante il Budo, è che lo scopo del gesto tecnico non è più l' eliminazione del nemico. Dopotutto con la scomparsa del tradizionale sistema sociale dell' antico Giappone anche la necessità di queste arti della guerra è venuta a mancare. Quale è dunque lo scopo del gesto tecnico? Nel Budo come oggi la parte introspettiva e relazionale (che pure aveva un ruolo importante anche per il guerriero feudale) ha preso il sopravvento, e lo scopo di queste discipline che oggi pratichiamo è il miglioramento personale, sia fisico che (diciamo così) interiore e sociale. Non si tratta più dunque di vere e proprie arti marziali, quanto di discipline educative. Perciò la risposta più definitiva è che è veramente impossibile (o quasi) addestrarsi alle antiche arti della guerra in modo completo ed efficace.

    Spero che queste considerazioni possano esserti d' aiuto.

    Fonte/i: Aikido e Judo
    • Accedi per rispondere alle risposte
Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.