luca ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 6 anni fa

potreste gentilmente aiutarmi? 10 stelle al miglioree?

Mi scrivete un racconto d'avventura INVENTATO da voi???

Per favoreeeeee vi scongiuroooooo

Scrivetemi un racconto d'avventura che avete INVENTATO voi!!!

Io faccio schifo nei racconto d'avventura!!! Per favoreeeee

Mi raccomando INVENTATO... 10 stelleee

1 risposta

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  • Risposta preferita

    No non lo ho inventato io. Si' la ha inventata un tizio in un forum di lettori appassionati.

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    Era una calda e afosa giornata, come sempre qui a Tanzen City. Due baldi giovanotti, come tante altre persone, ammazzano il tempo nel Guns’ Heaven Saloon, ignari di tutto ciò che gli avrebbe riservato il futuro…

    Giovane dalla bandana rossa: “Scala reale, baby.”

    Ragazza bionda e carina: “Maledizione! Avrei dovuto immaginare che non ci si poteva fidare di un tipo come te, Brad.”

    Brad: “Eheh…”

    Ragazza bionda e carina: (Speriamo si ricordi della scommessa di poco fa…)

    Brad: “Oh, a proposito, Cecille.”

    Cecille: (Ecco, ci siamo…)

    Brad: “Ti ricordi della nostra scommessa, vero?”

    Cecille: “Uff.”

    Brad: “Credevi di averla scampata, eh Cecille? Tu adesso accetti di venire a cena con me, come promesso.”

    Cecille: “Okay, come vuoi tu Brad… Una promessa è una promessa. Facciamo stasera alle 20, ti va bene?”

    Brad: “Certo, quando vuoi tu mia be… ehm, volevo dire…”

    Cecille: “Allora ci vediamo stasera!”

    Con questa frase Cecille si incamminò verso l’uscita del saloon. Arrivata davanti alla porta, si girò un’ultima volta verso il ragazzo fissandolo con i suoi bei occhioni blu e lanciandogli un sorriso che aveva un che di fatato. Quindi si girò, aprì la porta e un soffio di vento caldo le sollevò la sua lunga chioma bionda. Il suo passo così elegante, il suo corpo talmente perfetto, la scia di profumo che lasciava dietro di sé lasciarono Brad letteralmente imbambolato di fronte alla ragazza che ha sempre amato, fin da quando erano bambini, ma che aveva il presentimento di non essere mai riuscito a conquistare. Anche lui, spinto dal forte sentimento che provava per lei, fece per uscire dalla porta per poter vedere la sua amata camminare fino a casa, quando Steve, il proprietario del saloon, lo fermò bruscamente.

    Brad: “Ehi tu, che diavolo vuoi? Lasciami in pace, sono occupato!”

    Steve: “Senti Brad, per me puoi fare quello che vuoi ma l’importante è che mi paghi il conto, quindi sgancia i soldi per quello che hai bevuto… perché ce li hai i soldi per pagare, vero?”

    Brad: “Oh, è vero, scusami Steve. Sì, certo che ce l’ho, eccoli qui.”

    Steve “Ma questa miseria non basta neanche per pagare metà del conto!”

    Brad: “Ehm… Purtroppo questo è tutto quello che ho.”

    Steve: “Senti amico, lo so che sei un cliente affezionato del nostro saloon, ma anche noi abbiamo bisogno di soldi quindi o paghi, o vai a lavare tutti i piatti e i bicchieri per ripagarmi!”

    Brad: “Non puoi farmi questo Steve, stasera ho un appuntamento! Ti prego, non proprio adesso!”

    Steve: “Tu non hai pagato il conto, quindi sì che posso! Coraggio ragazzo, vieni con me!”

    Il proprietario prese Brad per la mano e lo trascinò nella stanzetta dietro il bancone, dove c’erano soltanto un piccolo lavandino e una montagna di stoviglie.

    Brad: “Ma non ce la farò mai in tempo per stasera!”

    Steve: “Coraggio Brad, niente storie e fila al lavoro.”

    Brad: “Dannazione, se stasera non mi presento all’appuntamento con Cecille sicuramente non mi vorrà più vedere, devo fare in fretta!”

    Brad prese a lavorare ad una velocità supersonica; nel frattempo erano già passate le 20, e a casa di Cecille…

    Cecille: “Ehi ma sono già le 20:05, dove si sarà cacciato quel perdigiorno di Brad? Avevamo fissato l’appuntamento per le 20! Speriamo che non faccia troppo tardi… D’altronde, non immagina nemmeno che se ho perso a poker con lui è stato di proposito…”

    Alle 20:10 in punto Brad aveva terminato di lavorare e, guardando il grande orologio a pendolo del saloon, si rese conto che era già in ritardo per l’appuntamento. Tutti se ne erano andati, perfino Steve, e lui era rimasto per tutto il tempo solo a lavorare per pagare il suo debito.

    Brad: “Cavolo, si è già fatto tardissimo! Mi devo sbrigare o Cecille non mi prenderà mai sul serio! Devo correre subito a casa sua!”

    Arrivato a casa della ragazza, il giovane non sapeva se suonare o meno il campanello. Per la fretta, non aveva avuto nemmeno il tempo di prepararsi a dovere per quell’appuntamento ed era stanco e sudato.

    Brad: “Oddio, sono in pessime condizioni, non posso farmi vedere in questo stato di fronte a lei! E ora come faccio? Non ho più tempo per tornare a casa a prepararmi, sono già in ritardo! Sono indeciso… suono o non suono?”

    ...

    (No, ma che sto dicendo? Questa è la mia occasione, non posso sprecarla in questo modo. Ho deciso, suono.)

    A casa di Cecille si sentì suonare il campanello. Era un normale din-don, ma per Brad quel suono significava molto. Una serie di emozioni cominciava ad impardonirsi dell’anima del ragazzo. Quello era il suo primo appuntamento…

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