QUALE autore riesce LETTERALMENTE a MASSACRARTI con tutta la sua TECNICA?

Intendo dire, esiste uno scrittore che, senza necessariamente scrivere libri/romanzi/saggi particolarmente belli o degni di nota, dimostra comunque di avere una padronanza ASSOLUTA della lingua e delle parole dando inoltre un vero e proprio sfoggio estremo di cultura e di tecnica, in maniera tale che, ogni qual volta tu lo legga tu possa sempre dire "cazzzo, ma questo è autentico un mostro di bravura".

Cioè, sto cercando uno scrittore che quando scrive "ci martella dentro come un dannato maledetto", uno di quelli che va a capo solo perché finisce fisicamente la pagina.

Ok, forse ho preso in prestito queste espressioni "forbite" da qualche slang musicale ma forse avete capito cosa sto cercando.

55 risposte

Classificazione
  • 6 anni fa
    Risposta preferita

    Marcel Proust con la sua "Ricerca del tempo perduto" è stato già citato, ed è anche la mia scelta per quello che riguarda gli autori stranieri.

    La sua è una scrittura che all'inizio sembra complessa, elaborata, di una squisitezza perfino irritante. Periodi lunghissimi, pensieri che si intrecciano, si aggrovigliano e di distendono di nuovo...

    Ma poi diventa ipnotica, avvolgente, è come un respiro che ti viene naturale respirare assieme all'autore.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Marcel_Proust

    Un altro autore straniero che dà sfoggio di una tecnica letteraria spettacolare, scoppiettante, funambolica, quasi da prestigiatore delle parole, è Vladimir Nabokov.

    E' conosciuto principalmente per "Lolita", uno dei libri che non si può non aver letto, ma le sue acrobazie migliori le ha realizzate con "Fuoco pallido", una finta biografia letteraria scritta da un critico incompetente, che cerca a tutti i costi di entrare nell'opera che recensisce. Per me un libro tecnicamente miracoloso, ma anche godibilissimo.

    http://www.parolata.it/Letterarie/Iperromanzo/Iper...

    Poi voglio citare "La vera vita di Sebastian Knight", "Il dono", "Disperazione", mentre con "Ada" ho fatto più fatica a districarmi da tutti quegli arabeschi, quelle decorazioni, quelle girandole di parole...

    http://it.wikipedia.org/wiki/Vladimir_Vladimirovi%...

    Però bisogna sempre tenere presente che in questi casi conta molto anche la traduzione, quindi torniamo in Italia...

    Tra gli autori italiani non ho dubbi: Alberto Arbasino.

    L'ho amato in un modo totalizzante da quando ho letto per la prima volta il divertentissimo "Specchio delle mie brame" appena uscito nel 1974. In seguito ho cercato in maniera smodata tutto quello che aveva scritto prima, e ho continuato a leggere tutto quello ha pubblicato poi.

    I migliori: "Fratelli d'Italia" (ma consiglio l' edizione Feltrinelli del 1963/1967, di recente ristampata nei Meridiani Mondadori; le due versioni successive pubblicate da Einaudi nel 1976 e Adelphi nel 1993, ampliate a dismisura, sono ammirevoli ma quasi insostenibili), "La bella di Lodi" (nato come racconto, poi sceneggiatura di film, infine romanzo), "Anonimo Lombardo", "La narcisata", e il travolgente esperimento pop di "Super-Eliogabalo". Tra la saggistica, imperdibile è il recente "America Amore", e poi "Certi romanzi", "Grazie per le magnifiche rose", "Ritratti italiani".

    Anche se di certi libri non capivo nemmeno la metà delle citazioni, non conoscevo neppure un terzo degli autori e dei nomi che snocciolava come fossero noti al mondo intero, l'ho amato perché mi ha dato mille stimoli, volevo infatti conoscere tutto quello che conosceva lui e così ho cercato e trovato e gustato altri autori che adesso sono tra i miei preferiti.

    Purtroppo da molti anni ha smesso di scrivere narrativa e si occupa quasi solo di saggistica, in ogni campo possibile e immaginabile, dalla politica ("In questo stato", "Un paese senza", pubblicati negli anni '80) a critica letteraria, cronache di incontri con altri scrittori, viaggi, arte, teatro, lirica...

    Il suo stile è una specie di fuoco artificiale di nomi, fatti, cronache, ricordi esagerati, personaggi mitizzati, e lui sembra sempre aver vissuto, provato, frequentato tutto il mondo dalla metà degli anni '50 fino ad oggi. Nei suoi testi puoi trovare i Velvet Underground e Truman Capote, le case della famiglia Agnelli e i peggiori localacci con darkroom di New York, la Callas e Frank Zappa, la piazzetta di Capri e i cespugli dietro le stazioni.

    Tornando alla tua domanda sull' "autore che ti massacra con la sua tecnica", allora l'esempio più eclatante è la sua ultima e monumentale riscrittura di "Fratelli d'Italia", quasi triplicato rispetto all'originale. Se primo era un romanzo, l'ultimo è un magazzino di tutta la cultura italiana degli anni 50/60, un delirio pop-surreale (il dialogo dei cardinali!), un saggio critico, una autobiografia, un carosello, un'orgia...

    Io però, pur amando l'autore come ho già detto, questo tomo di 1400 pagine lo riesco solo a centellinare, un capitolo ogni tanto, ed è sul mio comodino da diversi anni.

    Se c'è un autore che letteralmente "lascia senza fiato" allora è lui: Alberto Arbasino.

    Fonte/i: La pagina di Wikipedia, con la bibliografia http://it.wikipedia.org/wiki/Alberto_Arbasino Consiglio di ascoltare le "Interviste impossibili", trasmesse da Radio Rai alla metà degli anni '70. Sono reperibili nei "soliti posti" del web e in qualche caso in YouTube. Qui l'intervista di Arbasino a Ludwig II di Baviera, con Carmelo Bene https://www.youtube.com/watch?v=Yr2PMFGRwDc https://www.youtube.com/watch?v=dixlf3zYvZE https://www.youtube.com/watch?v=2ROGga0eASk
  • 6 anni fa

    Dante e Cervantes (che ho letto in lingua originale).

    Solo per loro due mi sento di parlare di padronanza assoluta della lingua, di assenza totale di cadute, di esitazioni, di banalità.

    Dopo di loro, tutto il resto (e cito A. Verrecchia) "stordisce, ma non nutre". Le opere di tanti autori ultracelebrati sono "opere in cui si sentono tuoni e fulmini, ma non cade mai un po' di pioggia. Temporali a secco".

  • 6 anni fa

    Te ne nomino diversi.

    Gesualdo Bufalino.

    Borges.

    Wu Ming (è un collettivo ma chissenefrega, spaccano).

    Michele Mari (si piace tanto, eh, ma merita).

    Italo Calvino (che fa sembrare tutto facile).

    ___

    poesiuola bonus di Mari, per dire di certe casualità per niente casuali.

    Nella mia testa c'è sempre stata una stanza vuota per te.

    quante volte ci ho portato dei fiori

    quante volte l'ho difesa dai mostri

    Adesso ci abito io

    e i mostri sono entrati con me

  • 6 anni fa

    Se per 'tecnica' intendi capacità di 'raccontare' aldilà del linguaggio dico Dostoevskij

    (si, però è tradotto….facciamo che pensiamo a un italiano)

    Michele Mari l'ho scoperto per radio che è amatissimo, ho sentito un paio di poesie, quella di Allegrondo è la terza e sono bellissime.

    Erri De Luca è a modo suo mostruoso :)

    Se per 'massacrarti' intendi una tecnica che diventa pallosina allora dico Baricco.

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  • Abilità stilistica e tecnica, per me, va a braccetto con Stefano Benni.

    Ogni suo libro mi spiazza, in tutto, ma soprattutto per la nota stilistica.

  • Blu.
    Lv 7
    6 anni fa

    Saramago

    Yourcenar

    Ah,italiani?

    Erri De Luca

    il Baricco di Oceano mare e castelli di rabbia

  • Vavax
    Lv 7
    6 anni fa

    Dante a parte?

    No, nessuno.

    Mi piego ma non mi spezzo.

    PS: a me i pacchettini ben curati piacciono molto, a prescindere dal regalo ;-))

  • 6 anni fa

    Io invece dico che queste domande dovresti lasciarle per il dopo feste ché lo sbrilluccichio delle lucine s' è divorato il mio sistema neuronale con grave compromissione a livello delle sinapsi. Inoltre, il lobo deputato alla scrittura di logiche risposte è momentaneamente chiuso per ferie!

    Ma torno, cacchio se torno★_★

  • 6 anni fa

    Thomas Bernhard ti martella l'anima come un punteruolo, scava buchi dentro te stesso, e ti costringe a seguirli fino in fondo anche se non hai idea di dove porteranno. ha una prosa ripetitiva, a volte ossessiva, che avanza per piccolissimi scarti successivi e affonda colpo dopo colpo dentro regioni dell'animo che nemmeno sapevi di avere. Non so quanto studiata sia la sua tecnica - è forse solo il prodotto di una mente che non tollera niente meno che gli assoluti - ma è incredibilmente efficace. Di certo è uno di quelli "che va a capo solo perchè finisce la pagina".

  • 6 anni fa

    Umbero Eco. Leggiti il Nome della Rosa e capirai.

  • Proust non lo dice nessuno?

    Allora me lo cucco io ;)

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