Ester ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 6 anni fa

Un libro filosofico-economico? Anche abbastanza impegnativo, penso di farcela?

1 risposta

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  • Anonimo
    6 anni fa
    Risposta preferita

    - Michael J. Sandel, in Quello che i soldi non possono comprare. I limiti morali del mercato (Feltrinelli), affronta, più o meno direttamente, il problema del legame tra soldi, felicità e appagamento, mettendo in luce le differenze tra vivere in un'economia di mercato e essere parte di una società di mercato. Nel tentativo (impossibile) di rispondere a questa domanda: qual è il giusto ruolo dei mercati in una società democratica e come si fa a tutelare i beni morali e civili che i mercati non rispettano e che i soldi non possono comprare?

    - Diego Fusaro, Minima mercatalia. Filosofia e capitalismo (Bompiani. 2012) prende posizione contro l'attuale capitalismo e le sue crisi. Da una parte il libro segue lo sviluppo del capitalismo dalla prima modernità a oggi, e dall'altra mostra come i filosofi moderni si siano posti nei suoi confronti. Il capitalismo non è solo una faccenda economica, ma anche squisitamente filosofica, perché con il capitalismo s'inaugura un'epoca della storia in cui domina il principio dell'illimitatezza, della produzione senza freni a scapito dell'umanità e del pianeta.

    - Finanzcapitalismo di Luciano Gallino. L’autore, sociologo di fama internazionale, in questo saggio descrive i rapporti tra finanza e capitalismo, rintracciando nelle sue distorsioni il vero motivo della crisi economica. La critica è feroce contro le scorciatoie tipiche della finanza creativa e le tendenze, ancora presenti, a scollegare, l’universo del denaro da quello del lavoro.

    - Raj Patel, Il valore delle cose e le illusioni del capitalismo

    Ogni volta che comperiamo una banana il 45 per cento di ciò che paghiamo va al rivenditore, il 18 per cento all'importatore, il 19 per cento viene assorbito dai costi di trasporto, mentre alla compagnia che controlla la piantagione spetta circa il 15 per cento. Al contadino, a colui che ha lavorato la terra e si è impegnato concretamente per far crescere il frutto, resta meno del 3 per cento: una miseria. Evidentemente c'è qualcosa che non va in un modello così iniquo di distribuzione, che non riguarda peraltro solo i beni alimentari. Il prezzo da noi pagato per ogni cosa, dal cibo ai beni di consumo, è sistematicamente distorto. Il mercato non riesce a valutare con equità il valore del lavoro, i bisogni delle persone, le necessità delle generazioni future. E quando i prezzi sono ancorati al nulla anziché ai valori reali siamo di fronte a un baratro. Oggi che il liberismo è saltato fragorosamente per aria anche a causa dei prezzi gonfiati delle case, è più che mai necessario tornare alla radice dei problemi. E l'obiettivo ambizioso del nuovo libro di Raj Patel: un'indagine stringente che rovescia i dogmi dell'economia liberista e fornisce gli strumenti per riflettere in modo nuovo sul mondo, sul valore delle cose, sul senso di ciò che facciamo.

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