Veronica ha chiesto in Scienze socialiPsicologia · 6 anni fa

Cosa mi succede? Come riprendermi?

Un paio di anni fa ho passato davvero un brutto periodo in cui avevo praticamente rinunciato a vivere, avevo allontanato tutti, non uscivo quasi mai di casa.

Iniziai ad andare dalla psicologa regolarmente (qualche volta ci vado ancora) e col passare del tempo mi stancai della "vita" che facevo e cercai di riprendermi piano piano tutto quello che avevo respinto.

Ad un certo punto sentivo di aver raggiungo una certa stabilità, vedevo gente apprezzarmi e gradire la mia compagnia e questo mi faceva stare davvero bene. Ho sempre avuto una fissazione per quello che la gente pensa di me.

Adesso ho 16 anni e finita quest'estate nonostante continui a condurre una vita normale ansia, malumore, paranoie sono all'ordine del giorno. mi sento incapace di stare in mezzo alla gente, ormai non sono più una buona compagnia, sono noiosa e stupida, a casa tratto male chiunque mi capiti davanti, non riesco più ad essere spontanea e serena e a godermi le chiacchiere con le persone, penso a come sembro o a come devo sembrare e vorrei fregarmene, ma quello che pensa la gente di me a volte sembra un'ossessione e mi faccio schifo da sola anche solo per questo. mi sento triste e spenta, spesso anche apatica.

non so apprezzare più niente, pur cercando di razionalizzare quel che sento.

un'altra cosa è che ci rimango malissimo per qualunque bel ragazzo con cui non riesco a concludere, forse è perché non ho mai avuto un ragazzo?

Che cos'ho? Perché non riesco a venirne fuori? Cosa devo fare?

2 risposte

Classificazione
  • 6 anni fa
    Risposta preferita

    E' difficile rispondere alle tue domande senza un confronto diretto, un dialogo più approfondito... i malesseri che descrivi potrebbero avere varie spiegazioni, affondare le loro radici nelle fasi primordiali di formazione del carattere, quando siamo ancora una sorta di contenitore vuoto e tutto quello che dall'esterno lo riempirà sarà determinante per definire la nostra personalità, le nostre paure, le nostre carenze, oppure essere conseguenza diretta di un preciso trauma psicologico, che ha lasciato una cicatrice profonda dentro di te...Io tutto questo non posso saperlo,e del resto non sono neanche psicologa, ma vorrei soffermarmi sulla ricerca ossessiva dell'approvazione degli altri, che sembra essere la cosa che più ti fa star male, e che mi fa propendere per una spiegazione (perdonami il termine tecnico, un po' fuori luogo) di tipo "strutturale", nel senso che secondo me la tua crescita, dall'infanzia ad oggi, è progredita di pari passo con un senso di inadeguatezza che chi ti stava vicino forse inconsapevolmente, ha contribuito ad alimentare, per poca sensibilità, superficialità o semplicemente non conoscenza delle dinamiche complesse che accompagnano la formazione di una personalità in evoluzione...Non voglio parlare difficile, dico queste cose magari sbagliando di brutto, ma c'è in me una sorta di sicurezza, forse ingiustificata, che deriva dalla mia personale esperienza: ho quasi 20 anni più di te, fino a circa quindici anni fa ho vissuto complessi molto simili ai tuoi..magari non cercavo di piacere ad ogni costo, ma mi faceva terribilmente male il giudizio negativo degli altri: una parte di me lo reputava ingiusto ma l'altra parte mi voleva convincere che tutto il peggio che si poteva dire di me era giustificato, era vero, e per alcuni anni, proprio quelli che stai vivendo tu, me ne ero davvero convinta. Inutile dire che anche il mio carattere, introverso e silenzioso, ha contribuito ad alimentare questo stato d'animo, da piccola poi non facevano che ripetermi che ero scontrosa, non ero dolce per niente, non ridevo mai...Ora come ti ho detto non so quale sia la tua effettiva situazione, ma il fatto che già qualche anno fa, e sei ancora giovanissima, sei andata dalla psicologa ( e per un po' ne hai tratto giovamento, forse vista l'età critica critico non ha avuto un effetto più duraturo) mi fa pensare che anche le origini del tuo malessere siano lontane, per cui è importante per te risalire alle tue personali cause di disagio, fare una full immersion nel tuo passato, magari di nuovo con l'aiuto di uno specialista se da sola non ce la fai, e cercare di individuare gli elementi che hanno disturbato la crescita della tua autostima, senza sconti per nessuno, perchè in questa fase è importante che TU stia bene. Individuati questi elementi, ti consiglio di allentare il più possibile, se proprio non si possono rompere, i legami con questi fattori, che siano persone, condizioni di vita o altro, e rivolgere il tuo sguardo verso nuovi orizzonti di vita e di relazione. Io quando ho fatto questo, dopo un primo periodo di resistenze da parte della vecchia persona che era in me, ho acquistato un'autostima che non credevo possibile, sono diventata più socievole con le nuove persone che ho conosciuto e di cui ora sento l'affetto e la benevolenza, ma soprattutto MI AMO, sono diventata impermeabile alle malignità e sono riuscita a fare quell'analisi di cui ti ho parlato...ma finchè ci stai dentro tutto ti apparirà buio, nebuloso e incomprensibile, starai male e ti incolperai di tutto. , ma rotte certe catene vedrai che vivere, secondo la tua natura e non secondo quello che vogliono gli altri è la cosa più bella che ti possa capitare, l' amicizia , l'affetto , il bene ed infine anche l'amore degli altri ti pioverà addosso gratuitamente e ti ricolmerà di benessere e voglia di vivere.Per cui guarda dentro te ,lavora su te stessa, chiedi aiuto se lo ritieni necessario, non sarà subito facile ma, credimi, ne vale la pena.

  • Anonimo
    6 anni fa

    Hai 16 anni, basta ed avanza come risposta.

Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.