LAURA ha chiesto in Matematica e scienzeFisica · 6 anni fa

Differenza tra attrito e legame molecolare?

Esiste una differenza tra il concetto di attrito tra molecole a contatto tra loro e legame molecolare?

1 risposta

Classificazione
  • 6 anni fa
    Risposta preferita

    L'attrito (o forza d'attrito) è una forza dissipativa che si esercita tra due superfici a contatto tra loro e si oppone al loro moto relativo. La forza d'attrito che si manifesta tra superfici in quiete tra loro è detta di attrito statico, tra superfici in moto relativo si parla invece di attrito dinamico.

    Secondo l'interpretazione classica, esistono tre diversi tipi di attrito:

    attrito radente: dovuto allo strisciamento, che avviene su superfici piane;

    attrito volvente: dovuto al rotolamento, che avviene su superfici curve;

    attrito viscoso: relativo a un corpo immerso in un fluido o a strati di uno stesso fluido in movimento con velocità diversa (attrito interno).

    Ci sono diverse interpretazioni sulle cause di questa forza: la meccanica galileiana proponeva come causa dell'attrito le asperità tra le superfici a contatto; studi più recenti hanno dimostrato che l'attrito è dovuto soprattutto a fenomeni di adesione (legami chimici) tra le molecole che compongono le superfici a contatto.

    Gli effetti dissipativi prodotti dall'attrito volvente sono in generale molto minori rispetto a quelli dovuti all'attrito radente. Da ciò derivano le applicazioni di ruote o rulli per il trasporto di oggetti pesanti che, se trascinati, richiederebbero molta più energia per essere spostati, e l'interposizione di cuscinetti a sfere tra perni e supporti.

    Per inerzia si intende in fisica la proprietà della materia che ne determina la resistenza ad accelerare se sottoposta all'azione di una forza.

    Il concetto è in qualche senso più vago e più ampio di quello di massa, in quanto può comprendere anche grandezze distinte da questa, quali ad esempio il momento di inerzia che quantifica la resistenza alle accelerazioni angolari. La parola viene utilizzata in senso ancora più generico in contesti non meccanici, dove significa resistenza alla variazione di una qualche grandezza nel tempo: all'interno di considerazioni termodinamiche qualitative, ad esempio, è relativamente frequente parlare di "inerzia termica" intendendo con tale termine generico il calore specifico o la capacità termica di un oggetto.

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