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Uno psicologo mi ha detto che solo Giuseppe Palma e pochi altri condannano completamente le terapie riparative. E voi usate la ragione?

3 risposte

Classificazione
  • 5 anni fa
    Risposta preferita

    La cosa è semplice:

    tutti gli studi su gemelli monozigoti indicano probabilità attorno al 20% o anche al di sotto del 10% che, gay uno, sia gay anche l'altro; quando invece per condizioni conclamatamente congenite come la sindrome di asperger questo dato è dell' 88%. Questo, unito alla palese invalidità degli studi di LeVay sull'ipotalamo e di quelli che volevano trovare in Xq28 il "gene gay", ci fanno sapere che l'origine del comportamento omosessuale è come minimo prevalentemente ambientale e non congenita.

    Inoltre, potrei citare studi sull'influenza del modello familiare sull'orientamento sessuale dei figli.

    Perché si dovrebbe però credere che una condizione risultata da influssi ambientali di natura psicologica debba essere immodificabile?

    In effetti, benché la marcata voglia da parte di molti di negare tutto, degli studi sulla possibilità di cambiare orientamento sessuale ci sono.

    Il più famos è quello in peer-review dello psichiatra Spitzer, che su duecento soggetti intervistati trovò in quasi tutti un cambiamento sostanziale degli interessi sessuali, tramite una complessa intervista strutturata per monitorare i vari aspetti della sessualità:

    http://link.springer.com/article/10.1023%2FA%3A102...

    i critici argomentatano che Spitzer avrebbe ritrattato. Tuttavia lo ha fatto, stranamente, a nove anni dallo studio, dopo aver ricevuto per lungo tempo minacce e vessazioni da esponenti LGBT ed essendo ormai malato e vecchio, scusandosi che gli stessi LGBT (d cosa?) ( http://www.mercatornet.com/mobile/view/frail_and_a... )

    Inoltre bisogna tenere conto che tale studio si basa su un campione autoselezionato. Questo, che di solito è per le ricerche un punto di debolezza, in questo caso è un punto di forza. Chi non vuol dire la verità, solitamente, preferisce tacere piuttosto che mentire. Ma all'intervista si precipitarono volontariamente quasi duecento persone che testimoniarono cambiamenti evidenti, che sarebbero rilevanti e sostanziali anche se fossero esagerati, mentre quasi nessuno si presentò a testimoniare il fallimento di una terapia che avrebbe fatto perdere tempo e soldi a tutti coloro che vi si sottoponevano, ma che stranamente dopo cinque anni sarebbero stati disposti a mentire spudoratamente per essa.

    A tutto ciò bisogna aggiungere che la stessa APA ha riconosciuto che 11 donne hanno intrapreso e mantenuto per oltre 30 anni relazioni normali con uomini, dopo essere state omosessuali per oltre 10 anni:

    http://www.apa.org/monitor/oct04/labels.aspx

    Se non bastasse, c'è anche uno studio longitudinale della durata di sette anni che ha certificato come le terapie di conversione abbiano avuto effetto sulla maggior parte dei soggetti di un campione di 98 unità:

    http://www.amazon.it/Ex-Gays-Longitudinal-Religiou...

  • Akira
    Lv 4
    5 anni fa

    Pochi altri quelli che le condannano sono tutti i leader delle teorie riparative e inoltre l'eterofobia non esiste è solo un modo vostro per fare le vittime visto che insultarci non funziona più provate con questa ca**a

    • Piero
      Lv 5
      5 anni faSegnala

      Veramente è l'omofobia che non è neppure definita e questo al rende più pericolosa. Al contario i tanti link che seganlo dimostrano la tipica violenza gayfriendly.

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  • 5 anni fa

    le terapie sono sempre riparative di una precedente distruzione. Il contrario mi semberrebbe poco deontologico

    grazie dei contributi.

    salvati tra i preferiti, compresa la lettura scientifica che mostra la possibilità della riparazione e che viene citata

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