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E' vero che i vini sfusi venduti in enoteca sono più genuini di quelli in bottiglia?

Come scegliere il miglior vino sfuso, se non si è intenditori?

Il prezzo più alto è da solo garanzia di qualità?

E se non è nelle botti ma in quei contenitori giganti che sembrano di alluminio c'è da fidarsi?

3 risposte

Classificazione
  • 5 anni fa
    Risposta preferita

    Stesso rapporto che c'è fra spacciatore e farmacista

    Visto che qualcuno si lamenta della mia poca serietà diamo una risposta seria

    Non e' dettoche il vino sfuso sia peggiore di quello in bottiglia. Tieni presente sempre che tappo bottiglia e spedizione incidono sul costo a 75 cl per circa 3,5 euro. il costo dell' uva l'anno scorso era compreso fra 1 e 3 euro al chilo ( prezzo medio con eccezioni: l'uva da sciacchetrà e' sui 4-4,50 euro al chilo). Quindi qualunque bottiglia sotto ai 6-7 euro la compri a tuo rischio e pericolo a meno di 5 e' veleno

    Chi marchia la sua bottiglia doc o docg e' sottoposto a un po' più' di controlli ma tieni presente che la fascetta si paga ai consorzi talvolta più' del costo dell' uva.

    Per contro non sempre lo sfuso fa schifo, dipende da dove lo compri. Se vai dal contadino di solito ti becchi la fregatura. Otto contadini ruspanti su dieci non sanno vinificare, correggono a zucchero, e non hanno idea dei tempi corretti di fermentazione Inoltre hanno botti vecchie spesso ripulite male e a colpi di zolfo. Le cantine sociali sono una buona via di mezzo, almeno hanno un enologo che controlla. meglio sarebbe trovare una cantina privata con un bravo enologo che venda sfuso Curano loro la vigna non mischiano più' produttori come le cantine sociali e di solito hanno un buon prodotto perché' devono stare sul mercato.

  • Ciao Gattina

    Intanto bisogna distinguere tra i "vinelli da tutti i giorni" [tendenzialmente scadenti] e i signori vini, dei quali una singola bottiglia da 750 ml può costare decine, centinaia o persino migliaia di €.

    Tendenzialmente, dovrebbe esser venduto per sfuso vino ottenuto da produttori locali che non sono associati a grandi produttori oppure vino "scartato" dai grandi produttori perché non soddisfacente determinati standard di qualità. Non che non possa essere buono buono, anzi, ma strane logiche industriali e burocratiche possono imporre di dover scartare ottima materia prima semplicemente perché, cose che a noi estranei del settore sembrano banalità, alcuni parametri di valutazione sono negativi.

    Pensa che alcuni vigne sono certificate per una ben precisa quantità di produzione annua che non devono assolutamente pena declassamento di qualità o multa salatissima. Tutto l'eventuale surplus viene distrutto oppure rivenduto al "mercato nero" [che in realtà può essere più o meno nero] del quale può far parte chi vende appunto vino sfuso.

    Ecco perché in bottiglia, bottiglione, damigiana, così come sfuso, puoi trovare di tutto e pertanto l'unico criterio scientificamente valido è quello assaggiare i vini, chiedendo quanti più dettagli possibili al venditore, verificando inoltre, in separata sede, se quel che dice è vero o se mente.

    Tendenzialmente, il vino dovrebbe contenere la minor quantità possibile di solfiti e meno ne contiene meglio è [però meno ne contiene e più "va a male" prima].

    Comunque, assaggia, prova, degusta, sperimenta: con l'esperienza il tuo palato si abitua a riconoscere il vino genuino e distinguerlo dall'acqua colorata di rosso :)

    Comunque io consumo poco vino e non ne so molto. Adesso chiedo a mio padre che ne sa qualcosa in più e poi ti faccio sapere :)

    __________________________________________

    EDIT

    Dunque, oltre alla qualità dei vitigni e dell'uva, bisogna inoltre distinguere tra vini prodotti industrialmente e vini prodotti artigianalmente. Spesso i vini migliori, ma poi "migliori" per modo dire perché i gusti sono molto soggettivi e personali, sono quelli prodotti in piccole quantità da privati che hanno la loro piccola vigna e che producono qualcosa più per sfizio, per poter dire "ah questo l'ho fatto io", che per un reale profitto, anche perché producono poche centinaia di litri all'anno.

    Comunque molto dipende dalle modalità di conservazione, illuminazione, temperatura, isolamento stagno dei recipienti, siano esse botti, bottiglie, damigiane e poi anche i calici usati per degustarli: ad ogni vino bisogna abbinare il giusto calice. Sembra una superflua banalità eppure, stranamente, anche il calice è importante

    Fonte/i: σтк
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    • Anch'io preferisco bere poco ma bere bene, molto bene :) Qualche libro/atlante sui vini può aiutare, ma solo l'esperienza pratica del palato può davvero insegnare qualcosa. NUNC (ET SEMPER) EST BIBENDUM :D

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  • 5 anni fa

    Ti faccio una listarella di vini da paura (aiuuudooo! paruuuraaa!) che costano pochissimo (per pochissimo intendo tra i 10 e i 30/35€)

    Si, poi.

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