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maria ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 5 anni fa

RECENSIONE "IL RITRATTO DI DORIAN GRAY"?

ragazzi, devo fare la recensione per scuola del libro "Il Ritratto di Dorian Gray" di Oscar Wild. potete aiutarmi??

Aggiornamento:

per favore! grazie!

2 risposte

Classificazione
  • 5 anni fa
    Risposta preferita

    Su Internet se ne posso trovare tante:

    1) “Chiunque insegua i piaceri di una forma fugace, si riempie la mano di fronde secche e coglie bacche amare”.

    Così annuncia la sentenza del cardinale Maffeo Barberini (futuro papa Urbano VIII) scolpita sul basamento del meraviglioso Apollo e Dafne di Bernini. Sembra un paradosso: una predica contro la bellezza scolpita sull'emblema della bellezza. Ma ha un suo senso. Difatti cos'è la bellezza? Bello è ciò che ti fa comprendere che il mondo non è solo tenebre ma anche luce. Bello è ciò che ti fa sentire uomo tra gli uomini. Bello è ciò che dona la pace. La bellezza è ciò che ti rende parte di quell'unione di spirito e natura che è l'Assoluto.

    Tuttavia la nostra esistenza è fatta di sparuti momenti di bellezza unici e irriproducibili. Non li possiamo forgiare e non li possiamo nemmeno cercare. Chi si desse a questa caccia paradossale finirebbe per disperarsi a causa della miseria che lo circonda o per corrompersi, sprofondando negli abissi cavi della depravazione e del peccato. Barberini ci invita a non perdere la nostra breve esistenza nell'amarezza della forma esteriore che sarà fatalmente consumata dal trascorrere del tempo. Tuttavia all'uomo è stata data la possibilità di immortalare una di queste tante gocce di bellezza nella pietra, nella tela, nell'affresco. Parliamo dell'Arte, la grande sacerdotessa del bello, l'unica che riesce a sottrarsi alle mani callose della Morte e a donare all'eternità i piaceri e le gioie della giovinezza. Questo ci dice Bernini con le sue due creature che rimarranno sempre strette nel loro sofferente dramma, in una vorticosa spirale di passione e pathos. E lo spettatore di ogni luogo e di ogni tempo non farà che purificarsi di fronte a tale spettacolo e a ringraziare il cielo per il bello che gli ha donato.

    Questa grande lezione di vita che Barberini e Bernini hanno raffigurato nella pietra trova il proprio corrispondente letterario nel capolavoro di Oscar Wilde (1854-1900): “Il ritratto di Dorian Gray”.

    Basil Hallward ha appena finito il ritratto della sua nuova musa,Dorian Gray. Costui è un giovane stupendo con il suo incarnato eburneo, i suoi morbidi riccioli dorati e i suoi profondi occhi blu oceano. Nessuno può resistere al fascino della sua grazia, della sua ingenuità e del suo candore. Non solo il pittore ma anche il suo amico, lord Henry Wotton, ne rimane incantato. Lord Wotton, cinico e raffinato esteta, con i suoi pungenti aforismi conquista in un baleno il giovinetto e ne diviene il mentore e l'iniziatore alla sua teoria del piacere. Il mellifluo aristocratico gli inculca la venerazione della bellezza e della giovinezza. Ai belli e ai giovani è concesso di tutto, ma per un breve periodo: il Tempo con la sua clessidra incombe e in ben che non si dica arriverà la Vecchiaia e infine la Morte. Dorian non vuole invecchiare e prega con tutta l'anima di avere salva la propria giovinezza. La sua preghiera non rimane inascoltata: sarà, infatti, il suo ritratto a subire il trascorrere degli anni e la perpetrazione del peccato. “Curare l'anima coi sensi, e i sensi con l'anima”. Questo diviene,allora, il nuovo motto del giovane che si inserisce in un circolo vizioso , finendo per commettere efferati crimini. E mentre l'ormai spregiudicato dandy non si meraviglia più delle propria disumanità, il quadro continua a deformarsi e a invecchiare....

    Oscar Wilde, con il tocco delicato della sua preziosa penna, compone un esasperato inno alla bellezza e inaugura un nuovo estetismo fondato sul binomio vita-arte. Ma non solo. Per bocca di lord Wotton, l'autore ci dona un affresco graffiante e amaro della malata società vittoriana in cui i peccatori più incalliti sono i più ferventi moralisti e in cui il vizio viene tollerato se mascherato da cortesia e bon ton. Tuttavia la grandezza dello scrittore irlandese sta nella sua capacità di conquistare il lettore attraverso una scrittura ipnotica e drogante che accarezza e culla. Mai prima d'ora mi era accaduto di entrare talmente in simbiosi con un libro da tremare nei momenti di sofferenza, di soffocare nei momenti di suspense e di rimanere languidamente rapito dalle deliziose descrizioni di Wilde.

    2) "Il ritratto di Dorian Gray" è in assoluto il mio libro preferito, anche se non sono in grado di spiegarne con esattezza la ragione; forse perché il tentativo del protagonista di rendere la propria vita un'opera d'arte rende il libro stesso una raffinata ed elegante forma d'arte letteraria, o semplicemente perché Dorian, nei suoi eccessi, nel suo irrefrenabile e vano desiderio di conservare la propria giovinezza, cela le aspirazioni impossibili di ognuno di noi. Confesso di essere in disaccordo con molte affermazioni di Lord Henry e dello stesso Wilde, ma tali idee vengono espresse con una tale abilità e sconvolgente sincerità, che è inevitabile apprezzarle comunque. Non voglio rivelare altro di questo fantastico libro poiché credo che per comprenderne i molteplici significati e l'incredibile raffinatezza sia necessario leggerlo. Forse questa è un'altra caratteristica che lo rende unico: la sua bellezza è ineffabile.

    3) Questo è uno dei primi libri che ho letto e ricordo di esserne rimasto colpito, ogni pagina ti incolla ad esso...BELLISSIMO...UN CAPOLAVORO.

    Le vicende di Dorian il quale vende l'anima al diavolo pur di mantenere la sua bellezza, il ritratto invecchia al posto suo, ingrassa e si abbruttisce a causa della vita dissoluta di Dorian, mentre lui agli occhi di tutti rimane il ragazzo che era al tempo in cui aveva stretto il patto.

    Questo libro è l'opera massima di Oscar Wilde, trovo che in alcuni punti sia un'opera autobiografica, una vita che è un'ode alla bellezza e al piacere assoluto, non rendendosi conto che era un lento ma inesorabile discesa verso l'abisso della dissolutezza umana.

    L'altro punto che colpisce è che un libro scritto nel 1890 sia così terribilmente attuale, un'ode alla bellezza a tutti i costi.

    Penso sia uno dei capolavori immortali che tutti noi amanti della lettura dovremo avere letto almeno una volta nella vita.

    MAGNIFICO

    • maria5 anni faSegnala

      grazie!!

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  • 5 anni fa

    no, se non dici per favore e grazie

    • Commenter avatarAccedi per rispondere alle risposte
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