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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 6 anni fa

ciao a tutti per domani ho una ricerca sullo shintoismo.?

devo seguire questi punti

-luogo e data di nascita

-fondatore

-insegnamenti

-idea dell'aldilà

-riti

-feste norme morali

io la sto facendo la ricerca ma se potete scrivete lo stesso per vedere se c' è qualcosa che non ho messo.10 punti veloci al migliore. possibilmente distinguetemi le varie tappe della ricerca. grazie 1000 in anticipo.

2 risposte

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    Lv 5
    6 anni fa
    Risposta preferita

    Lo Shintoismo è una religione nativa del Giappone. Non esiste un fondatore. E' nato attorno al 500 a.c. Le origini dello Shintoismo si sono perse nel tempo, ma pare che si sia originato alla fine dell'ultimo Periodo Jōmon. Esistono diverse teorie riguardo agli antenati del popolo giapponese odierno; la più accettata è quella che li indica come discendenti di popolazioni dell'Asia Centrale e dell'Indonesia. Lo Shintoismo presenta un'infinità di insegnamenti positivi, che nascono anche come conseguenze dei suoi precetti fondamentali. Una prima regola etica è sicuramente la disponibilità verso gli altri. La religione shintoista insegna che l'uomo deve sempre offrirsi per aiutare il prossimo, caritatevolmente, sinceramente e amorevolmente, per mantenere l'armonia e il benessere nella società. Conseguentemente lo Shintoismo incita al contenimento dell'egoismo e dell'egocentrismo, promuovendo invece l'umiltà. Il culto shintoista pone, in generale, al primo posto l'interesse della comunità e il pubblico benessere. Ciò non significa che i diritti individuali e la famiglia siano ignorati. Al contrario, è sullo sfondo dei riti religiosi, come conseguenza delle azioni verso gli altri, che l'intimità, il carattere individuale di una persona e i suoi rapporti con il prossimo, sono ampiamente promossi.

    Sebbene lo Shintoismo non abbia comandamenti assoluti al di fuori di vivere una vita semplice ed in armonia con la natura e le persone, si dice che ci siano Quattro Affermazioni che esprimono tutto lo spirito etico di questa religione:

    La famiglia è il nucleo principale della vita di una persona, è il gruppo in cui e attraverso cui una persona cresce, e da cui eredita un approccio e una visione del mondo ben precisi. Di conseguenza a questa grande importanza, il nucleo familiare è un fondamento necessario al benessere dell'individuo, e come tale va tutelato ed in particolare mantenuto armonico.

    La natura è sacra, in quanto espressione del divino; conservare un contatto con essa comporta il raggiungimento della completezza e della felicità, e significa mantenersi vicino ai kami. Come tale la natura va rispettata, venerata e soprattutto tutelata, poiché è da essa che deriva l'equilibrio della vita.

    La pulizia è un componente essenziale dello Shintoismo, pulizia consente purezza, e la purezza è una delle massime virtù. La pulizia è essenziale per condurre una vita armoniosa: il fedele shintoista ne fa largo uso, sia su sé stesso che negli ambienti in cui vive; i templi shintoisti vengono tenuti sempre impeccabilmente puliti dai sacerdoti.

    I matsuri sono i festival dedicati ai kami. In questi giorni il fedele shintoista prega nei templi, o nella propria casa. Per festeggiare le divinità, vengono allestiti feste, processioni e banchetti. I matsuri vengono organizzati dai templi o dalle comunità. Queste feste sono parecchie durante l'anno e vanno da quelle più importanti e nazionali a quelle dei piccoli paesi. I giorni normali sono chiamati ke ("giorno") e quelli di festa sono detti hare ("soleggiato" o semplicemente "buono").

    Secondo la fede Shintoista, lo spirito umano è eterno, proprio come i kami. Come nella maggior parte delle concezioni orientali l'aldilà è concepito dallo Shintoismo come una sorta di livello esistenziale superiore. Quando si muore dunque, per lo Shintoismo, si cambia semplicemente forma di esistenza, si accede ad un altro tipo di esistenza. Questa è la concezione più moderna.

    Poiché lo Shintoismo è coesistito pacificamente con il Buddhismo per oltre un millennio è molto difficile separare le credenze buddhiste da quelle shintoiste. Si può dire che mentre il Buddhismo enfatizza la vita dopo la morte, lo Shintoismo enfatizza questa vita e la ricerca della felicità in essa, sebbene abbiano prospettive molto diverse sul mondo, la maggior parte dei giapponesi non vede alcuna necessità di riconciliare le due religioni e pertanto le pratica entrambe. Perciò è comune per molte persone praticare lo Shintoismo in vita ed essere comunque sepolte con un funerale buddhista.

    Nello Shintoismo antico veniva ovviamente dato maggior peso alla mitologia. Si credeva in una serie di paradisi, già c'era quindi la concezione della pluralità esistenziale, anche se non espressa filosoficamente tra il popolo. Tra questi paradisi si annoverano: l'aldilà del cielo, l'aldilà Yomi, l'aldilà Tokoyo, l'aldilà delle montagne. Questi luoghi non sono descritti né come posti ameni né con caratteristiche infernali, ma come luoghi molto simili al mondo terrestre.

    RITI

    Non v’era dubbio che il culto dei giapponesi per i bagni e la pulizia di persone o cose, ormai pienamente laico, affondi lontanissime radici nello yuami (bagno purificatorio) shintou, e nell’idea che l’acqua in qualche modo magico mondi il corpo e lo spirito, non solo d’ogni sporcizia, ma d’ogni impurità.

    La passione per le sorgenti calde (onsen) non è solo una variante all’amore domestico per il bagno; bisogna tener presente come, in tempi remoti, le acque sorgive ad alta temperatura fossero ritenute particolarmente sacre, e quindi efficaci nel liberare da ogni kegare (impurità rituale), in quanto fenomeno straordinario quindi più numinoso più saturo del vigore dei kami.

    Una forma molto più semplice di purificazione ha luogo quando un sacerdote shintou (“kannushi, il signore degli dei”, nel senso di “colui che pratica gli dei”) sventola su di una o più persone o su certe cose o luoghi, un bastone munito di leggeri ritagli di carta, somigliante vagamente ad uno scacciamosche, oppure un ramoscello del sacro albero di sakaki, anch’esso con ornamenti di carta. La sua azione somiglia molto sia nella forma che nella sostanza a quella d’un sacerdote cattolico che benedice qualcuno o qualcosa spruzzando acqua santa con un aspersorio.

    Altre forme più impegnative di purificazione richiedono astinenze da attività sessuali, da certi cibi o bevande, per periodi più o meno lunghi. Anticamente le principesse imperiali vergini destinate a presiedere ai sacrari di Ise dovevano praticare astinenze molto severe per il corso di anni; solo allora erano ritenute sufficientemente immacolate da poter servire la dea solare Amaterasu, ed eventualmente per poterne venire possedute ed enunciare così degli oracoli. L’ultima figlia d’un tennou ad occupare il posto di sai-shi visse nel XVI secolo.

    L’amore tipicamente shintou per tutto ciò che è genuino, puro, originario, non elaborato nè sofisticato, si esprime esteticamente in molti modi che poi hanno influenzato, riteniamo molto beneficamente, le arti giapponesi. Il rispetto per il nudo legno dei sacrari di Ise, come più bello di qualsiasi altra coloritura o verniciatura, si ritrova nei prodotti di molti ceramisti, dei lavoratori del metallo, della carta, della stoffa, in certi casi della lacca.

    Il gusto per i colori franchi, elementari, per i motivi di decorazione espliciti, precisi, audaci, fu educato a lungo dallo shintou, ed appare evidente nei kimono (i sokutai, gli ikan, i saifuku, gli ho) dei kannushi, dei negi, dei guji (sacerdoti dei vari gradi).

    Per quanto riguarda le feste ti consiglio di vedere qui: http://discipline-orientali.esoterya.com/festivita...

  • 6 anni fa

    Possibilmente studia e sviluppa DA SOLO il compito che ti è stato dato. Quando sarai ADULTO pensi che qualcuno farà per te il TUO LAVORO ?!?

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