Ricrot ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 6 anni fa

Chi può farmi il commento del libro marcovaldo di italo Calvino?

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  • Anonimo
    6 anni fa
    Risposta preferita

    Marcovaldo ovvero Le stagioni in città è una raccolta di venti novelle di Italo Calvino. La prima edizione fu pubblicata nel novembre del 1963 in una collana di libri per ragazzi dell'editore Einaudi.

    Il sottotitolo Le stagioni in città si rifà alla struttura dei racconti, associati ognuno ad una delle quattro stagioni dell'anno. Protagonista comune a tutti i racconti è Marcovaldo, un manovale con problemi economici, ingenuo, sensibile, inventivo, interessato al suo ambiente e un po' buffo e malinconico.

    I racconti sono ambientati in una grande città imprecisata: anche se l'autore non ne fa il nome, potrebbe essere Milano o molto più probabilmente Torino, dove Calvino ha lavorato per molti anni. Questa città è simbolo di ogni città, con cemento, ciminiere, fumo, grattacieli e traffico, e Marcovaldo ne è il Cittadino per antonomasia. Anche la ditta Sbav, presso cui Marcovaldo lavora, è la Ditta per eccellenza, simbolo di tutte le ditte, e proprio per questo non si sa né cosa vi si produca, né cosa vi si venda, né il contenuto degli imballaggi che il protagonista sposta e trasporta tutto il giorno.

    Le avventure che si susseguono mostrano come la società delle città moderne possa arrivare ad influenzare le persone ed il loro rapporto con la natura.

    PERSONAGGI

    Le novelle hanno tutte lo stesso protagonista, Marcovaldo, le cui caratteristiche sono appena accennate: "personaggio buffo e melanconico", di animo semplice, padre di famiglia numerosa, egli lavora come manovale in un'indeterminata ditta, la "Sbav".

    Marcovaldo è attento alle variazioni atmosferiche, al cielo stellato, a ogni minimo segno di vita animale e vegetale nella Natura che lo circonda. Egli è il modello di eroe candido, ingenuo, un po' sfortunato che immancabilmente va incontro ad una delusione: la Natura che egli cerca è assente nella grande città.

    "Aveva questo Marcovaldo, un occhio poco adatto alla vita di città: cartelli, semafori, insegne luminose, manifesti, per studiati che fossero a colpire l'attenzione, mai fermavano il suo sguardo che pareva scorrere sulle sabbie del deserto. Invece, una foglia che ingiallisse su un ramo, un piuma che s'impigliasse ad una tegola, non gli sfuggivano mai: non c'era tafano sul dorso di un cavallo, pertugio di tarlo in una tavola, buccia di fico spiaccicata sul marciapiede che Marcovaldo non notasse, e non facesse oggetto di ragionamento, scoprendo i mutamenti della stagione, i desideri del suo animo, e le miserie della sua esistenza".

    Ciao

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