ITALICUM. Quali punti condividete e quali no?

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possibilmente motivando

3 risposte

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  • 6 anni fa
    Risposta preferita

    Io condivido ben poco a partire dal sistema così fortemente maggioritario, forse solo le soglie di sbarramento (che forse si potrebbero addirittura alzare al 4%).

    Comunque c'è una cosa che mi dà particolarmente fastidio quando si parla di legge elettorale in Italia ed è questa: ci lasciano intendere che alle elezioni "si elegga" il governo. Non è così, alle elezioni eleggiamo i componenti del Parlamento. Il parlamento - soprattutto in Italia che è una Repubblica Parlamentare - dovrebbe essere la rappresentazione dell'intera popolazione, per dirla in termini statistici, dovrebbe essere un campione affidabile della popolazione (le soglie di sbarramento fanno rimanere il campione nel campo del campione affidabile, quindi sono accettabili anche se forse sarebbe meglio applicarle sui collegi ovviamente se non uninominali).

    Nel momento stesso in cui dai un premio di maggioranza così grosso non hai più un campione affidabile della popolazione e quindi non hai più una Repubblica Parlamentare pienamente democratica.

    Una volta eletto il parlamento, la palla passa al Presidente della Repubblica (eletto dal Parlamento), che si consulta con le forze politiche che entrano e in base a ciò che il Parlamento vuole, sceglie nomina un governo che porti avanti le idee del parlamento eletto.

    E questo si può fare, e si è fatto fino al 1993, anche senza una maggioranza assoluta in aula. Vero è che in una legislatura si cambiavano 5 o 6 governi, ma chi comanda in Italia è il Parlamento, non il governo. Se il governo fa ciò che decide il parlamento, non viene sfiduciato.

    In Italia si sono visti solo in 3 occasioni leggi elettorali così fortemente maggioritarie, la prima la conosciamo tutti è il Porcellum giudicato incostituzionale, la seconda è l'Italicum e la terza è la legge elettorale voluta da Mussolini all'inizio della sua tirannide.

    Questa legge è anche peggiore delle altre due perché si porta dietro una riforma costituzionale schifosa.

    Comunque l'Italicum mantiene entrambe le criticità definite incostituzionali dalla Corte, premio di maggioranza e assenza delle preferenze e il Senato di nominati peggiora ancora la seconda criticità. Inoltre il Senato, per come è costruita la Repubblica, dovrebbe essere la Camera in cui si fanno gli interessi delle Regioni (è infatti eletta su base regionale e non nazionale, a differenza della Camera dei Deputati), cioè si vota alla Camera per una politica nazionale e al Senato per una politica regionale e che entrambe abbiano lo stesso peso vuol dire cercare una sintesi tra gli interessi regionali e gli interessi nazionali.

    In elezioni che dovrebbero eleggere dei rappresentanti parlamentari, fare un ballottaggio non ha alcun senso. Il ballottaggio ha senso a livello locale dove si scelgono degli amministratori, c'è un motivo se le uniche elezioni politiche in Italia sono quelle nazionali. Ha senso perché devi scegliere uno che amministri il comune o la regione e un amministratore devi sceglierlo, e lì ha senso che chi ha più consenso amministri. Ma a livello politico quel senso non c'è, il Parlamento non amministra, il Parlamento è la rappresentazione del popolo e deve rappresentare il popolo. Quando si parla di legge elettorale in Italia si parla sempre di governabilità e mai di rappresentanza, capirai che se eleggi chi rappresenta e non chi governa quello che conta è la rappresentanza (tanto che secondo me bisognerebbe pure cercare di dare rappresentanza a chi preferisce non votare e qui i casi sono 2: o rendi obbligatorio il voto, come in Belgio quindi tutti votano oppure trovi un modo che in Parlamento ci finiscano anche rappresentanti del non voto, magari scegliendo a caso tra quelli che non hanno votato, ovviamente tra i candidabili).

    Quindi a mio avviso una legge elettorale, in una Repubblica Parlamentare, dovrebbe essere o proporzionale o comunque per lo più proporzionale (tipo la legge Mattarella al contrario) per dare un peso maggiore a chi ha consensi altissimi.

    Semmai si potrebbe decidere di votare anche il governo per garantire governabilità, ma sempre rimanendo nel campo di Repubblica Parlamentare e non sconfinando - come qualche proposta fatta ultimamente - nel Presidenzialismo.

    Questo si può fare in vari modi (non è facile, ma ci si può riuscire), o come si fa con il Presidente della Repubblica, quindi un Presidente del Consiglio eletto dal Parlamento, oppure con elezione diretta del Presidente del Consiglio anche solo con una preferenza in scheda elettorale (come si fa con il sindaco, si vota la lista per il consiglio ma si può votare anche il candidato sindaco, anche di un'altra lista) in quel caso avrebbe senso il ballottaggio, ma solo per il Presidente del Consiglio dei Ministri, non per la composizione del Parlamento.

    Questo però dovrebbe portare con sè una riforma della sfiducia al governo, facendo sì che il Parlamento possa comunque sfiduciare il Governo, ma in modo più limitato di oggi (una via di mezzo tra sfiducia e impeachment per dire, una sorta di licenziamento per giusta causa). Questo darebbe da una parte la possibilità al Parlamento di continuare a comandare il governo, ma dall'altra toglierebbe la possibilità al governo di abusare della fiducia perché non potrebbe essere sfiduciato in quel modo. Quindi il Parlamento tornerebbe a fare le leggi e il governo tornerebbe a farle applicare e ad agire secondo il volere del Parlamento e a far passare decreti solo se il Parlamento li vuole veramente e non perché il governo ci mette la fiducia.

    Perché è giusto ricordarlo, in Italia è il Parlamento a controllare il Governo e non viceversa.

    Cioè, se tu (rappresentante del governo) sei dipendente in una segheria di marmo che fa mattonelle, non vai dal tuo capo (il Parlamento) a dirgli "o tagliamo le mattonelle triangolari come voglio io oppure ci licenziamo tutti". Ma vai dal capo a dirgli "secondo me dovremmo tagliare le mattonelle triangolari" e se al capo va bene, le tagli triangolari, se al capo non va bene le tagli quadrate.

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    Parlare si premio di maggioranza in un sistema elettorale maggioritario è comunque errato, il premio di maggioranza fa parte del sistema elettorale proporzionale, dove si dà un premio al partito che prende più voti. Il sistema maggioritario, invece, dà la maggioranza alla prima forza politica, cioè chi prende un voto più degli altri prende tutto, in un sistema a collegio unico nazionale, il risultato è uguale - se non peggiore - al premio di maggioranza. Che sappia io l'Italia è l'unico paese al mondo che per eleggere il Parlamento aveva e vuole un sistema maggioritario con collegio unico nazionale, la prima volta che si vide una roba simile - seppur con sistema proporzionale ma con grande premio di maggioranza - fu con la legge Acerbo approvata nel 1923, che fece entrare l'Italia in vent'anni di dittatura, oggi quella legge è definita come un classico esempio di suicidio di un'assemblea rappresentativa.

  • Anonimo
    6 anni fa

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  • Condivido il ballottaggio, il premio di maggioranza alla lista e basta.

    Tutto il resto non lo condivido perché la soglia per il premio di maggioranza al primo turno è troppo bassa, il premio di maggioranza al 55% troppo alto, la soglia di sbarramento ancora troppo altae i capolista bloccati sono anti-democratici.

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